SASSONIA 2019, UN SECOLO DI BAUHAUS

Nel 2019 la scuola del Bauhaus, il movimento moderno nato a Weimar nel primo Novecento, celebra il suo centesimo anniversario. Anche in Sassonia, come in altre parti della Germania, gli architetti e i designer avanguardisti lasciarono un importante segno. Sono diverse le opere d’architettura, d’arte e di design che gli appassionati possono ammirare tra Lipsia, Chemnitz e Dresda. Tra queste a Lipsia ci sono le finestre di Josef Albers al Museo Grassi (installate qui e poi ricostruite dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale) e la Chiesa della Riconciliazione, costruita secondo i dettami dell’architettura moderna. A Chemnitz, culla del Modernismo, imperdibili sono l’edificio Schocken, che ospita il Museo di Archeologia ma originariamente era un centro commerciale, e la Villa Esche progettata da Henry van de Velde (1863 – 1957). Andando a Dresda, per proseguire in questo immaginario itinerario, diversi architetti famosi dell’epoca del Bauhaus hanno partecipato alla costruzione della “città giardino” Hellerau, un vero e proprio villaggio rurale ideato dall’imprenditore Karl Schmidt-Hellerau per ospitare una comunità di artigiani e artisti, con al centro il suggestivo teatro Festspielhaus.

Il villaggio Hellerau fuori Dresda (photo credits Holger Stein)

Il tour in Sassonia sulle orme del Bauhaus continua ad est nella periferia di Löbau per visitare la casa Schminke, progettata negli anni ‘30 da Hans Scharoun per il produttore di noodle Fritz Schminke, che voleva una casa moderna e stravagante. Infine, nella Rabe Haus di Zwenkau (vicino a Lipsia) considerata un eccezionale esempio di modernismo classico sono presenti le decorazioni d’interni di Oskar Schlemmer, noto pittore e scultore tedesco a capo dalla sezione teatro e cultura del Bauhaus.

Museo Grassi di Lipsia (photo credits Andreas Schmidt)

Il Museo Grassi di Lipsia dal 10 aprile al 6 ottobre 2019 ospita la mostra “Bauhaus Saxony”, mentre dal 30 giugno al 27 ottobre 2019 il Museo delle Arti grafiche dedica attenzione alla tipografia del Bauhaus e alla sua influenza. A Dresda, invece, il 7 e 8 giugno 2019, si esibisce, nell’ambito del Dresdner Musikfestspiele, il Triadic Ballet di Oskar Schlemmer, e dal 22 giugno al 6 ottobre 2019, si tiene la mostra “Modernism in Dresden? Architecture and Urban Planning 1919 – 1939”. Infine dal 5 ottobre 2019 al 27 gennaio 2020 è in programma al Museo industriale di Chemnitz la 7° edizione dell’International Marianne Brandt Contest, la mostra di giovani artisti in onore di Marianne Brandt, la pittrice, fotografa, scultrice e designer esponente del Bauhaus. In particolare, in occasione del centesimo compleanno della Scuola, l’esposizione si concentrerà sul vetro, materiale di lavorazione che la stessa Brandt così ha decantato in una sua poesia “I am all of glass”.

Il castello di Moritzburg dove si svolge l’omonimo Festival (photo credits S. Rose)

Da segnare in agenda da settembre 2019 è la riapertura dell’ala ovest del castello Residenzschloss di Dresda, in occasione dei 300 anni di matrimonio tra il principe Federico Augusto e l’arciduchessa Maria Josepha d’Austria. Cinque delle sale cerimoniali e delle sale storiche, risalenti al 16 ° secolo e distrutte nel 1945, riaprono ai visitatori nel loro stato originale. Gli splendidi spazi comprendono due anticamere e una camera da letto con un letto imperiale.

Palazzo dello Zwinger a Dresda (photo credits Frank Exß/ DML)

Inoltre, riaprono a dicembre 2019 la Fortezza di Dresda, la più antica della Germania, inaugurata con la mostra multimediale sul mondo delle fortezze: “Splendore. Lacrime. Disastro. Più vicini che mai”; la pinacoteca Gemäldegalerie Alte Meister e la Collezione delle Sculture in un rinnovato allestimento nel palazzo dello Zwinger (prevista per il 7 dicembre). Dopo molti anni di restauro, la galleria degli Antichi Maestri e la collezione delle Sculture aprono al pubblico in uno spazio totalmente rinnovato all’interno del palazzo barocco di Dresda, progettato su tre piani e integrato da sistemi multimediali che forniranno più dettagliatamente informazioni sulle opere (più di 300 dipinti dal XV al XVIII secolo, la maggior parte delle quali italiane, tra cui la famosa Madonna Sistina di Raffaello). Inoltre, grazie all’ampliamento degli spazi, la Collezione delle Sculture sarà presentata nella sua completezza, con opere di nuovo ammirabili per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale.

 

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Cover: Dresda (photo credits Anja Upmeier)