PALAZZO STROZZI: “VERROCCHIO, IL MAESTRO DI LEONARDO”

Dal 9 marzo al 14 luglio 2019 “Verrocchio, il maestro di Leonardo” presenta per la prima volta a Palazzo Strozzi, con una sezione speciale al Museo Nazionale del Bargello, straordinari capolavori di Andrea del Verrocchio, a confronto serrato con opere capitali di precursori, artisti a lui contemporanei e discepoli, come Desiderio da Settignano, Domenico del Ghirlandaio, Sandro Botticelli, Pietro Perugino, Bartolomeo della Gatta, Lorenzo di Credi e Leonardo da Vinci. Nel 2019 si celebra il cinquecentesimo anniversario della morte di Leonardo, il suo più grande allievo, e l’esposizione di Palazzo Strozzi e del Museo Nazionale del Bargello si offre come uno dei più importanti eventi a livello internazionale nell’ambito delle celebrazioni leonardiane.

Andrea del Verrocchio (Firenze, 1435 circa – Venezia, 1488) Dama dal mazzolino, 1475 circa, marmo, cm 59 x 46 x 24. Firenze, Museo Nazionale del Bargello, inv. Sculture 115

Curata da due tra i maggiori esperti del Quattrocento, Francesco Caglioti e Andrea De Marchi, la mostra comprende oltre 120 opere tra dipinti, sculture e disegni, con prestiti provenienti da oltre settanta tra i più importanti musei e collezioni private del mondo come il Metropolitan Museum of Art di New York, la National Gallery of Art di Washington DC, il Musée du Louvre di Parigi, il Rijksmuseum di Amsterdam, il Victoria and Albert Museum di Londra, le Gallerie degli Uffizi di Firenze. La mostra costituisce la prima retrospettiva mai dedicata a Verrocchio, mostrando al contempo gli esordi di Leonardo da Vinci, con sette sue opere, alcune delle quali per la prima volta esposte in Italia. Una mostra straordinaria che offre uno sguardo sulla produzione artistica a Firenze tra il 1460 e il 1490 circa, l’epoca di Lorenzo il Magnifico.

Leonardo da Vinci (Vinci, 1452 – Amboise, 1519) Teste e figure a mezzo busto, viste di profilo. Madonna che allatta il Bambino contro un paesaggio, con san Giovannino. Figura maschile stante. Teste di leone. Un drago (recto). Teste e figure a mezzo busto, una delle quali tagliata a tre quarti (verso) 1478 circa, penna e due diversi inchiostri bruni, mm 405 x 290. Castello di Windsor, Royal Library, The Royal Collection Trust, inv. RCIN 912276 (concesso in prestito da Sua Maestà la Regina Elisabetta II). Royal Collection Trust / © Her Majesty Queen Elizabeth II 2019

 

Leonardo da Vinci (Vinci, 1452 – Amboise, 1519) Braccia e mani femminili; Testa maschile in profilo 1474-1486 circa , punta d’argento e punta di piombo, con ritocchi successivi dei profili in matita nero-grigiastra tenera, il tutto umeggiato con biacca a pennello e a gouache, su carta preparata leggermente in rosa color pelle, mm 215 x 150. Castello di Windsor, Royal Library, The Royal Collection Trust, inv. RCIN 912558 (concesso in prestito da Sua Maestà la Regina Elisabetta II). Royal Collection Trust / © Her Majesty Queen Elizabeth II 2019

Artista emblematico del Rinascimento e prototipo del genio universale, Verrocchio sperimentò nella sua bottega tecniche e materiali diversi, dal disegno alla scultura in marmo, dalla pittura alla fusione in bronzo. Egli formò un’intera generazione di maestri, con i quali ha sviluppato e condiviso generosamente il proprio sapere.

Andrea del Verrocchio (Firenze, 1435 circa – Venezia, 1488) Madonna col Bambino 1470 o 1475 circa, tempera e olio su tavola, cm 75,8 x 54,6. Berlino, Staatliche Museen zu Berlin, Gemäldegalerie, inv. 104° ©Staatliche Museen zu Berlin, Gemäldegalerie / Christoph Schmidt

 

Sandro Botticelli (Sandro di Mariano Filipepi; Firenze, 1445-1510) Madonna col Bambino e due angeli 1468 circa, tempera su tavola, cm 100 x 71. Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte, inv. Q46. Su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali-Museo e Real Bosco di Capodimonte

 

Andrea del Verrocchio (Firenze, 1435 circa – Venezia, 1488) Madonna col Bambino 1470 circa, tempera su tavola, cm 75,8 x 47,9. Berlino, Staatliche Museen zu Berlin, Gemäldegalerie, inv. 108 ©Staatliche Museen zu Berlin, Gemäldegalerie / Christoph Schmidt

Nella storia dell’arte solo Giotto, Donatello e Raffaello hanno dato origine a una “scuola” paragonabile a quella di Verrocchio. Tramite il suo insegnamento si formarono artisti che hanno diffuso in tutta Italia, e fuori, il gusto e il linguaggio figurativo fiorentino, come testimoniano opere quali il David in prestito dal Museo Nazionale del Bargello, uno dei simboli assoluti dell’arte del Rinascimento e della città di Firenze stessa, e il Putto col delfino, in prestito dal Museo di Palazzo Vecchio, opera capitale e modello di naturalezza. Alla scultura si affiancano dipinti supremi come la Madonna col Bambino della Gemäldegalerie di Berlino o la Madonna col Bambino e angeli e l’Arcangelo Raffaele e Tobiolo della National Gallery di Londra: capolavori presentati insieme per la prima volta, che attestano lo straordinario talento di Verrocchio nel campo della pittura, in cui diviene punto di riferimento per i suoi celebri allievi.

