SALVATORE ARANCIO. LIKE A SORT OF POMPEII IN REVERSE

Dall’11 luglio al 22 settembre 2019 Casa Museo Jorn presenta la mostra personale di Salvatore Arancio: Like a sort of Pompeii in reverse, a cura di Luca Bochicchio, direttore artistico del Museo. La mostra è promossa dall’Associazione Amici di Casa Jorn, con il patrocinio del Comune di Albissola Marina e con il generoso supporto di Semiose Gallery, Parigi.

Salvatore Arancio, Like a Sort of Pompeii in Reverse (detail), 2019, glazed ceramics. Courtesy: Casa Museo Jorn / MuDA, Albissola and Semiose Gallery, Paris. Ph Gianluca Anselmo

Dopo la partecipazione alla 57. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia (2017) e la mostra personale alla White Chapel di Londra (2018), Salvatore Arancio giunge ad Albissola con un progetto inedito e site specific, pensato e realizzato in situ.

Tra il 2017 e il 2019 Arancio ha effettuato numerose visite di ricerca e diversi sopralluoghi a Casa Museo Jorn, affascinato dal labirinto di matrice situazionista che l’artista danese Asger Jorn ha creato tra il 1957 e il 1973 insieme all’amico e assistente Umberto (Berto) Gambetta.

Salvatore Arancio, Like a Sort of Pompeii in Reverse (detail), 2019, glazed ceramics. Courtesy: Casa Museo Jorn / MuDA, Albissola and Semiose Gallery, Paris. Ph Gianluca Anselmo

Più di ogni altro aspetto o luogo della casa, Arancio è stato colpito dalle concrezioni polimateriche e pseudo-organiche realizzate da Jorn e Gambetta nel giardino, in cui ha intravisto non soltanto la poesia del gioco inventivo, ma il potenziale immaginifico e creativo di ciò che non si vede.

L’artista ha pertanto avviato una ricerca sperimentale, basata sulla modellazione dell’argilla direttamente sulle forme, sulle superfici e sui volumi del giardino, rilevandone plasticamente il negativo e ragionando su ciò che non si vede ma esiste solo in potenza.

Salvatore Arancio, Like a Sort of Pompeii in Reverse (detail), 2019, glazed ceramics. Courtesy: Casa Museo Jorn / MuDA, Albissola and Semiose Gallery, Paris. Ph Gianluca Anselmo

Arancio si è concentrato in particolare sui molti elementi di origine incerta (naturale o artificiale) e di paternità ambigua e ironica (Jorn o Gambetta), per instaurare un rapporto di continuità nel discorso avviato da Jorn sulla metamorfosi e sull’immaginazione; un dialogo che si sviluppa a partire dal linguaggio della scultura in ceramica, comune sia a Jorn che ad Arancio, e basato sulla complicità e sulla collaborazione del genius loci: le botteghe artigiane del territorio.

Salvatore Arancio, Like a Sort of Pompeii in Reverse (detail), 2019, glazed ceramics. Courtesy: Casa Museo Jorn / MuDA, Albissola and Semiose Gallery, Paris. Ph Gianluca Anselmo

Arancio ha, infatti, scelto di avvalersi della collaborazione della Nuova Fenice di Barbara Arto per le rifiniture a terzo fuoco, e di quella delle Ceramiche San Giorgio per le smaltature dei pezzi modellati a Casa Jorn. Quest’ultima bottega fu fondata nel 1958 ad Albissola Marina e ancora oggi è guidata da Giovanni Poggi, torniante che nella sua vita ha lavorato con oltre duecento artisti, iniziando proprio con i grandi nomi degli anni Cinquanta e Sessanta presenti ad Albissola (Agenore Fabbri, Lucio Fontana, Asger Jorn, Gianni Dova, Wifredo Lam, Mario Rossello e molti altri). Casa Jorn è intrisa di storie e tracce della collaborazione fra Jorn, Berto e Giovanni Poggi: Arancio ha voluto ricalcare questi gradi di collaborazione tra artista e artigiano.

Salvatore Arancio work in progress Casa Museo Jorn 2019. Ph Jacopo Fanciulli

In corso d’opera, durante le frequenti occasioni di confronto fra artista e curatore, è nato il titolo della mostra: Like a sort of Pompeii in reverse è infatti una citazione dal testo che Guy Debord scrisse nel 1973 per il libro di Jorn Le Jardin d’Albisola, realizzato da Ezio Gribaudo per le Edizioni d’Arte Fratelli Pozzo di Torino e pubblicato postumo nel 1974.

