RUINART ROSÉ & PIZZA GOURMET: “DARE TO BE DIFFERENT”

Rosa come un romanzo di poca cosa, come la resa che affiora sopra al viso; come l’attesa che sulle labbra pesa; rosa non è la rosa che porto a te” così cantava Vinicio Capossela nel 2003. Rosa, il colore più lirico che esista. E quando a declinare “in rosa” le emozioni è Ruinart rosé, si parla di passione ma soprattutto di audacia, di ardimentosi talami gustativi. L’alcova per celebrare un matrimonio inaspettato e intrepido è Il Gattopardo di Milano, ex chiesa convertita al culto del diletto. Tre pizzaioli sul palco, con le loro creazioni. E il protagonista assoluto, Champagne Ruinart Rosé, chiamato a sfidare e armonizzare il gusto del piatto più popolare al mondo, con la sua freschezza, autenticità, identità e struttura.

Il Gattopardo

“Dare to be different”, Ruinart rosé & Pizza gourmet, ecco un nuovo, inatteso ed esotico food pairing. “La complessità, l’audacia, la piacevolezza delle sensazioni e il colore delicato ma allo stesso tempo intenso, caratterizzano la massima espressione dello Champagne Ruinart Rosé” ci racconta Andrea Pasqua, Senior Brand Manager Ruinart. E’ per questo motivo che nasce l’idea di celebrare Champagne Ruinart Rosé accanto alla pizza, in versione gourmet, in un sottile gioco di upside-down tra concezioni popolari e nobili, che si avvicinano, si scambiano di posto, e si identificano in un’unica visione del gusto. D’altronde lo Champagne ha nel suo Dna una agilità e una naturalezza assoluta verso il food pairing, e Ruinart Rosè esalta queste caratteristiche con la sua straordinaria polposità fruttata, la sua delicata acidità e vibrante tannicità.

Caroline Fiot e Andrea Pasqua

Una partita che si gioca in molti tavoli, quelli dei locali apparteneti al circuito di Ruinart Network, nato dall’idea di offrire in ogni angolo d’Italia l’audacia del format dare to be different.

La serata milanese ha visto la presenza Caroline Fiot, Wine Maker della Maison Ruinart, che ha tracciato le linee distintive di Ruinart Rosé prima di lasciare il palco allo spettacolo: a turno Renato Bosco, Simone Lombardi e Ciro Oliva hanno sfornato “spicchi di gusto”, audaci e succulenti, intrecciando con lo champagne incessanti crocevia del sapore.

 

RENATO BOSCO

Classe 1967, Renato Bosco a soli 15 anni è entrato nel mondo della ristorazione e nel 1985, quasi per caso, ha preso in mano la pala per la prima volta. La caratteristica fondamentale del lavoro di Renato Bosco è la curiosità, una quasi “dannata” curiosità che lo spinge costantemente alla ricerca di qualcosa d’innovativo nel mondo della pizza e dei lievitati. Lo spirito di ricerca è quello che negli anni lo ha spinto a confrontarsi con tutti i settori che ruotano attorno ai lievitati e ad approfondire le molteplici tematiche relative alla panificazione e alla pasticceria seguendo corsi con autorevoli esponenti di livello internazionale. La sua passione per questo mestiere lo vede anche docente in diverse scuole di cucina come CASTAlimenti (BS) e Università della Pizza (PD). Dal 2013 al 2017 interviene come relatore al congresso internazionale di cuina Identità Golose. ADG – Ambasciatore del Gusto, Renato Bosco è uno dei 50 Chef italiani scelti per rappresentare la cucina italiana nel mondo.

ARIA DI PANE – RENATO BOSCO

pizza esotica: aria di pane (ostrica e Champagne, ananas e basmati, germoglio di pisello): Parlando di esotico il mio pensiero è andato al mare quello delle mete esotiche, dei gusti orientali, e successivamente ad Aria di Pane che con il suo morbido volume mi riconduce alla leggerezza che si vive quando si è in vacanza.

pizza audace: pizza crunch (cacao, petto d’anatra con gocce di frutti rossi, paprika e patate viola): L’audacia perchè i gusti sono volutamente esagerati per me che amo la semplicità e la tradizione, preferendo sempre la Margherita su tutte; in questo caso oso di più già nell’impasto usando un cacao amaro per proseguire nell’abbinamento dei gusti andando oltre quelli che sono i miei canoni.

 