Andrea del Verrocchio (Firenze, 1435 circa – Venezia, 1488) Madonna col Bambino e due angeli (Madonna di Volterra) 1471-1472 circa, tempera su tavola, cm 96,5 x 70,5. Londra, The National Gallery, inv. NG296 (acquisto 1857) © The National Gallery, London.

 

Andrea del Verrocchio (Firenze, 1435 circa – Venezia, 1488) e bottega L’arcangelo Raffaele e Tobiolo 1470-1472 circa, tempera su tavola, cm 83,6 x 66. Londra, The National Gallery, inv. NG781 (acquisto 1867) © The National Gallery, London. (dettaglio in cover)

 

Andrea del Verrocchio (Firenze, 1435 circa – Venezia, 1488) Spiritello con pesce (Putto col delfino) 1470-1475 circa, bronzo, cm 70,3 x 50,5 x 35. Firenze, Musei Civici Fiorentini-Museo di Palazzo Vecchio, inv. MCF-PV 2004-10615. Il restauro dell’opera è stato reso possibile grazie al generoso contributo di Friends of Florence

Formidabile, inoltre, la selezione di disegni e dipinti su lino provenienti da alcuni dei più importanti musei del mondo, che permetteranno un confronto vivo e diretto tra i lavori del maestro e quelli dei suoi allievi, come nel caso della celebre Dama dal mazzolino del Bargello posta accanto allo studio di Braccia e mani femminili di Leonardo da Vinci, generosamente concesso in prestito da Sua Maestà la Regina Elisabetta II. Parte fondamentale della mostra sono, infatti, opere del giovane Leonardo, che negli anni Settanta lavorò nella bottega di Verrocchio, contribuendo al passaggio verso la Maniera Moderna, uno dei temi più avvincenti dell’arte di tutti i tempi. L’esposizione si propone di illustrare l’inesauribile vena creativa del maestro in un intreccio profondo e continuo tra pittura e scultura, presentando la sua opera nel dialogo costante con allievi fuori dal comune, per i quali la sua bottega fu luogo di intensa sperimentazione e condivisione.

Leonardo da Vinci (Vinci, 1452 – Amboise, 1519) Madonna col Bambino 1472 circa, terracotta, cm 49 x 27 x 24,5. Londra, Victoria and Albert Museum, inv. 4495-1858 ©Victoria and Albert Museum, London

Argomento importante del percorso espositivo a Palazzo Strozzi è l’attribuzione al giovane Leonardo da Vinci della Madonna col Bambino, scultura in terracotta che per la prima volta esce dalle collezioni del Victoria and Albert Museum di Londra di cui fa parte dal 1858 e dove è solitamente esposta come opera di Antonio Rossellino. A Palazzo Strozzi questa terracotta – verosimilmente l’unica scultura esistente attribuibile a Leonardo – è presentata in diretto dialogo con una selezione di straordinari drappeggi dipinti su lino dallo stesso Leonardo, con i quali presenta riscontri puntuali. Analogamente può essere confrontata con altre celebri opere del maestro, come l’Annunciazione degli Uffizi, la Vergine delle rocce e la Sant’Anna del Louvre. “Questa strabiliante Madonna non ha riscontri diretti e persuasivi con nessun’altra scultura del Rinascimento fiorentino, mentre ne ha moltissimi con i disegni e i dipinti di Leonardo, soprattutto giovanili, ma anche maturi” dichiara il professor Francesco Caglioti, curatore della mostra. “Restando a lungo nella bottega di Verrocchio, Leonardo dovette impararvi a modellare benissimo l’argilla, come ricorda Vasari: «nella sua giovanezza di terra alcune teste di femine che ridono […], e parimente teste di putti che parevano usciti di mano d’un maestro»”.

Andrea del Verrocchio (Firenze, 1435 circa – Venezia, 1488) Incredulità di San Tommaso 1467-1483, bronzo con dorature. Gruppo: cm 241 x 140 x 105; Cristo: cm 241 x 94 x 60, San Tommaso: cm 203 x 90 x 90. Firenze, Chiesa e Museo di Orsanmichele (dal tabernacolo dell’Università della Mercanzia) Musei del Bargello, Firenze. Su concessione del Ministero dei beni e delle attività culturali.

