DAVID SHRIGLEY, UNCONVENTIONAL BUBBLES

Ogni anno, la Maison Ruinart accoglie un artista contemporaneo di fama internazionale a Reims per condividere la sua visione della famosa Maison, che presto raggiungerà il suo tricentenario. Dopo Liu Bolin (2018) e Vik Muniz (2019), nel 2020 tocca all’artista britannico David Shrigley donare la propria interpretazione unica della Maison Ruinart, attraverso un insieme di 36 disegni e gouaches, oltre a tre neon, due ceramiche e una porta. Questo grande creativo britannico, il cui lavoro evoca un’atmosfera quasi indolente, è un artista dallo stile caustico che elabora il mondo contemporaneo attraverso un’ironia senza eguali.

Fissando il suo sguardo su questa Maison dalla lunga tradizione, David Shrigley ci permette di riscoprire Ruinart attraverso il suo umorismo eccentrico e senza compromessi. Il savoir-faire della Maison, con il suo patrimonio e i suoi vigneti, viene inondato dalla nuova luce che scaturisce dalla sua arte. Prestando attenzione a ogni espressione e gesto colto durante le sue passeggiate tra le vigne e le cantine della regione dello Champagne, le sue opere riportano con curiosità i rituali e le usanze di coloro che lavorano sul campo, così come degli enologi e degli altri collaboratori che danno vita agli champagne di Ruinart. Grazie al suo sguardo acuto e a una grande curiosità, ha potuto cogliere i segreti ben custoditi che stanno dietro la creazione dello champagne.

“Quando si fa arte sul tema della produzione dello Champagne bisogna visitare diverse volte la regione, le crayères, i vigneti e gli impianti di produzione. Bisogna fare domande alle persone che lavorano lì e ascoltare attentamente ciò che dicono. E, soprattutto, bisogna bere dello champagne” racconta David Shrigley.

Attraverso i suoi disegni, neon e sculture, David Shrigley offre un viaggio che è allo stesso tempo accogliente e singolare, in grado di suscitare conversazioni sorprendenti sulla natura e sul processo di vinificazione. Allo stesso tempo, ci rende consapevoli delle sfide ambientali quotidiane, cui Maison Ruinart presta molta attenzione. L’umorismo è senza dubbio uno dei migliori mezzi per diffondere consapevolezza.

Riflettendo questa posizione audace ma impegnata, la sua reinterpretazione artistica è intitolata “Unconventional Bubbles”.

 

LE OPERE

Grazie alla sua naturale curiosità, David Shrigley ha voluto vedere ogni cosa e comprendere l’intero sistema di produzione durante il suo soggiorno artistico. L’intento era quello di rispondere alla domanda: cosa si nasconde dietro il processo di sviluppo di questa bevanda eccezionale, che David conosceva principalmente per la forma emblematica della bottiglia? La serie di 36 disegni, in bianco e nero o a colori, sottolinea l’importanza del savoir-faire, della tutela dell’ambiente e del rispetto che la natura e la terra meritano. “Per questo progetto, ho realizzato un centinaio di disegni basati sulle mie esperienze in Maison Ruinart” continua Shrigley, “in realtà, ero consapevole che ne sarebbero stati utilizzati meno di un terzo, che due su tre sarebbero stati scartati. Tuttavia, è questo il modo in cui lavoro di solito, se voglio 30 disegni, devo farne 90, a volte anche di più.

David Shrigley era affascinato dal mondo sotterraneo delle crayères, i labirinti artificiali che risalgono a secoli fa. Utilizzate come cave di gesso, rifugi e luoghi di produzione e di invecchiamento per le bottiglie della Maison Ruinart, l’artista ha voluto lasciare diverse tracce in queste cantine, che sono state classificate come patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Il lascito di questi messaggi, volti scolpiti nelle pareti friabili o graffiti stravaganti che documentano le sue esperienze a più di 30 metri di profondità, si rivolge ai visitatori di passaggio e agli uomini e alle donne che lavorano lì tutti i giorni. Questi messaggi si mescolano con testimonianze visive preesistenti, lasciate nel tempo da altri anonimi.

