MIKA ROTTENBERG AL MAMBO

Dal 31 gennaio al 19 maggio 2019 il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna presenta la prima personale in un’istituzione italiana di Mika Rottenberg, a cura di Lorenzo Balbi.

Mika Rottenberg, Untitled Ceiling Projection (video still), 2018. Installazione video a canale singolo con sonoro, Ca. 7’. Dimensioni variabili. Courtesy l’artista e Hauser & Wirth. Opera prodotta con il sostegno di: Goldsmiths Centre for Contemporary Art, Londra; Kunsthaus Bregenz; MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna

L’artista di origine argentina, cresciuta in Israele e oggi di base a New York, tra le principali protagoniste della scena contemporanea mondiale, si appropria degli imponenti volumi della Sala delle Ciminiere e del foyer del museo per animare undici delle sue più recenti produzioni (oggetti scultorei e installazioni video) celebri per il loro registro narrativo sarcastico e bizzarro.

Mika Rottenberg, Ponytail (Orange), 2018. Capelli, sistema meccanico. Dimensioni variabili. Veduta di allestimento presso MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, 2019. Photo credits: Giorgio Bianchi | Comune di Bologna. Courtesy Collezione Scott e Margot Ziegler. Opera prodotta con il sostegno di: Goldsmiths Centre for Contemporary Art, Londra; Kunsthaus Bregenz; MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna

Rottenberg utilizza i diversi linguaggi del film, dell’installazione architettonica e della scultura per esplorare le idee di classe, lavoro, genere e valore attraverso immaginifici dispositivi visivi che illuminano le connessioni e i processi nascosti dietro economie globali apparentemente non correlate fra loro.

Mika Rottenberg, Sneeze, 2012. Video a canale singolo, 3’ 2”. Dimensioni variabili. Veduta di allestimento presso MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, 2019. Photo credits: Giorgio Bianchi | Comune di Bologna Courtesy Collezione Antoine de Galbert, Parigi.

Intrecciando elementi di finzione con dati documentali, in racconti in cui geografie e narrative collassano in non-sense surreali, l’artista crea complesse allegorie sul sistema capitalistico che regola le condizioni umane e i processi di produzione massiva delle merci. La sua ricerca mette in evidenza temi come le disuguaglianze causate dall’attuale modello economico dominante e la fragilità del corpo umano, utilizzando la lente dell’umorismo, dell’assurdo e della confusione.

Mika Rottenberg, Bowls Balls Souls Holes (AC and Plant), 2014. Video con sonoro e installazione scultorea. 27’ 54”. Titolo variante. Dimensioni variabili. Veduta di allestimento presso MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, 2019. Photo credit: Giorgio Bianchi | Comune di Bologna. Courtesy l’artista e Hauser & Wirth

Con un approccio fondamentalmente scultoreo, l’artista inizia spesso un progetto cercando in prevalenza interpreti femminili note per le loro caratteristiche fisiche insolite, come le bodybuilder, quindi costruisce set elaborati come “costumi” per gli artisti, che a loro volta diventano il teatro in cui il pubblico vive il video.

Mika Rottenberg, Cosmic Generator, 2017. Installazione video a canale singolo con sonoro. Dimensioni variabili. Veduta di allestimento presso MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, 2019. Photo credits: Giorgio Bianchi | Comune di Bologna. Courtesy l’artista e Hauser & Wirth.

Dalla produzione di perle coltivate (NoNoseKnows) ai milioni di vivaci colori venduti in un ipermercato cinese (Cosmic Generator) alle salviettine umidificate ricavate dal sudore altrui (Tropical Breeze), i mondi che l’artista evoca nelle sue creazioni visive sono popolati da personaggi fuori dal comune impegnati, con uno zelo rassegnato che tradisce la consapevolezza di vita sprecate, in attività banali e ripetitive della cui logica astrusa paiono ostaggi senza via di fuga.

Mika Rottenberg, Bowls Balls Souls Holes (AC and Plant), 2014. Video con sonoro e installazione scultorea, 27’ 54”. Titolo variante. Dimensioni variabili. Veduta di allestimento presso MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, 2019. Photo credits: Giorgio Bianchi | Comune di Bologna. Courtesy l’artista e Hauser & Wirth

Le opere di Rottenberg offrono critiche penetranti sulle assurde condizioni di lavoro imposte dal modello neoliberista in cui la precarietà della gig economy ha trasformato milioni di persone in lavoratori impoveriti. Mentre l’intelligenza artificiale e l’automazione minacciano innumerevoli posti di lavoro in tutto il mondo, la presenza umana appare ancora fondamentale in questi sistemi precari che sembrano costantemente sul punto di collassare, sia dal punto di vista logico che materiale.

Mika Rottenberg, Smoky Lips (Study #4), 2018-19, Video installazione a canale singolo. Dimensioni variabili. Veduta di allestimento presso MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, 2019. Photo credits: Giorgio Bianchi | Comune di Bologna Courtesy l’artista e Hauser & Wirth. Opera prodotta con il sostegno di: Goldsmiths Centre for Contemporary Art, Londra; Kunsthaus Bregenz; MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna.

Esplorando la seduzione, la magia e la disperazione della nostra realtà iper-capitalista, connessa a livello globale, le elaborate narrazioni visive di Mika Rottenberg attingono a tradizioni cinematografiche e scultoree per forgiare un nuovo linguaggio in technicolor che esplora le dinamiche del lavoro al tempo della globalizzazione, la produzione di valore e la monetizzazione sempre più esasperata delle relazioni affettive: riflessioni grottesche su vite umane sconvolte.

Mika Rottenberg, Untitled Ceiling Projection (video still), 2018. Installazione video a canale singolo con sonoro Ca. 7’. Dimensioni variabili. Veduta di allestimento presso MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, 2019. Photo credit: Giorgio Bianchi | Comune di Bologna. Courtesy l’artista e Hauser & Wirth. Opera prodotta con il sostegno di: Goldsmiths Centre for Contemporary Art, Londra; Kunsthaus Bregenz; MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna.

In occasione della mostra vengono esposti tre nuovi lavori, la cui produzione è stata sostenuta dal MAMbo in collaborazione con due importanti istituzioni museali europee, Goldsmiths Centre for Contemporary Art London e Kunsthaus Bregenz: Ponytail (Orange), Smoky Lips (Study #4) e Untitled Ceiling Projection.

 

Mika Rottenberg

 

31 gennaio – 19 maggio 2019

a cura di Lorenzo Balbi

MAMbo

Museo d’Arte Moderna di Bologna

via Don Minzoni 14

Bologna

 

mambo-bologna.org

 

Cover: Mika Rottenberg