ANASTASIA KURAKINA. PORTRAITS

Lunedì 18 marzo 2019 a Roma, alla Galleria Mizar si inaugura la mostra personale di Anastasia Kurakina, dal titolo “Portraits”, che rimarrà aperta al pubblico fino al 30 marzo. Saranno una trentina le opere esposte: dieci oli su tela e quindici tecniche miste su carta (acquarelli e tempere) che testimoniano la più recente produzione artistica e gli attuali raffinati sviluppi del lavoro di Anastasia Kurakina. Verranno inoltre esposti anche cinque ritratti realizzati negli anni precedenti, proprio a dimostrare la continuità della sua ispirazione pur nell’evolversi dei suoi mezzi espressivi, sottolineando perché, qualsiasi cosa ella dipinga, una figura, un nudo, un volto – che siano reali o frutto della sua fantasia – tutto è sempre “un ritratto”.

Anastasia Kurakina, Perplessione (2017). Acquerello su carta, 14×24 cm

Anastasia Kurakina ha esposto a Mosca, in Messico, a Los Angeles, a Londra, a Milano, a Venezia, in Svizzera, a Oxford, a Cambridge, a San Pietroburgo, a Roma, a Porto Cervo e in altre località. Inoltre è vincitrice di numerosi premi d’arte nazionali e internazionali.

Anastasia Kurakina, Beach (2018). Olio su tela, 50×45 cm

Il testo critico di Giuseppe Marino della Galleria Mizar così inquadra il lavoro di Anastasia Kurakina : “La prima volta che mi sono imbattuto nelle opere di Anastasia mi è tornato in mente senza volerlo, in una sorta di gioco psicanalitico o come un automatismo psichico, il verso di una poesia di Vincenzo Cardarelli: «…ci si risveglia come in un acquario…». Forse perché mi risulta facile collegare la passione per la poesia a qualcosa o qualcuno di russo. Non c’è nessuno, infatti, che ami la poesia più del popolo russo. Ma perché proprio quel verso? Probabilmente perché le immagini di Anastasia Kurakina mi hanno evocato un universo liquido, esseri fluttuanti (corpi? lemuri? fantasmi?) attraversati, una corrente elettrica, da dolorosa gioia, da flessuose sofferenze che vengono da lontano (Klimt? Schiele?) e vanno lontano. È scontato (e spesso fastidioso), di fronte al lavoro di un artista, fare nomi, effettuare rimandi: si cerca sempre di decodificare il nuovo attraverso il già conosciuto, tentando, almeno si spera, di non fare inutili citazioni, improponibili paragoni. Soltanto perché di fronte a un’opera d’arte nuova si resta stupiti come di fronte a un’insospettata rivelazione, a una vera e propria apocalisse (dal greco άποκάλυφις che sta a significare liberare da ciò che nasconde quindi togliere il velo). Ecco perché è ritrattista sublime: perché quei corpi, quei volti – quei lineamenti che possono far pensare a larvali maschere di Ensor, alle estenuate fluidità di Nolde, allungati come le mani di un Cristo di El Greco o tesi nella straziata umanità della Discesa dalla Croce di Max Beckmann – sono in realtà una stupefacente rivelazione, rivelazione di se stesso all’essere ritratto. Non scommettono mai su una banale e scontata verosimiglianza, su una fedele quanto inutile aderenza all’originale (e poi, nel gioco di specchi che li contraddistingue, qual è l’originale?). Spiàzzano quei corpi, quei volti, quei ritratti proprio perché vòlti a cercare, a indagare i lineamenti interni, le fattezze nascoste, i caratteri distintivi segreti, come a costruire una sorta di straordinario e impossibile trattato di fisiognomica dell’anima. Cercano, i segni del pennello di Anastasia Kurakina (segni che potrebbero essere stati tracciati da un affilatissimo bisturi o, ancora meglio, dal pugnale di Lèrmontov)), di catturare l’irriproducibile unicità di ogni essere umano.

Anastasia Kurakina, Medusa di fuoco (2017). Acquerello, tempera, china su carta, 30×30 cm

Una sorprendente, prodigiosa maturità espressiva, uno stile profondamente meditato e compiutamente risolto che non è mai fine a se stesso, un’eleganza sommessamente partecipe e sofferta del segno e del colore si trasformano, nel lavoro di Anastasia Kurakina, in penetranti sonorità, in commoventi vibrazioni di un’ineffabile sinfonia”.

Anastasia Kurakina, Splash (2016). Acquerello, tempera, china su carta, 31,5×26 cm

Anastasia Kurakina è nata a Mosca nel 1987. Vive e lavora a Roma. Attualmente studia e lavora a Parigi. Le opere di Anastasia Kurakina sono presenti nelle collezioni dei Musei Vaticani a Roma, nel Museo Internazionale dell’Umorismo nell’Arte di Tolentino, nel Museo Nazionale di Arte Sacra di Nonantola, nel Centro di Studi Manzoniani di Milano, nella collezione Nina Iobanova- Rostovskaya a Londra, nella collezione Marchesi Sacchetti a Roma e in moltissime altre collezioni private in Italia e all’estero.

 

 

ANASTASIA KURAKINA

PORTRAITS

 

18 al 30 marzo 2019

 

Galleria Mizar

Via San Sebastianello 16B

Piazza di Spagna

Roma

inaugurazione lunedì 18 marzo 2019 (18:30)

 orari: martedì / sabato – 10:00 / 19:00

ingresso libero

 

mizarart.com

anastasiakurakina.com