AYALA, CHAMPAGNE “HAUTE COUTURE”

Nel 1750, Don Antonio de Ayala y Vergara, un aristocratico spagnolo, fu nominato Cancelliere (ministro delle Finanze) della Nuova Granada (oggi Colombia) da Ferdinando VI di Spagna. Edmond de Ayala (1831-1902), figlio di un nipote di don Antonio, inviato a Parigi come Console della Colombia, fu invitato dal visconte di Mareuil per scoprire i segreti dello Champagne e lì si innamorò della bellissima nipote del visconte, Gabrielle d’Albrecht, che in dote per il loro matrimonio, nel 1858, portò il magnifico castello di Aÿ e vigneti situati in Aÿ e a Mareuil sur Aÿ. Questa storia d’amore segnò l’inizio dell’epopea della Maison Ayala, fondata nel 1860.

Il fratello minore di Edmond si trasferì in inghilterra nel 1865, creando delle relazioni importanti con l’aristocrazia inglese e con il Principe di Galles, il futuro re d’Inghilterra Edoardo VII, amante dello Champagne, ma, come tutti gli inglesi, di quelli con un gusto più secco poiché a quel tempo gli Champagne erano molto dolci. Così Ayala creò per il mercato anglosassone uno champagne sec, dosato solo 22 g/l, con l’annata 1865, poi commercializzata nel 1870, e questo fece della Maison una pioniera degli champagne Brut, già alla fine del 19º secolo.

Nel 1882, Ayala fu anche uno dei 18 membri fondatori del Syndicat des Grandes Marques, che accumunava alcune delle Maison più importanti. La Maison fu completamente distrutta durante la Rivolta del 1911, ma, ricostruita, ritornò alla produzione nel 1913, fino a vivere un periodo di prosperità negli anni Venti, arrivando a una produzione di circa 1 milione di bottiglie. Per anni Ayala fu fornitore dei reali d’Inghilterra e in particolare di re Giorgio VI che la apprezzava particolarmente. Nel 2005, la Maison Ayala, dopo anni di declino, fu acquisita dalla Société Jacques Bollinger, che comprò la proprietà e lo stock di bottiglie ma non le vigne e mise in atto un ambizioso piano di rilancio della maison.

La “nouvelle vague” di Ayala è fondata su uno staff giovane e motivato, legato dall’ambizione di far ritornare Ayala ai vecchi fasti: così, dal 2012, al vertice di Ayala troviamo Hadrien Mouflard in qualità di Direttore Generale di Ayala, che ha soli 32 anni. Ayala, oggi, è una piccola tra le grandi Maison: si considerano degli artigiani nel “fare champagne”, possiedono 20 ettari, comprano per altri 100 ettari uve provenienti soprattutto da Villaggi classificati Grand Cru e Premier Cru, con una grande attenzione all’origine delle uve.

Il nuovo stile Ayala è legato alla predominanza dello Chardonnay nelle cuvée e a una vinificazione interamente in contenitori di acciaio, in modo da preservare la freschezza. Altri punti di identità sono la malolattica e il prolungato affinamento sui lieviti nei 2,5 km di cantine sotterranee completamente ristrutturate dopo l’acquisizione da parte di Bollinger, in cui sono stoccate 3 milioni di bottiglie, oltre a una maggiore attenzione ai vini di riserva per avere eleganza e una texture setosa. Ecco gli elementi che garantiscono la qualità dello Champagne Ayala, che con una produzione di circa 750,000 bottiglie, cercano di preservare la purezza e l’eleganza dei loro vini.

Tra gli importanti investimenti della nuova proprietà anche la moderna cantina di vinificazione, costruita dentro la Collina, quindi senza bisogno di climatizzazione, che contiene 3,300 hl, nella quale si trovano 118 cuve in inox termo-condizionate da 20 a 200 hl, tali da permettere vinificazioni per parcella. La cuverie molto moderna in bianco e nero, dona l’immagine di freschezza ed eleganza, stile degli champagne della Maison.

Caroline Latrive

Non a caso la presentazione di questo nuovo stile avviene all’Armani Hotel a Milano, dove I colori predominanti sono il bianco e il nero. Gli champagne li presenta Caroline Latrive, chef de cave dal 2011, donna elegante che ama parlare con grande serenità dei suoi vini e mostra un grande entusiasmo in ciò che fa.

Freschezza, finezza, precisione ed equilibrio, ecco i tratti distintivi degli Champagne Ayala.