Arancio propone dunque la propria visione, che risulta avere più di un contatto con l’interpretazione del giardino di Jorn data da Debord. Quello che per Debord era il portato situazionista dell’esperienza architettonica di Jorn, per Arancio è la possibilità di immaginare le forme, i volumi e le superfici del giardino come calchi di uno spazio in divenire, matrici iniziali nate dall’indistinguibile azione combinata del tempo, del lavoro dell’uomo e del caso. Le sculture realizzate a partire da questo spunto vivranno prima un dialogo integrato agli spazi del giardino, dopodiché saranno sistemate all’interno dello studio, in appositi cabinets classificatori che si offriranno allo sguardo analitico del visitatore, come reperti archeologici di un universo immaginario invisibile.

Salvatore Arancio work in progress Casa Museo Jorn 2019. Ph Jacopo Fanciulli

La mostra sarà accompagnata da un catalogo bilingue (italiano e inglese), per la collana MuDA BOOKS dell’editore Vanillaedizioni di Albissola Marina.

MuDA BOOKS è la collana diretta da Luca Bochicchio e Leo Lecci per conto del dipartimento DIRAAS dell’Università di Genova, Scuola di Scienze Umanistiche.

Il catalogo comprende testi di Luca Bochicchio, Guy Debord e Paola Nicolin e del team di giovani curatori dell’Associazione Amici di Casa Jorn: Stella Cattaneo, Diego Drago, Daniele Panucci, Alessia Piva.

 

SALVATORE ARANCIO

Salvatore Arancio work in progress Casa Museo Jorn 2019. Ph Jacopo Fanciulli

Salvatore Arancio è nato a Catania, Italia, nel 1974. Vive e lavora a Londra, dove ha studiato fotografia al Royal College of Art. Nel 2011 è stato premiato con l’Elephant Trust Grant, a Londra, nel 2009 ha vinto il Premio New York promosso dalla Italian Academy, Columbia University, e nel 2006 è stato selezionato per il Bloomberg New Contemporaries. Nel 2017 è stato uno dei sei artisti italiani chiamati dalla curatrice Christine Macel alla alla 57^ Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia. L’interesse principale al centro della pratica artistica di Salvatore Arancio risiede nel potenziale che racchiudono le immagini e, in particolare, nel modo in cui esse possono essere reincorniciate o rivisualizzate, attraverso l’uso di un ampio spettro di tecniche quali la ceramica, l’incisione, il collage, l’animazione e il video. Le opere di Arancio trasmettono sempre l’idea di un concetto compatto e omogeneo, indipendentemente dal fatto che la pratica dell’artista sia paradossalmente composta da elementi contrastanti: naturale e artificiale, minerale e vegetale, bidimensionale e tridimensionale, scientifica e mitologica. A partire dal loro significato letterale, si creano dunque nuove giustapposizioni al tempo stesso meravigliosamente evocative e profondamente inquietanti.

 

 

CASA MUSEO JORN

MuDA Museo Diffuso Albisola

Casa Museo Jorn (detail) / MuDA, Albissola. Courtesy: Amici di Casa Jorn. Ph. Gianluca Anselmo

Casa Jorn è un complesso di due edifici di epoca medievale circondati da un giardino a fasce, sulla collina dei Bruciati, riadattati e trasformati in senso immaginista e situazionista da Asger Jorn (1914-1973) e dal suo amico e assistente Umberto (Berto) Gambetta. La casa museo riflette in senso sperimentale le teorie di Jorn sulla fusione di arte, architettura, natura e società.

Casa Museo Asger Jorn, part. Veranda. Ph Gianluca Anselmo

Prima di morire, Asger Jorn donò al Comune di Albissola Marina la casa-giardino e le opere d’arte che conteneva, perché venisse utilizzata come museo. Oggi Casa Museo Jorn è una delle sedi pubbliche del MuDA, il Museo Diffuso di Albissola Marina: dalla sua riapertura dopo i restauri, nel maggio 2014, ha accolto oltre 20.000 visitatori, dei quali più di un terzo provenienti dal Nord Europa e da altri paesi del mondo.

 

 

Salvatore Arancio

Like a Sort of Pompeii in Reverse

 

11 luglio – 22 settembre 2019

 

a cura di Luca Bochicchio

 

Casa Museo Jorn

MuDA Museo Diffuso Albisola

via Gabriele D’Annunzio 6-8

località Bruciati

Albissola Marina (SV)

 

 

 

museodiffusoalbisola.it 

amicidicasajorn.it

 

Cover: Salvatore Arancio, Like a Sort of Pompeii in Reverse (detail), 2019, glazed ceramics. Courtesy: Casa Museo Jorn / MuDA, Albissola and Semiose Gallery, Paris. Ph Gianluca Anselmo