Nec Plus Ultra, l’audacia ai vertici della Champagne

La Cuvée N.P.U. (Nec Plus Ultra) nasce dalla volontà di produrre, a dispetto dei costi e delle difficoltà, il più grande Vino di Champagne possibile.Bottiglia di Bruno Paillard, Cuvée N.P.U. 2003
Per questo, le scelte più significative sono fatte ad ogni stadio della sua elaborazione.

Per Bruno Paillard innanzitutto ci vuole una grandissima annata, un millesimo eccezionale dal quale nasce il Nec Plus Ultra: 1990, 1995, 1996, 1999, 2003.

L’ultimo nato è proprio il 2003, un vino che è un sopravvissuto alle gelate d’inizio aprile, alle otto grandinate, alla lunga canicola che è calata sui 320 comuni della Champagne, di cui solo 17 hanno diritto alla denominazione Grand Cru. L’uva selezionata per creare la cuvée N.P.U 2003 proviene unicamente da 4 di loro: Oger, Chouilly, Verzenay e Mailly. I più nobili, situati tutti più a Nord, meglio adatti per affrontare questo anno caldissimo.

La vinificazione è stata guidata mantenendo, come sempre da Bruno Paillard, esclusivamente la prima spremitura delle uve, la più pura. Ma la peculiarità essenziale della cuvée N.P.U. è che la fermentazione è stata condotta in piccole botti di quercia nelle quali i vini hanno passato i loro primi 10 mesi. Durante questo periodo, ogni cru afferma la sua complessità e acquisisce gli aromi leggermente legnosi così particolari che si trovavano nei vini di un tempo. Una sfida, apparentemente, per questo millesimato particolarmente sensibile all’ossidazione. Eppure la respirazione della botte riconcilia il vino con sé stesso.

È soltanto durante l’estate successiva alla vendemmia, a luglio 2004, dopo 10 mesi di affinamento in barrique che viene fatto l’assemblaggio delle sole botti prescelte, metà di Chardonnay e metà di Pinot Nero, che daranno 4200 bottiglie tutte numerate.