La mostra collega idealmente Palazzo Strozzi col Museo del Bargello: luoghi espositivi distinti, ma complementari, di un percorso articolato in undici sezioni, di cui nove a Palazzo Strozzi e due al Museo del Bargello dedicate al tema dell’immagine di Cristo. Vi sarà esposta l’Incredulità di San Tommaso, capolavoro bronzeo di Verrocchio. “Sono lieta di questa sinergia con la Fondazione di Palazzo Strozzi” dichiara Paola D’Agostino, Direttore dei Musei del Bargello “che ha dato vita a una mostra unica, realmente articolata in due sedi. Desidero ringraziare per questo il Direttore di Palazzo Strozzi, Arturo Galansino, per aver avviato insieme questa straordinaria sinergia istituzionale. La prima esposizione monografica dedicata a Verrocchio ne illustrerà le origini, la collaborazione con talentuosi giovani artisti e la fondante influenza anche nel primo Cinquecento. In questo senso il Museo Nazionale del Bargello, con la sua celeberrima collezione di scultura rinascimentale, è luogo privilegiato e imprescindibile per delineare l’importanza di un’artista così singolare e di una bottega che ha plasmato un’intera generazione di maestri del XV secolo, in Italia e in Europa”.

Andrea del Verrocchio (Firenze, 1435 circa – Venezia, 1488) San Girolamo 1465-1470 circa, tempera su carta incollata su tavola, cm 40 x 26. Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria Palatina di Palazzo Pitti, inv. (1912) 370. Gabinetto Fotografico delle Gallerie degli Uffizi. Foto Francesco del Vecchio

 

Leonardo da Vinci (Vinci, 1452 – Amboise, 1519) Panneggio di una figura seduta, vista quasi frontalmente 1475-1480 circa, acquarellature marroni, tempera grigia e biacca su tela di lino preparata in colore grigio (tracce di contorno a penna e punti ad inchiostro nero con funzione preparatoria; gli angoli superiore e inferiore a sinistra sono risarciti e intonati di grigio; controfondato) mm 266 x 233. Parigi, Musée du Louvre, Département des Arts Graphiques, inv. 2255. Photo © RMNGrand Palais (musée du Louvre) / Michel Urtado

La rassegna s’inserisce in una ricca rete di collaborazioni con musei e istituzioni di Firenze e del territorio, oltre che stranieri. Tra queste spiccano quelle con l’Opera di Santa Maria del Fiore e l’Opera Medicea Laurenziana che custodiscono fondamentali capolavori inamovibili di Verrocchio. La mostra inoltre conferma il ruolo della Fondazione Palazzo Strozzi nella valorizzazione del patrimonio artistico italiano, dando origine a un’importante campagna di restauri. Quattordici sono le opere sottoposte a interventi e a indagini scientifiche fondamentali per la conoscenza e la tutela. Particolarmente significativo il restauro del Putto col delfino di Palazzo Vecchio reso possibile dal generoso intervento di Friends of Florence. “Per uno storico dell’arte questa mostra è un sogno che si avvera” afferma Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi “Realizzare la prima rassegna su Andrea del Verrocchio, padre nobile del Rinascimento, rappresenta un’impresa unica e ambiziosa, resa possibile grazie alla collaborazione con i Musei del Bargello e agli eccezionali prestiti provenienti da musei di tutto il mondo. Abbiamo lavorato per oltre quattro anni per portare a Palazzo Strozzi questa grande esposizione che, presentando l’attività multiforme di Verrocchio e della sua bottega, indaga al contempo gli esordi del genio di Leonardo da Vinci, proprio nell’anno in cui Firenze e la Toscana diventano luoghi simbolo delle celebrazioni internazionali a lui dedicate. Con questa mostra Palazzo Strozzi consolida il suo ruolo di centro espositivo leader in Italia, in grado di creare valore per la città di Firenze e per il suo territorio”.

Andrea del Verrocchio (Firenze, 1435 circa – Venezia, 1488) e collaboratori Crocifisso 1475 circa, legno intagliato, sughero, gesso e lino dipinti (su croce non originale; braccia rifatte) altezza Cristo 98 x 103. Firenze, Museo Nazionale del Bargello, inv. Depositi 60 (in deposito dalla Venerabile Confraternita di San Girolamo e di San Francesco Poverino). Su concessione del Ministero dei beni e delle attività culturali.

La mostra è promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi e dai Musei del Bargello con la collaborazione della National Gallery of Art di Washington DC (che sarà la seconda sede dell’esposizione dal 29 settembre 2019 al 2 febbraio 2020). Con il sostegno di Comune di Firenze, Regione Toscana, Camera di Commercio di Firenze. Con il contributo di Fondazione CR Firenze. Main sponsor Intesa Sanpaolo

 

 

Verrocchio, il maestro di Leonardo

 

9 marzo-14 luglio 2019

 

a cura di Francesco Caglioti e Andrea De Marchi

promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi  e Musei del Bargello

con la collaborazione della National Gallery of Art, Washington DC

 

Palazzo Strozzi

Firenze

 

palazzostrozzi.org