PHILLIP ALLEN. DEEPDRIPPINGS

Luca Tommasi è lieto di annunciare Deepdrippings, prima personale in Italia di Phillip Allen che si terrà negli spazi di via Cola Montano 40 a Milano. L’esposizione presenta una selezione di dipinti che rappresentano la più recente evoluzione nella poetica dell’artista. Pur portando il linguaggio della pittura ai suoi limiti estremi, alterandone i presupposti di base per avvicinarlo al punto di rottura, lo stile di Phillip Allen rimane “costruttivo“. Il dipinto sussiste nella sua materialità, diventando un vero e proprio oggetto, un quadro-scultura. Le convenzioni e le aspettative del visitatore, però, sono sistematicamente disattese: i rapporti tra cornice e dipinto si ridistribuiscono, l’idea di sfondo viene annullata dalla saturazione, margini e centro si confondono in una distribuzione “egualitaria” dello spazio. “Mi piace l’idea di dissolvere me stesso nel processo pittorico”, dichiara Allen.

Deepdrippings, 26x30cm, Sanguine Clink version

Nei lavori immediatamente precedenti, la distribuzione dei colori e delle forme suggeriva retropensieri figurativi: paesaggi, vegetazione, trattamento dell’immagine di derivazione paradossalmente postimpressionista… Nei dipinti qui presentati ciò si dissolve ancor più che in passato nell’autonomia del colore e del segno. Allen rinuncia all’utilizzo di un vero e proprio “motivo”, i pattern diventano ancora più aleatori che in passato. La materia sembra autoriprodursi per invadere ogni spazio disponibile. In fondo, i dipinti di Allen funzionano simbolicamente come schermi: la linearità dell’immagine “trasmessa” è definitivamente interrotta e congelata. Ma proprio questa saturazione dà vita a un nuovo linguaggio immaginifico, tattile e sensoriale.

Deepdrippings, 46x50cm, 2019

Un riferimento fondamentale per l’artista nell’elaborazione della sua poetica è, in effetti, il concetto di “spazio acustico” elaborato da Marshall McLuhan per descrivere il funzionamento dei mezzi di comunicazione di massa: non solo quelli che utilizzano l’audio, ma anche quelli che ricorrono all’immagine e alla parola scritta. Nello “spazio acustico” tutti i sensi sono sollecitati contemporaneamente, senza consentire una fruizione analitica del messaggio. Phillip Allen è nato a Londra nel 1967, dove vive tuttora. Dopo studi alla Kingston University e al Royal college of art, giunge alla sua prima personale a Londra nel 1999 con la galleria The Approach, alla quale fanno seguito una ventina di altre personali e numerose collettive. Le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche, come quella della Tate e del British Council. All’attività artistica affianca quella curatoriale e l’insegnamento.

 

PHILLIP ALLEN

DEEPDRIPPINGS

 

a cura di Stefano Castelli

 

13 febbraio – 30 marzo 2019

 

lucatommasi.it