JENNY HOLZER. TUTTA LA VERITÀ

Presso il Palazzo della Ragione di Bergamo, dal 30 maggio è visitabile Tutta la verità (The Whole Truth), la mostra di Jenny Holzer curata da Lorenzo Giusti, Direttore della GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, che sancisce il ritorno in Italia di una delle più acclamate e influenti artiste del panorama internazionale.

Jenny Holzer, New Corner (2011). © 2019 Jenny Holzer, membro Artists Rights Society (ARS), NY / SIAE, Roma. Foto: Sang Tae Kim

Veduta della mostra Jenny Holzer: Thing Indescribable, Museo Guggenheim Bilbao, Spagna (2019). © 2019 Jenny Holzer, membro Artists Rights Society (ARS), NY / SIAE, Roma. Foto: José Miguel Llano

Jenny Holzer, All Fall (2012). Testo: documenti governativi degli Stati Uniti. © 2019 Jenny Holzer, membro Artists Rights Society (ARS), NY / SIAE, Roma. Foto: Joshua White/JW Pictures

Il lavoro di Jenny Holzer utilizza la parola scritta come mezzo di riflessione critica e di espressione creativa. Alla fine degli anni Settanta i suoi Truisms hanno destato grande scalpore, sfidando stereotipi sull’arte e sulla società e anticipando metodi e strategie comunicative oggi ampiamente impiegate nell’ambito del guerrilla marketing. Diffusi in un primo momento tramite supporti comuni – come poster a muro, T-shirt, confezioni di profilattici, cappellini da baseball – i primi versi sono stati scritti sulla traccia di aforismi, massime e cliché esistenti. Holzer ha prodotto poi numerose altre serie di versi, iniziando a fare uso di parole altrui e spesso adattandole a formati più grandi o durevoli nel tempo, come segni elettronici, panchine di pietra e proiezioni luminose su superfici naturali o architettoniche, nonché dipinti a olio e acquerelli.

Veduta della mostra Jenny Holzer: Thing Indescribable, Museo Guggenheim Bilbao, Spagna (2019). © 2019 Jenny Holzer, membro Artists Rights Society (ARS), NY / SIAE, Roma. Foto: José Miguel Llano

I versi dei lavori di Jenny Holzer parlano di violenza, oppressione, genere, sessualità, potere, guerra e morte. Le modalità di comunicazione più spesso associate alle informazioni istituzionali, ai notiziari e alla pubblicità diventano, nella sua opera, uno strumento tagliente per affrontare questioni di natura politica e sociale.

Jenny Holzer, Xenon for Bordeaux and Paris (2009). © 2019 Jenny Holzer, membro Artists Rights Society (ARS), NY / SIAE, Roma. Foto: Lili Holzer-Glier

Holzer utilizza il linguaggio per sfidare norme sociali, pregiudizi e violenze. L’immediatezza dei suoi messaggi è un’arma contro la mistificazione della realtà operata ogni giorno da media, agenzie governative e pubblicità, che diffondono una forma di banalizzazione del linguaggio.

Jenny Holzer, Survival: Use what is dominant… (1989). © 2019 Jenny Holzer, membro Artists Rights Society (ARS), NY / SIAE, Roma. Foto: Larry Lame

La mostra organizzata dalla GAMeC nello storico Palazzo della Ragione di Bergamo segue di soli due mesi l’inaugurazione della grande retrospettiva dell’artista al Museo Guggenheim di Bilbao. Tutta la verità mette in dialogo gli elementi architettonici del prestigioso edificio medievale e gli affreschi staccati in esso contenuti con la poetica sovversiva dell’artista americana.

Veduta della mostra Jenny Holzer, Solomon R. Guggenheim Museum, New York (1989). © 2019 Jenny Holzer, membro Artists Rights Society (ARS), NY / SIAE, Roma. Foto: David Heald

Le pareti della Sala delle Capriate, luogo simbolico dove storicamente veniva amministrata la giustizia cittadina, costituiscono la base visiva per una serie di nuove proiezioni luminose. I testi scelti da Jenny Holzer per questa speciale occasione toccano alcune delle tematiche più care all’artista – identità, genere, dialogo – e trattano, in particolare, il tema della crisi migratoria.

Jenny Holzer, Kind of Blue (2012). © 2019 Jenny Holzer, membro Artists Rights Society (ARS), NY / SIAE, Roma. Foto: Collin LaFleche (dettaglio in cover)

Alemu Tebeje Ayele, Antar Mohamed Marincola, Armin Gorozian, Arnold de Vos, Dunya Mikhail, Faraj Bayrakdar, Fatiha Kamel, Ghayath Almadhoun, Gëzim Hajdari, Hasan Al Nassar, Khawla Dunia, Mahmoud Darwish, Mihai Mircea Butcovan, Mohammad-Reza Shafiei Kadkani, Mohja Kahf, Najat Abdul Samad, Omid Shams, Osama Alomar, Sham al-Sa’id, Siza Gorozian, Wisława Szymborska, Yehuda Amichai, Yousif M. Qasmiyeh e Zein Abdullah sono gli autori dei testi che compongono le proiezioni. La mostra presenta inoltre poesie e altri testi di scrittori italiani, tra cui Patrizia Cavalli e Pier Paolo Pasolini, e di autori di altre nazionalità quali Wisława Szymborska, Anna Świrszczyńska e James Schuyler.

Veduta della mostra Jenny Holzer: Proteja–Me do Que Eu Quero, Centro Cultural Banco do Brasil, Rio de Janeiro (1999). © 2019 Jenny Holzer, membro Artists Rights Society (ARS), NY / SIAE, Roma. Courtesy Jenny Holzer / Art Resource, NY. Foto: Beto Felício

Nove panchine in marmo, prodotte per l’occasione grazie al generoso contributo della Fondazione Henraux, completano l’installazione. Disposte in cerchio, le opere costituiscono un punto per soffermarsi e riflettere osservando le pareti illuminate e le frasi incise sulla superficie delle sedute.

 

Jenny Holzer

Jenny Holzer, photo by Nanda Lanfranco

Jenny Holzer è nata a Gallipolis, Ohio. Le sue opere sono conservate in alcuni dei più importanti musei del mondo, tra i quali il Museum of Modern Art di New York, il Guggenheim Museum di Bilbao, il Centre Pompidou di Parigi e la Tate Modern di Londra. Holzer ha rappresentato gli Stati Uniti nel 1990 alla Biennale di Venezia, dove le è stato conferito il Leone d’Oro per il miglior padiglione nazionale. Ha ricevuto numerosi altri premi, tra cui il premio Crystal del World Economic Forum nel 1996, la U.S. Department of State’s International Medal of Arts nel 2017 e il Global Fine Art Award nel 2018 per la mostra SOFTER: Jenny Holzer at Blenheim Palace.

 

 

Jenny Holzer, Blue Purple Tilt (2007). © 2019 Jenny Holzer, membro Artists Rights Society (ARS), NY / SIAE, Roma. Foto: Lee Pretious

 

Jenny Holzer

Tutta la verità

(The Whole Truth)

 

30 maggio – 1 settembre 2019

 

a cura di Lorenzo Giusti

 

Palazzo della Ragione

Città Alta

Bergamo

 

gamec.it