VEDO NUDO. ARTE TRA SEDUZIONE E CENSURA

Il Comune di San Benedetto del Tronto, in collaborazione con l’Associazione Culturale Verticale D’Arte e Stefano Papetti, presenta la mostra Vedo nudo. Arte tra seduzione e censura presso la Palazzina Azzurra a San Benedetto del Tronto.

Cagnaccio di San Pietro (Natalino Bentivoglio Scarpa). Allo specchio (1927). Olio su tavola, cm 80 x 59,5. Verona, Collezione della Fondazione Cariverona

L’evento espositivo nella Palazzina Azzurra che caratterizzerà l’estate sambenedettese 2019 a partire dal 7 luglio fino al 6 di ottobre, andrà a concludere la trilogia promossa dal Comune di San Benedetto del Tronto. Dopo i successi degli scorsi anni con “Uomo in mare. De Chirico, Licini, De Pisis, Warhol e i grandi maestri dell’Arte” e “Abbronzatissima. Glamour e arte all’ombra delle palme” quest’anno il tema che verrà sviluppato in mostra sarà incentrato sul nudo e sull’arte della seduzione in epoca moderna e contemporanea.

Giuseppe Veneziano, Novecento (2009). Acrilico su tela, cm 190 x 340. Collezione privata

Bocchi Amedeo, Nudo femminile sdraiato di schiena con fiori (1930 ca.). Carboncino su carta, cm 79,5 x 150. Collezione Fondazione Monteparma

A cura di Stefano Papetti e dell’Associazione culturale Verticale d’Arte (Elisa Mori e Giorgia Berardinelli) l’esposizione, con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali, dell’ENIT – Ente Nazionale del Turismo, della Regione Marche, della Fondazione Marche Cultura e del Comune di San Benedetto del Tronto, Vedo Nudo. Arte tra seduzione e censura si pone come obiettivo lo sviluppo di un percorso storico artistico, ma anche concettuale, che accompagni lo spettatore a scoprire le molteplici espressioni e trasformazioni dei contenuti legati al nudo e alla sua percezione, dai primi del Novecento ai giorni nostri, ponendo al centro forme d’arte quali pittura, scultura, video installazioni, grafica e fotografia, al fine di coinvolgere il visitatore in un gioco di seduzione sottile che cresce in stretta connessione con le opere; il tutto senza mai dimenticare l’aspetto ironico, e in alcuni casi la componente di sensibilizzazione verso un tema che può anche essere identificato come controverso ma che da sempre ha stuzzicato la mente e la fantasia umana.

Piero Gemelli, Together (1990). Stampa fine art giclée su carta Baryta Hahnemuhle 325gr Montata su D Bond 3mm, cm 100 x 70. Collezione privata (dettaglio in cover)

Bocchi Amedeo, Nudi di donne (1930 ca.). Pastello su carta, cm 145 x 91,5. Collezione Fondazione Monteparma

Le opere, che si collocano nei due piani espositivi della Palazzina Azzurra, provengono da prestigiose collezioni pubbliche e private, e da artisti affermati nell’ambito dell’arte contemporanea a livello nazionale e internazionale.

Mario Mafai, Nudo sdraiato (1935). Tecnica mista su carta, cm 28 x 21. Collezione privata

A partire dall’Estasi di Giuseppe Renda, un busto di donna in bronzo realizzato dallo scultore nel 1890, il percorso espositivo prosegue in un susseguirsi di dipinti e disegni dove figure di nudi maschili e femminili dominano la scena: dall’olio su tela Nudo femminile di Osvaldo Licini, al disegno su carta Ritratto femminile di Amedeo Modigliani, all’olio su tavola di Cagnaccio San Pietro che ritrae una donna allo specchio, passando per una Maddalena di Renato Guttuso e le ancestrali sculture della serie ‘tagli’ di Lucio Fontana per arrivare ai giorni nostri con il nudo inquietante di Oliviero Toscani per la campagna contro l’anoressia e il grande acrilico su tela di Giuseppe Veneziano, dal titolo Novecento 2009 che riprende la tradizione iconografica dell’allegoria restituendoci, in una immagine grottesca, i tratti dei protagonisti della storia del secolo scorso.

Giuseppe Mastromatteo, Indepensense III (2012). Cm 100 x 140, Ed. 2/8
© Giuseppe Mastromatteo – Courtesy of 29. ARTS IN PROGRESS gallery

Tra gli altri artisti in mostra grande spazio è dato alla fotografia con Gian Paolo Barbieri, Piero Gemelli, Giuseppe Mastromatteo e un’opera che ritrae il noto critico Vittorio Sgarbi, e ancora il video Peep Show di Rino Stefano Tagliafierro, le ceramiche di Andrea Salvatori, le due sculture del quartetto The Bounty Killart tra le quali campeggia un inedito creato ad hoc per la mostra, Claudio Cintoli, Scipione (Gino Bonichi).

Andrea Salvatori, Testone (2016). Ceramica e porcellana, cm 60 x 70 x 80. Courtesy dell’artista

Andrea Salvatori, Testone (2016). Ceramica e porcellana, cm 60 x 70 x 80. Courtesy dell’artista

Questo nel segno della continuità, pur con delle significative variazioni, in relazione ad un approccio iniziato lo scorso anno con “Abbronzatissima. Glamour e arte all’ombra delle palme” che fa leva sulle evocazioni e sull’immaginario del singolo visitatore, e sulla capacità di percezione dell’opera d’arte e dell’oggetto d’arte che vanno a modificare il significato in base all’occhio di chi li osserva e ne fruisce.

 

 

 

VEDO NUDO

ARTE TRA SEDUZIONE E CENSURA

 

7 luglio – 6 ottobre 2019

 

 

a cura di Stefano Papetti, Elisa Mori e Giorgia Berardinelli

 

Palazzina Azzurra

Via Buozzi, 14

San Benedetto del Tronto (AP)

 

inaugurazione sabato 6 luglio 2019 ore 18:00

 

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