ANDRé BEAUFORT: LA FREQUENZA DI CUORE E TERRA

Che Réol Beaufort e Antonello Cioffi siano esattamente sulla stessa “frequenza” lo si coglie al primo sguardo: figlio di Jacques e nipote di André Beaufort, erede designato di una famiglia di vigneron in Champagne il primo, visionario titolare della storica pizzeria La Piedigrotta a Varese, il secondo.
Sorrisi, interazioni emozionali, sinergie cuore e terra, e quella inusuale modestia nel mostrare stupore dinanzi a tanta “glorificazione”.
Non sono pochi, in effetti, coloro che davanti a etichette come Ambonnay Grand Cru 1988, Ambonnay Grand Cru 1996 o Polisy 2002, fino alle interpretazioni di L’Or de Vix 2015 e 2010 vin mousseux, attendono di condividere quarant’anni di lavoro, di studio, di vita. La vita del vino innanzitutto, capace di mostrare ancora dopo un lungo silenzio le frequenze della terra, il genius loci.


André Beaufort
, proprietario di sei ettari e mezzo di vigneti divisi tra Ambonnay e Polisy nell’Aube, si contraddistingue tra i produttori di Champagne per una conduzione rigorosamente biodinamica, per metodi di coltivazione e di produzione personali e originali, frutto di numerose sperimentazioni. Era il 1969, quando dopo una reazione allergica ai prodotti di sintesi usati nella viticoltura, avviò una viticoltura sostenuta da una gestione biologica del vigneto, basata sull’omeopatia e sull’aromaterapia: utilizzo di oli essenziali, diluizioni di piante e miscele create appositamente per ridurre al minimo l’uso di rame e zolfo.

Gli champagne Beaufort, espressione di uno stile unico e inconfondibile, sono quanto di più lontano ci possa essere da mode e vini omologati. Le bottiglie vengono lasciate riposare per lungo tempo fino al momento della sboccatura, ancora oggi effettuata a mano (“a la volée”). Vini che si esprimono con modalità sempre differenti, talvolta più estremi, altre volte più facilmente compiacciono il gusto, predisponendosi ad assaggi cordiali con uno stile fresco e dinamico. Ne percepisci costantemente l’anima, senti il loro essere vivi, vibrano, nutrono.

Meriterebbe invece molto di più di un accenno, meglio ancora sarebbe l’assaggio, quanto mette in campo il genio e quel pizzico di follia Antonello Cioffi. Capolavori fatti di impasti, farina integrale tipo 1 e 2 e lievito madre, materie prime con una precisa carta d’identità come i pomodori Tombolini del Salento, le alici di Manfredonia, la stracciatella di Andria o il caciocavallo podolico, le acciughe di Cetara, si compiono nel più buono dei cibi popolari: la pizza.


Tradizionale, scomposta o semplicemente invertita diventa il Gin Tonic Pizza ovvero pizza in carrozza di merluzzo con salsa di yogurt al sedano e aneto, nebulizzazione di gin e doppio contrasto di gin Botanic e acqua tonica fermentata con erbe in gelatina, oppure il piatto cult, le Tagliatelle di Pizza Cacio e Pepe con un fondo di gamberi di Gallipoli, spuma di parmigiano di bufala, colatura di Cetara e scaglie di buccia di limone di Sorrento. La perfetta trilogia è Hamburger di Pizza e Champagne: pizza semintegrale a doppia cottura, forno a legna e brace, con curcuma, ripieno di hamburger di sgombro, patatine di pizza al pomodoro e maionese vegana.
Diversi i menu degustazione per lasciarsi guidare in un mondo costruito su tecnica, abilità e fantasia. Godimento intenso, insomma: connubio singolare e perfetto tra pizza biologica e champagne biodinamico, mentre loro semplicemente si raccontano.

La degustazione

L’Or de Vix 2015

100% Pinot Noir

A un solo chilometro dalla “Champagne dèlimitée” nasce L’Or de Vix, vin mousseux da Pinot Noir in purezza di Prusly sur Orce, Borgogna. Vix 2015 è giovane, vivido, un’energica spremuta di lime e zenzero nonostante i suoi trentatré mesi di affinamento in barrique.

L’Or de Vix 2010

100% Pinot Noir

Il sorso trova compiuta rotondità nella vendemmia 2010, sebbene il tempo di affinamento sia stato di soli sei mesi in barrique nuove. Naso di sottobosco e pompelmo rosa, in bocca è ricco, centrale, ben bilanciato tra frutto, acidità, eleganza.

Polisy 2013, Derrière l’eglise

100% Pinot Noir

Stessi cloni, stesse vigne, stesso metodo di coltivazione per la piccola parcella di Polisy 2013, (Derrière l’eglise) Brut Nature. Da suoli di argilla bianca dell’Aube, convince per freschezza e finezza. Profuma di camomilla ed erbe di campo, mentre il sorso sempre teso e vibrante accompagna ogni piatto mantenendosi su una lunghezza gustativa costruita sulle acidità.

Polisy 2002 (doppia sboccatura)

100% Pinot Noir

Due facciate della stessa medaglia: il dégorgement a la volée per il primo, la sboccatura giugno 2018 per il secondo, permettono di cogliere le sfumature dell’evoluzione. Polisy 2002 a la volée è goloso, ampio, ricco, si mostra integro al trascorrere del tempo. I profumi della mela cotogna, del cedro candito, quella verve di intensa salinità appartengono al secondo calice, che si piega al tempo mantenendo comunque tenacia e leggiadria.

Ambonnay Grand Cru 1996

100 % Pinot Noir

Uno Champagne perfetto, intrigante quanto raffinato. Il dégorgement eseguito circa due mesi fa, ha permesso di ristabilire gli equilibri di un vino che interpreta in modo unico il Pinot Noir di Ambonnay. La trama olfattiva è complessa seppur discreta. Il palato marca le note di ribes e di frutti rossi, la freschezza dello zest di limone, una tensione sostenuta da mineralità e potenza. Tra le più belle espressioni di Jacques Beaufort.

Ambonnay Grand Cru 1988 (doppia sboccatura)

 100 % Pinot Noir

La distanza, in termini espressivi, è quasi nulla. Eccellenti invece le performance di un vino che ha sostato trentadue anni sui propri lieviti. Il bouquet aromatico è ampio, un potpourri di profumi di sottobosco, zafferano, albicocca disidratata, funghi secchi e resina. Bocca vivace, al contempo sottile e garbata, è contrassegnata da un finale agrumato, persistente, intenso.

 

champagnebeaufort.com