ALESSANDRO ROSSI: IL GABBIANO 3.0 E IL MIO RITORNO IN TOSCANA

Alessandro Rossi, classe 1991 ha maturato la sua esperienza di cucina soprattutto in Italia. Un concentrato di Toscana, iniziando con esperienze importanti come Firenze con Filippo Gervasi, Dal Degan e Stefano Ciavatti di Da Fino. La prima stella Michelin nel 2016 alla La Leggenda dei Frati nella bellissima Villa Bardini, segue poi l’avventura di Pienza alla Terrazza del Chiostro con Maurizio Abbate. Infine la parentesi di Villa Selvatico, in Veneto. Un intermezzo necessario per cogliere all’interno di se stesso il richiamo alle sue radici e scegliere il nuovo progetto che lo riporta in Maremma, tra cielo e mare, al Gabbiano 3.0. Un’iniziativa imprenditoriale che condivide con Riccardo e Marco Tomi, un luogo in cui poter esprimere la sua cucina semplice ma appagante, equilibrata ma ricca di gusto. “Vogliamo essere una tappa di eccellenza gastronomica per tutti coloro che partono da lontano per mangiare da noi, curiosi e desiderosi di mangiare bene”.

Alessandro Rossi con Riccardo e Marco Tomi

Gabbiano 3.0 è il posto in cui ti fermerai? “Almeno per qualche tempo” afferma sorridendo. “Vorrei più stabilità e continuità perché ho un solo grande desiderio: fare bene ed essere un nome e non un numero. Qui si respira un’alchimia particolare, sarà per le grandi vetrate spalancate al cielo o per quel calore tutto orientale degli arredi in legno provenienti da Bali. Trenta posti a sedere, una brigata di quattro persone, un ristorante suggestivo e accogliente a picco sul mare, elegante e al contempo moderno”.

La sala del Gabbiano 3.0

Alessandro Rossi a 360 gradi: nuova impostazione del locale, dal menu al servizio, alla carta vini. “Ho maturato un’esperienza come ristoratore, amo viaggiare per scoprire nuove cantine e vini da abbinare ai miei piatti, amo seguire il lavoro in sala. La carta vini, alla quale ho lavorato personalmente, ha un centinaio di etichette ma vorrei diventassero molto di più. Molte cantine sono inedite, piccoli produttori poco conosciuti. Mi piace sperimentare e approfondire anche in questo ambito, perché il cliente a tavola non vive solo il mio piatto, ma un’esperienza che si contorna della porcellana del servizio, del calice e del vino, del caffè e del distillato, sempre qualcosa di nuovo che arricchisca il palato ma anche la cultura enogastronomica di ciascuno di noi”.


Definirla una cucina personale è un po’ banalizzarla, ma è davvero così, molto personale. Mi piace la mia terra, la Toscana. Pensate alla bellezza di questa zona della Maremma, un entroterra rigoglioso che guarda il litorale perdendosi nel blu più profondo. L’energia che ricevo dal territorio la traduco in una cucina gourmet. Mi avvalgo di ingredienti locali, io stesso ho modo e tempo di fare foraging. Il risultato sono piatti che viaggiano tra modernità e sperimentazione. A tavola, a picco sul mare, servo il cinghiale o il pescato del giorno, amo mescolare carne e pesce, influenze toscane e abbinamenti inusuali come lo Spaghetto, brodo di pomodoro secco, cannolicchi alla brace, puntarelle e chiodi di garofano. Piatti di equilibrio, nonostante la varietà di ingredienti, incisivi e audaci. La mia cucina ha sempre sapore”.
Due i menu: Viaggio in mare, 5 portate a 60 euro o D’Istinto e di Cuore, 7 portate a 80 euro, oltre la proposta alla carta: Per iniziare, Pasteggiando, Nella rete si è impigliato, Dalla Fattoria oltre i dessert, Da Lunedì Dieta”.

Un’ultima domanda. Cosa sogni? “Grandi sfide. Perché sono proprio le sfide che mi danno quel di più per fare sempre meglio”.

 

Gabbiano 3.0

Porto Turistico, 11
Marina di Grosseto (GR)
info@ilgabbianotrepuntozero.it