EROS DELLA MATERIA. PERCORSI ARTISTICI A CONFRONTO

La Galleria d’Arte 2000 & NOVECENTO di Reggio Emilia presenta dall’8 febbraio al 12 maggio 2019 la mostra collettiva “Eros della materia. Percorsi artistici a confronto”, con opere di Marco Gastini, Luigi Mainolfi, Nunzio, Giuseppe Spagnulo e altri autori selezionati.

                                                       Eros della materia. Percorsi artistici a confronto (photo credits Fabio Fantini)

L’originalità delle forme, il loro potere di esprimere nella realtà le zone misteriose della mente, le emozioni, i simboli, gli archetipi, i miti affascinano enormemente e stimolano in profondità gli artisti, ma richiedono anche nuovi ripensamenti e nuove valutazioni sia tecniche che concettuali, per sganciarsi dal grande potere delle mode e dei media e raggiungere zone vergini dell’immaginario collettivo. In questi ultimi anni sappiamo che l’arte, e in primis l’estetica, riguardante materia e materiali anche molto distanti tra loro, presenta come segno distintivo il “sentire”, cioè l’ambito della sensibilità, dell’emozionalità. Gli artisti, oltre che estetologi, oggi sono da considerarsi anche degli psicologi, dei teorici del linguaggio plastico o pittorico, in cui il termine eros, o talora sessualità, ha un notevole peso.

Luigi Mainolfi, Paesaggi dorso (2004/2005). Ferro 49x23x13 cm.

Uno scultore legato all’inconscio come Luigi Mainolfi, con il suo occhio creaturale, si sente sempre più legato all’idea di “pelle”: le sue terre o i suoi bronzi sono un racconto fantasioso sulla pelle della materia, nello stesso tempo permeabile e impermeabile, superficiale e profonda, generatrice di desideri. Una materia che oltre che a “sentire” il suo respiro ci induce ad accarezzarla.

                                                 Marco Gastini, Uscita con due (2006/2007). Tecnica mista su tela ferro e gesso. 47×93 cm circa

Marco Gastini – anche se lavora soprattutto su tela – crea con materiali come legno, vetro, gesso, e ferro delle ibridazioni poetiche nei cui interstizi si annida l’ombra del mistero sulla nascita della vita.

Giuseppe Spagnulo, Manimanisolenero (2011). Tecnica mista su tavola di vetro, sabbia di vulcano, ossido di ferro e acciaio. 97x66x12 cm.

Anche Giuseppe Spagnulo, con i suoi metalli erosi, modellati con mano forte e sapiente, lancia un grido che viene dal corpo della materia, sia essa combusta o lievitante.

                                                                                      Nunzio, Senza titolo (2015). Piombo e legno. 43x60x4 cm.

Le combustioni di Nunzio, infine, sono forme rituali che chiedono silenzio, per richiamare la sensazione dell’enigma.  Il suo non è un fuoco di distruzione, bensì di penetrazione, di assorbimento, quindi rigeneratore e interiore.

 

 

 Eros della materia

Percorsi artistici a confronto

 

8 febbraio – 12 maggio 2019

 

Adolfo Borgognoni | Giovanni Campus | Marco Gastini | Giorgio Griffa | Herbert Hamak | Luigi Mainolfi | Elio Marchegiani | Nunzio | Giuseppe Spagnulo | Walter Valentini | Renzo Vespignani

 

2000 & NOVECENTO Galleria d’Arte

Via Sessi 1/F

Reggio Emilia

 

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Cover: photo credits Fabio Fantini