Champagne e Chianti classico, a Firenze in nome del terroir

Il Comité Champagne è stato ospite del Consorzio Chianti Classico a Firenze, in coincidenza dell’inaugurazione della mostra fotografica “VITAE, Ritratti di vita e di vino”.

Due territori diversissimi, due tipologie di vino molto distanti, eppure tra Chianti Classico e Champagne c’è più di un elemento in comune.

Innanzitutto sono due straordinarie mete a livello mondiale per l’enoturismo. E forse è proprio questo il nodo gordiano che unisce Chianti e Champagne: la straordinaria potenza dei rispettivi “terroir”. Bisogna narrare il vino attraverso il racconto dei luoghi in cui nasce, le esperienze di chi lo produce, le emozioni che questo nettare delizioso sa instillare nell’animo di chi lo ama.

Madame Boizel e Sergio Zingarelli

Per Vincent Perrin, Direttore Generale del Comité Champagne, sono i luoghi e le persone che fanno la differenza quando di parla di vino.

Pensiero condiviso da Sergio Zingarelli, Presidente del Consorzio Vino Chianti Classico, per il quale “il vino è il risultato di una sintesi tra elementi umani e naturali e nel Chianti Classico questo rapporto plasma sia territorio, sia chi lo abita. Lo stesso principio vale anche per lo Champagne, il suo territorio e la sua gente, ed è per questo che abbiamo voluto la mostra: due volti, due territori, due grandi vini in un medesimo contesto”.

Prima di visitare la mostra, con gli scatti di Paolo Verzone e Dario Garofalo (aperta al pubblico dal 18 al 25 settembre a Firenze presso il Cortile della Dogana di Palazzo Vecchio), abbiamo ascoltato con interesse Andrea Gori e Daniele Cernilli, che hanno guidato la degustazione delle etichette presentate, 8 istantanee dei due mitici terroir.

Pommery Brut Rosé Apanage (personalità), Herbert Beaufort Blanc de Blanc Grand Cru “Cuvée du Melomane” (vivacità), Boizel Grand Vintage 2007 (ricchezza) e Devaux Blanc de Noirs (piacevolezza) per la Champagne, Castello di Verrazzano Chianti Classico Valdonica GS 2013 (freschezza), Castello di Volpaia Chianti Classico Il Puro GS 2013 (velluto), Rocca delle Macìe Chianti Classico Sergio Zingarelli GS 2013 (potenza) e Rocca di Montegrossi Chianti Classico San Marcellino GS 2013 (eleganza) per il Chianti.

Le molte sensazioni che abbiamo espresso per ogni etichetta hanno in comune un elemento essenziale: la grande qualità di vini con un’identità precisa, una collocazione certa e immediata, una riconoscibilità evidente e palese.

E se vince il terroir, vinciamo tutti.