CARLA MARIA MAGGI. L’ARTISTA RITROVATA

Gli spazi espositivi di Villa Borromeo d’Adda di Arcore ospitano una nuova importante mostra. Dopo il successo di Donne, Racconti al femminile nella pittura dell’Ottocento e dei primi del Novecento, è la volta di Carla Maria Maggi, l’artista ritrovata, esposizione dedicata alla straordinaria figura di Carla Maria Maggi, pittrice degli anni Trenta dalla struggente (e profondamente simbolica) storia personale.

Carla Maria Maggi. Autoritratto a Cortina, 1935, olio su tela, 60×50 cm

Carla Maria Maggi (1913-2004) ha dipinto solo pochissimi anni, prima di decidere di abbandonare la strada dell’arte, nonostante le sue opere rivelassero già un talento promettente. Come molte altre artiste del suo tempo, Carla Maria Maggi, figlia della buona società milanese degli anni Trenta, dopo il matrimonio ha dovuto mettere da parte il proprio talento pittorico e vestire i panni della moglie e madre perfetta, nei canoni del benpensantismo borghese del tempo. Prima di dimenticare il suo essere artista, però, la Maggi ci ha lasciato una serie straordinaria di opere che raccontano un’epoca, ritraendo con grande talento e raffinata sensibilità il mondo che lei frequentava. Allieva di Palanti, Carla Maria Maggi ottiene successi pubblici e privati con i suoi dipinti. La sua arte è piena espressione di un momento storico complesso e variegato, ancora in buona parte da riscoprire.

Carla Maria Maggi, Nello studio, 1938, olio su tela, 35×55 cm

Carla Maria Maggi smise di dipingere per seguire le regole sociali alle quali il marito le chiedeva di sottomettersi; le sue opere vennero riscoperte da suo figlio, per caso, nascoste sotto una spessa coltre di coperte nel solaio della casa di campagna. Sensibile all’arte, il figlio Vittorio volle provare a fare luce sul passato della madre. Da allora si sono interessati all’opera della Maggi storici e critici d’arte quali Rossana Bossaglia, Vittorio Sgarbi e Elena Pontiggia. Le opere della Maggi sono state esposte a Milano, a Londra e, con straordinario successo al National Museum of Women in the Arts di Washington (dove La Sigaretta, capolavoro della pittrice è rimasta esposta, in prestito temporaneo, per qualche anno) e sono diventate motivo di riflessione e studio della condizione delle donne artiste fino a tempi molto recenti ma anche ragione di riscoperta della poco nota, ma interessantissima, pittura borghese della Milano degli anni Trenta.

Carla Maria Maggi, La risata, 1935, olio su tela, 60×65 cm

Incaricata dagli eredi della pittrice, nel 2007 Simona Bartolena ha scritto un volume dedicato alla Maggi, pubblicato dalla casa editrice Skira. L’anno successivo Palazzo Reale di Milano ha ospitato una mostra, curata dalla Pontiggia con un contributo della stessa Bartolena, interamente dedicata all’opera della pittrice messa in relazione con gli altri grandi ritrattisti del suo tempo.

Carla Maria Maggi, La prova, 1936, olio su tela, 100×75 cm

Il corpus dell’opera della Maggi è composto da una quarantina di opere, tutte di altissimo livello, che comprendono ritratti, nature morte e, cosa ben rara per una donna artista, nudi femminili ritratti dal vero. Pittrice di grande talento, Carla Maria Maggi ha rappresentato magistralmente nella sua opera la società che frequentava e rappresentava: da una parte il bel mondo dell’alta borghesia milanese, divisa tra la città e i luoghi di villeggiatura, dall’altra la bohème degli ambienti di Brera e della Scala, liberi e pieni di stimoli per chi, come lei, volevano vivere nell’arte.

Carla Maria Maggi, Fiori viola, 1940, olio su tela, 80×60 cm

Quella di Carla Maria Maggi, artista interrotta, è una storia che vale la pena di essere raccontata, tanto quanto la sua pittura è degna di essere osservata con attenzione.
A dodici anni dalla mostra a Palazzo Reale di Milano, dunque, l’opera della Maggi torna a essere esposta pubblicamente, in un evento d’eccezione curato da Simona Bartolena. Un’occasione imperdibile per scoprire una talentuosa pittrice, ma anche per riflettere sulla condizione femminile nelle arti fino a tempi molto recenti.

Carla Maria Maggi, Capelli rossi, 1935, olio su tela, 80×50 cm

La mostra, realizzata con la collaborazione con gli eredi dell’artista, è raccontata attraverso il corpus pressoché completo delle opere della pittrice e mediante pannelli didattici che ne narrano la vicenda personale.
Per l’occasione sarà esposta anche una tela inedita, recentemente trovata in una collezione privata.
Il catalogo dell’esposizione sarà disponibile in mostra.

 

 

Carla Maria Maggi

L’artista ritrovata

 

8 marzo/3 maggio 2020

 

A cura di Simona Bartolena

 

Villa Borromeo d’Adda
Largo Vincenzo Vela, 1
Arcore, MB

 

associazioneheart.it

 

Cover: Carla Maria Maggi, La sigaretta, 1934, olio su tela, cm 80×59. (dettaglio)