SIMONE LOMBARDI

Classe 1981, la passione di Simone per la pizza e la panificazione inizia in giovanissima età con le prime esperienze in una pizzeria d’asporto da “studente lavoratore” a Padova. Complici le frequenti visite da cliente, diventa collaboratore in una delle pizzerie destinate a fare la storia, Ai Tigli, San Bonifacio (VR), di Simone Padoan. E’ grazie a questa esperienza che decide di frequentare l’Università della Pizza di Molino Quaglia e lavorare con Enzo Coccia, maestro della tradizione napoletana. Simone Lombardi è da sempre attento a sperimentare, studiare e fare ricerca, oltre all’esperienza di pizzaiolo. Nel 2010 lavora da Bruno Cingolani del Dulcis Vitis di Alba(CN), dove il suo unico credo diventa la ricerca e la scelta delle materie prime che si uniscono in matrimonio in un’ottima base di cucina tradizionale piemontese. Con la determinazione che lo contraddistingue e la curiosità che lo anima, nel 2011 parte per Mexico City, alla riscoperta delle sue radici messicane, per aprire un ristorante: “La Cantinetta del Becco” complice l’incontro con lo Chef Rolly Pavia e Julian Martinez Bello. Tutti gli step di formazione nel ruolo di chef, rafforzano in Simone l’idea costante che la stessa perizia e creatività possa essere applicata al suo primo amore: “le mani in pasta”. L’esperienza oltreoceano dura due anni. Poi arriva la chiamata di Andrea Berton e Simone Lombardi rientra in Italia. Andrea Berton con i soci fondatori di Pisacco, bistrot milanese di successo nel cuore di Brera, ha dato forma all’inedito format Dry Cocktails & Pizza: una pizzeria contemporanea unita ad un cocktail bar. Dal 2013 fino al 2018 è stato saldamente alla guida del forno di Dry. In questi anni meravigliosi conquista: il Premio Innovazione 2014 del Gruppo Horeca, 1 Stella Foodies Gambero Rosso sempre nel 2014, il titolo di Miglior Pizzeria dell’anno ai Barwards 2015, il Golosario 2015 nella categoria “Pizzerie”, 3 Spicchi Gambero Rosso nel 2015, 2016, 2017, 2018 e il 13esimo posto nella guida “50top pizza” delle migliore pizzerie italiane e del mondo. Nel febbraio 2018 decide di interrompere la propria attività in Dry Milano. Il motivo? Quella curiosità che ha mosso tutto il suo percorso lavorativo. Tornare a fare ricerca e sperimentare per rimettersi in discussione.

VENTRICINA – SIMONE LOMBARDI, votato dal pubblico miglior abbinamento della serata

pizza esotica: ventricina (ventricina, coriandolo e cipollotto, ananas al forno, fior di latte): Un piatto che trae ispirazione dalle mie origini messicane. La volontà di servire ogni trancio di pizza avvolto, richiama il famoso “taco al pastor” un prodotto che si mangia rigorosamente con le mani, come la pizza. Sono tutti elementi che hanno un contrasto di sapori molto piacevole. La grassezza della Ventricina, l’acidita’ dell’ananas e l’aromaticita’ del coriandolo sono le sensazioni su cui ho deciso di lavorare per servire in abbinamento Ruinart Rosé.

pizza audace: barba dei frati (barba dei frati, crema di acciughe del Cantabrico, fior di latte): Credo sia una delle pizze che più mi rappresenti. E’ semplicità nel valorizzare la sapidità di un ingrediente singolo stagionale come gli agretti con la crema di acciughe del Cantabrico. La cottura al cartoccio ad alta temperatura della primizia ne preservano consistenza e colore.

 

 

CIRO OLIVA

Ciro Oliva rappresenta la quarta generazione di una famiglia per la quale “la Pizza è il pane quotidiano” e da qualche anno guida la pizzeria di famiglia. Ciro, classe 1992, ammaestra gli ingredienti e presenta la vera pizza napoletana: la pizza che non rinnega la tradizione, anzi, la fonde in abbinamenti a tratti irriverenti, ricercati, sostenendo la filosofia della qualità elevata delle materie prime da utilizzare sulle pizze, senza dimenticare, però le origini popolari dell’alimento. Semplicità, veracità, esaltazione del gusto: questa è l’identità di Ciro, i valori in cui crede e che si ritrovano appieno nelle sue pizze. Intuisce che il prodotto pizza va elevato in termini di qualità/eccellenza, enfatizzato attraverso impasti, farine, materia prima e l’apporto della ricerca, della creatività e della passione a servizio del consumatore finale. Uno dei migliori interpreti della pizza napoletana, è tra i pochissimi pizzaioli che hanno saputo elevare la tradizione della pizza napoletana a livelli di qualità notevoli nel territorio della città capitale mondiale della pizza. Nel 2016 vince il premio Gambero Rosso come migliore pizza dell’anno. La guida Michelin 2017 segnala Da Concettina ai Tre Santi tra le 6 migliori pizzeria d’Italia. La Guida dell’Espresso 2017 segnala Da Concettina ai Tre Santi tra le migliori pizzeria d’Italia. Nel 2017 Da Concettina ai Tre Santi viene premiata con i Tre Spicchi dalla Guida Pizzrerie d’Italia 2018 dal Gambero Rosso.

L’ESOTICA – CIRO OLIVA

pizza esotica: l’esotica (astice, latte di bufala, red chard, songino, pomodorini datterino, avocado, spincacino novello, olio sale): ho creato questa pizza ricordando i sapori e le sensazioni provate durante un viaggio in Messico e ho cercato poi di trasmettere, attraverso gli ingredienti, quello che per me significa la parola esotico:l’alternarsi di materie prime tradizionali e legate al mondo vegetariano, che sto da qualche tempo sperimentando, con i sapori del mare.

pizza audace: o’rrau (ricotta di fuscella di bufala, passato di San Marzano, carne di manzo e di maiale gambocello, “tracchi e cotenna”, polpetta e sugna, pepe, parmigiano reggiano 48 mesi di stagionatura e basilico): una pizza che mi rappresenta e che mi ricorda mia nonna e la mia infanzia, una pizza legata profondandamente alle mie tradizioni napoletane soprattutto per la scelta di materie prime legate al mio territorio.