 

 

AYALA BLANC DE BLANCS 2012

94/100

La quintessenza dello Chardonnay in un’annata eccezionale. È il primo millesimato realizzato da Caroline. 100% chardonnay di 3 villaggi Grand Crus della Côte des Blancs: Le Mesnil sur Oger (65%), Chouilly (22%) e Cramant (13%). Annata che climaticamente ha messo alla prova gli champenois con gelate invernali, pioggia e grandine in primavera, e un forte abbassamento della temperatura nel periodo della fioritura, ma poi un’estate calda e secca da metà luglio alla vendemmia permise un buon livello di maturità e uno stato sanitario perfetto. Affinamento di 5 anni sui lieviti, dégorgement a marzo 2018, e un dosaggio di 6 g/l. Aroma di grande freschezza aromatica con note di limone e frutta bianca. Al palato voluttuoso e vibrante, texture setosa, con una freschezza agrumata di cedro, una bella nota floreale che culmina in un finale lungo e teso, con la firma della mineralità crayeuse propria della Côte des Blancs.

 

AYALA BLANC DE BLANCS 2008

94/100

100% chardonnay di due villaggi Grand Crus della Côte des Blancs: Le Mesnil sur Oger (40%) e Chouilly (60%). Annata fresca, con un meteo globalmente incerto, temporali ad agosto, ma un sole provvidenziale durante la vendemmia, che permise di avere una maturazione perfetta delle uve. Affinamento di 7 anni sui lieviti, dégorgement a marzo 2016 e un dosaggio di 6 g/l. Frutta matura all’aroma, agrume candito, cedro, caffè in torrefazione. Al palato ritorno gusto-olfattivo della frutta matura, ma poi viene fuori una bella freschezza, con un finale sapido e minerale gessoso, una lunga persistenza e una bella concentrazione aromatica. Produzione di circa 30/40.000 bottiglie.

 

AYALA BLANC DE BLANCS 2005

93/100

100% chardonnay di tre villaggi Grand Crus della Côte des Blancs: Le Mesnil sur Oger, Chouilly e Avize in parti uguali. Annata climatica normale, ma qualche pioggia ad inizio vendemmia. Affinamento di 6 anni sui lieviti, dégorgement nel 2012 con un dosaggio di 6,5g/l. Note di pasticceria all’aroma, frutta matura, crème brûlée, al palato rimane fine, con un’amertume che tende all’agrumato di pompelmo che, insieme alla mineralità, preserva una freschezza sul finale.

 

PERLE D‘AYALA 2006

95/100

80% Chardonnay di Oger, Avize e Chouilly, 20% Pinot Noir di Aÿ. La cuvée de Prestige della Maison nasce aggiungendo del Pinot Noir alla base del Blanc de Blancs, ma poi la rifermentazione in bottiglia avviene con il bouchon liège. Annata calda e secca, con un inverno molto freddo e un’estate molto calda. Il lungo affinamento sui lieviti di circa 11 anni sviluppa la complessità, la profondità ed l’eleganza degli aromi e garantisce inoltre un maggior controllo dell’ossido-riduzione. Il remuage e il dégorgement, avvenuto a ottobre 2018, sono alla volée, con un dosaggio di 6 g/l. Champagne complesso, espressivo, equilibrato tra una bella freschezza e una nota di maturità, pasta di mandorle, sentori burrosi, note vanigliate, composta di susine, frutta anche rossa, e la nota floreale dei fleur d’orange. Al palato setoso, rotondo crema pasticcera e frutta secca, equilibrato da un finale minerale e salino. Champagne barocco.

 

PERLE D‘AYALA 2002

97/100

80% Chardonnay di tre villaggi Grand Crus della Côte des Blancs: Le Mesnil sur Oger, Chouilly e Cramant, e 20% Pinot Noir di Verzy. Un sogno divenuto realtà, con un profilo climatico quasi ideale, vendemmia soleggiata. Affinamento sui lieviti per 10 anni con il bouchon liège, dégorgement ottobre 2013, e dosaggio di 6 g/l. Grande complessità aromatica con un bel frutto agrumato, la Mirabelle, l’agrume rosso, un bouquet floreale giallo, frutta secca, note tostate di nocciola e noci, sentori di pasticceria e finanche vaniglia. Al palato una bella struttura setosa e cremosa con una personalità esotica, note di miele, ma un finale dove la mineralità lo alleggerisce e la sapidità lo rende ancora di grande freschezza. Champagne pieno ed equilibrato.

 

 

champagne-ayala.fr

 

Cover: photo credits Sebastien Rabany