BRUNO MUNARI, “CREATORE DI FORME”

“A Milano, presso la GALLERIA 10 A.M. ART fino al 23 giugno, una mostra a cura di Luca Zaffarano che mostra affronta la complessità della ricerca sperimentale di uno degli artisti più significativi del panorama novecentesco italiano. L’esposizione presenta una serie di opere storiche, come una Macchina Aritmica del 1951, un esemplare di Concavo-Convesso, una Macchina Inutile del 1956; e poi, una Scultura da viaggio, un prototipo di Tetracono del 1965, Xerografie Originali e molto altro ancora”

 

La Galleria 10 A.M. Art di Milano (via Anton Giulio Barrili 31) ospita una mostra dedicata a Bruno Munari (1907-1998) uno degli artisti più significativi del panorama novecentesco italiano.

                    BRUNO MUNARI, Scultura da viaggio, 1958, lamiera di ferro verniciata, aperta 47x59x40 cm, chiusa 61×41 cm (esemplare unico)

L’esposizione, curata da Luca Zaffarano, dal titolo Creatore di forme, affronta la complessità della ricerca sperimentale di Munari, in particolare identificando nella costante indagine su come una forma possa trasformarsi in un’altra, uno dei punti centrali della sua opera.

 BRUNO MUNARI, Macchina Inutile, 1956, sei lamine di alluminio, fili di nylon e nastro adesivo colorato, 80×45 cm

Le installazioni di Munari hanno la capacità di creare spettacoli mobili, forme modificabili, ricche di imprevisti e per questo capaci di trasportare lo spettatore in un mondo spettacolare e fantasioso.

La rassegna presenta una serie di opere storiche, come una Macchina Aritmica del 1951, un esemplare di Concavo-Convesso, mai più esposto a Milano dopo l’antologica di Palazzo Reale del 1986, e una Macchina Inutile del 1956, che portano ad avvicinarsi alla poetica multiforme della “macchina” quale apparato scenico essenziale, leggero e divertente.

                      BRUNO MUNARI, Macchina Aritmica, 1951, legno, meccanismo a molla, plastica, carta, piuma, 37x55x35 cm

In modo del tutto complementare Munari sviluppa la ricerca sul dinamismo delle forme anche in ambito percettivo. L’autore evita accuratamente di mostrare una composizione fissata in un certo istante, crea, invece, pitture dinamiche, instabili e complesse. In mostra si potrà ammirare un prototipo, esemplare unico, di Tetracono del 1965, alcuni Negativi-positivi su tavola dei primi anni ’50, e la pittura cromo-cinetica realizzata con filtro Polaroid rappresentata da un Polariscop degli anni ’60.

                                                          BRUNO MUNARI, Curva di Peano, 1974, acrilico su tela, 100×100 cm

Talvolta un cambio di forma è ottenuto sovvertendo la funzione. È il caso delle Sculture da Viaggio, di cui viene proposto un raro esemplare in lamiera verniciata del 1958 accompagnato dalla corrispondente scultura in cartoncino. Queste sculture sono state studiate per essere messe in valigia, ripiegate come un origami; estratte dalla loro custodia e aperte, prendono forma, sviluppando all’istante un oggetto a tre dimensioni. A queste, si aggiungono alcune tra le più riuscite realizzazioni della serie di acrilici Colori nella Curva di Peano del 1974 dove si ha una variazione, teoricamente infinita, di colori dentro la struttura di una curva frattale.

                                                        BRUNO MUNARI, Negativo-positivo, 1951, olio su tavola, 47×47 cm

Completa l’esposizione una serie di importanti esemplari di Xerografie Originali realizzate negli anni ’60 sfruttando l’idea di mettere in movimento pattern di vario tipo durante il tempo di scansione della fotocopiatrice, ottenendo, in questo modo, immagini deformate, rese uniche da un atto creativo non ripetibile.

                            BRUNO MUNARI, Tetracono, 1965, alluminio e ferro, elettromotore, 26,5x20x21,3 cm – VAF 830

L’attenzione critica verso il lavoro di Bruno Munari è in costante crescita. Lo testimoniano le recenti esposizioni in Italia, dopo l’importante passaggio alla Estorick Collection di Londra del 2012, la mostra itinerante in programma quest’anno in Giappone e le recenti acquisizioni di musei importanti come, ad esempio, il Pompidou di Parigi.

BRUNO MUNARI, Concavo-Convesso, 1947, rete metallica, 100×100 cm, (Installazione alla Estorick Collection of Modern Italian Art, London 2012)

La sua arte – scrive Luca Zaffarano – non ha segreti, è open-source. Le metodologie di ricerca sono ben spiegate, progetti e processi sono descritti nei dettagli. La sua arte è una sfida creativa ancora valida che ci spinge verso l’apertura e la condivisione di stimoli progettuali e poetici. Per Munari l’artista svolge una importante funzione sociale e l’estetica è condizione necessaria per comprendere meglio il nostro rapporto con il mondo e la natura”.

 

BRUNO MUNARI. Creatore di forme

Milano, Galleria 10 A.M. Art (via Anton Giulio Barrili 31)

Fino al 23 giugno 2018

Orari: dal martedì al venerdì, dalle 15.00 alle 18.00 solo su appuntamento

Ingresso libero

Informazioni: tel. 02.92889164; info@10amart.it; www.10amart.it