CHRISTIAN BENDAYAN. INDIOS ANTROPÓFAGOS

Una Biennale, quella appena inaugurata, dal sapore pieno e dal carattere forte: sarà il gran numero di artisti presenti, la quantità di donne invitate, l’arrivo a Venezia di un relitto che è entrato nel nostro immaginario collettivo come simbolo di una crisi profonda che attraversa il Mediterraneo e si riflette, inevitabilmente, sull’Europa.

Padiglione Perù, «Indios Antropófagos», Christian Bendayán

Saranno tutte queste cose, insieme al tema scelto dal curatore Ralph Rugoff (May You Live In Interesting Times) ad aver indotto una riflessione su quanto visto che ancora non si è compiuta, né risolta. E che ci porterà di nuovo ai Giardini e all’Arsenale per capire meglio i tempi, e l’arte, che stiamo vivendo.

Padiglione Perù, «Indios Antropófagos», Christian Bendayán

D’altronde tutti gli artisti invitati a partecipare alla 58. Esposizione Internazionale d’Arte hanno molto da raccontare e lo fanno a loro modo.

Christian Bendayán, Mariposas del paraíso

Gli artisti non vogliono salvare il mondo, devono mostrarlo nella sua versione più veritiera” ci ha detto Christian Bendayan, artista peruviano che abbiamo incontrato in occasione dell’inaugurazione della sua mostra Indios Antropófagos, curata da Gustavo Buntinx, fino al 24 novembre al Padiglione Perù.

Christian Bendayán, Mariposas del amazonas I [Amazon But terflies V] (2019). Collage (photographic print butterfly wing s and paper)

Christian Bendayán, Recuerdos del amazonas II (Baile sal vaje) [Amazon Souvenirs II (Savage Dance)] (2019) Post card, Photography and digital collage on paper.

 

Abbiamo fatto una chiacchierata con lui, trovando nelle sue opere una fragilità tutta contemporanea e un’umanità sofferta.

 

Cosa rappresenta la Biennale per il suo percorso artistico?

“È la prima volta che realizzo una mia personale in Europa, per me è stato un privilegio e soprattutto un piacere fare la prima tappa alla Biennale di Venezia. È la vetrina perfetta per far arrivare alle persone il significato artistico delle mie opere, in una città così internazionale e con tanta affluenza di pubblico”.

 

Chi sono i cannibali di cui parla?

“l cannibali sono stati sempre considerati selvaggi, una razza esotica, sin dal 18° secolo, quando gli europei guardavano con distanza gli aborigeni amazzonici. Sembrava una stampa, una souvenir da guardare e mostrare al mondo europeo, una preda da esibire in un museo”.

 

L’arte, come esperienza, espressione e forma di ribellione, può ancora salvare l’uomo da se stesso?

“L’arte è un’espressione che ci mantiene in connessione, indipendentemente da dove si è nati o cresciuti. È il linguaggio più internazionale che esista. Gli artisti non vogliono salvare il mondo, devono mostrarlo nella sua versione più veritiera”.

 

Cosa rappresenta la farfalla nelle opere esposte a Venezia?

“Le farfalle sono sempre in evoluzione: si mimetizzano nel loro ambiente per sopravvivere nella catena alimentare e sono tra gli animali più presenti nella selva amazzonica. Sono magiche, come le comunità LGTB: esotiche e ancora incomprese, e a volte rifiutate dalla società”.

 

Quali sono gli artisti da cui ha preso e continua a prendere ispirazione?

“Non potrei mai dare una lista di tutti gli artisti che mi hanno influenzato durante il mio percorso creativo, essenzialmente perché sono autodidatta. Credo che la natura sia la migliore ispirazione per poter creare una opera artistica, anche nella società che ci circonda”.

 

Quanto è lontana, politicamente e artisticamente, l’Europa dall’America Latina? E’ un gap che si può colmare?

“Storicamente l’America latina è stata un paradiso dove i ricercatori occidentali potevano osservare una natura vergine. Questa situazione postcoloniale oggi è cambiata. Non c’è più la natura che produce stupore e meraviglia in chi osserva. Voglio mostrare l’evoluzione delle farfalle rappresentate nei quadri, membri della comunità LGTB e fragili quanto la natura amazzonica”.

 

Indios Antropófagos è una mostra organizzata dal Patronato Culturale di Perù, sponsorizzata dall’Istituto Culturale Peruviano Nordamericano (ICPNA), Ministero di Cultura del Perù, Ministero di Affari Internazionali di Perù, Ministero di Comercio Estero e Turismo, El Comercio, Fondazione Wiese, PromPerú e Cerámica San Lorenzo.