David Shrigley utilizza diversi mezzi di espressione artistica, come affermazioni inequivocabilmente divertenti fatte con il neon che richiamano il processo invisibile della fermentazione, o la poesia delle ceramiche monumentali che catturano il profumo delle crayères, dove invecchiano le bottiglie di champagne Ruinart. Il visitatore interagisce con queste installazioni, ponendosi domande sulla differenza percettiva esistente tra il placido contenitore e il contenuto dal carattere evocativo. Per ogni bottiglia condivide la sua visione della Maison Ruinart rivelandone le storie, creando un collegamento tra le persone che partecipano al processo di produzione dello champagne e quelle a cui piace consumarlo in tutto il mondo.

 

 

DAVID SHRIGLEY

David Shrigley

È nato nel 1968 a Macclesfield, nel Regno Unito. Vive a Brighton, in Inghilterra. David Shrigley è un artista britannico il cui stile rudimentale ma inconfondibile fa da strumento per osservare ciò che lo circonda con un’ironia senza pari, spesso accompagnato da una frase assurda e incontestabile che vuole sfidarci e attirare la nostra attenzione. L’umorismo, sia esso ingenuo o noir, è lo strumento che ha scelto e che utilizza con grande precisione.

Accessibili a tutti, lontano da ogni intellettualizzazione ermetica, le sue opere di grande finezza ci conducono in luoghi inaspettati. David Shrigley si diverte soprattutto nel mettere in discussione a ogni costo soluzioni prefabbricate. Rifuggendo da ciò che è ovvio, è la spina nel fianco che cerca di aprirci gli occhi, senza mai prendersi troppo sul serio.

Sebbene il disegno sia centrale nella sua pratica, l’artista si esprime attraverso diversi mezzi, tra cui scultura, installazioni di grandi dimensioni, animazione, pittura, fotografia e musica. David Shrigley è costantemente intento a espandere il proprio pubblico agendo al di fuori degli spazi della galleria. Nelle sue opere scultoree, dove fa uso di materiali come il bronzo e l’argilla, l’artista manifesta alcuni dei suoi propositi più eccentrici trasformando oggetti trovati, oppure giocando sulle dimensioni di scala, ingrandendo gli oggetti e rappresentandoli con proporzioni curiose.

Nel settembre 2016, la scultura Really Good di David Shrigley è stata inaugurata a Trafalgar Square per la Fourth Plinth Commission. Il lavoro dell’artista viene anche presentato alla Sketch Gallery di Londra, nell’ambito di un programma artistico a lungo termine. Shrigley è stato candidato al Turner Prize nel 2013, in seguito alla sua grande retrospettiva di carriera, “Brain Activity”, alla Hayward Gallery di Londra. Nel 2018, Shrigley è stato nominato presidente del Festival di Brighton. Nel 2019, il suo lavoro è stato presentato in mostre individuali in tutto il mondo. È rappresentato dalla Stephen Friedman Gallery nel Regno Unito.

 

 

JEROBOAM IN EDIZIONE LIMITATA

Frédéric Panaiotis Chef de Caves Maison Ruinart

Come parte della sua reinterpretazione artistica della Maison, David Shrigley ha disegnato un’opera in edizione limitata per fare da sfondo a un jeroboam di Blanc de Blancs, emblema del gusto Ruinart. Ognuna di queste 30 coffret è numerata e firmata dall’artista, corredata da una scacchiera per dama, che fa riferimento a uno dei suoi disegni.

Nascondendo la bottiglia, il motivo in bianco e nero riporta le frasi caratteristiche del lavoro di David Shrigley. Sono tutte autentiche, rivelano il lato nascosto della produzione dello champagne, il savoir faire e il rapporto con la natura, aspetti che hanno segnato l’artista durante le sue visite a Reims e ai vigneti. Questi riunisce gli opposti per sottolineare la loro indispensabile complementarietà nella produzione delle cuvée della Maison: sole e pioggia, api e lombrichi, uomini e lieviti, aria e suolo. Si rispondono l’un l’altro, formando la successione di azioni che poi si uniscono nella bottiglia.

David Shrigley ha deciso di utilizzare una dimensione jeroboam a causa della sua eccezionale capacità di conservazione. Poiché il rapporto tra ossigeno e volume di vino in un jeroboam è un quarto rispetto a quello di una bottiglia convenzionale, il vino invecchia meno rapidamente ed esprime più complessità, freschezza e varietà aromatica. Inoltre, lo champagne in un jeroboam sviluppa aromi più maturi (pane e mandorle tostate) e un corpo più pieno, conferendogli un carattere più setoso. Per queste grandi dimensioni, la longevità in cantina è particolarmente buona.

 

 

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