ANDREA RANOCCHIA: LANCIARE IL CUORE “IN CAMPO”

21 febbraio 2019: è il 18º del primo tempo di Inter-Rapid Vienna, ritorno dei sedicesimi di finale di Europa League. San Siro è gremito, benché il clima sia sinistramente diverso dal solito. La stagione dell’Inter ha preso una piega negativa (per carità, ordinaria amministrazione per noi interisti): out in campionato, fuori dalla Coppa Italia e fuori dalla Champions, resta la “coppa di riserva” (una speranziella che l’Eintracht di Francoforte ci negherà pochi giorni fa).

Ma nell’atmosfera e negli animi di molti (giocatori e tifosi) serpeggia insicurezza, nervosismo, malumore. L’affair Wanda/Icardi ha destabilizzato un ambiente che sembrava solido, almeno quest’anno. Lo spogliatoio è diviso, si dice … (seguo il calcio da quando sono nato e un giorno mi piacerebbe andarci a cena con “lo spogliatoio”, giusto per capire due o tre cosette).

Per fortuna la partita dell’Inter inizia in discesa, al minuto 11 Matias Vecino blinda una qualificazione oramai certa, data la vittoria in casa del Rapid all’andata.

Già, ma al 18º del primo tempo succede qualcosa d’inaspettato. Andrea Ranocchia, uno spilungone magro con la faccia da bambino, la butta dentro. E viene giù lo stadio.

Andrea corre urlando come un pazzo, i compagni gli saltano addosso. Si batte il petto ripetutamente mentre in telecronaca Caressa e Bergomi esultano come se avesse segnato Recoba o Ronaldo.

Ma cosa è successo veramente in quel fatidico 18° minuto di Inter-Rapid Vienna? Semplicemente tutto. E’ successo che un uomo vero, un calciatore vero, che non veniva schierato titolare da non so più quanto tempo, ha “lanciato il cuore in campo”. In quel preciso istante un gesto atletico si è trasformato in un qualcosa di molto più grande, in un proclama di amore, passione, verità, purezza, virtù. E tutti, tifosi e non, se ne sono accorti. In quell’istante chi ama l’Inter alla follia come il sottoscritto, è diventato Andrea Ranocchia. Tutti noi abbiamo segnato quel gol. O almeno tutti noi avremmo voluto batterci il petto e piangere di gioia.

Il caso vuole che esattamente un mese dopo Andrea Ranocchia abbia lanciato nuovamente “il cuore in campo”. E questa volta non nel rigoglioso manto erboso di San Siro, ma nel verde luminoso e serafico della campagna umbra, la terra di Andrea.

Il progetto Borgo Antichi Orti di Assisi nasce come atto d’amore non solo di Andrea ma di tutta la sua intera famiglia per l’Umbria. Un investimento importante, anni di lavori: si potrebbe obiettare che i calciatori famosi hanno il vizio di investire i cospicui guadagni in attività ristorative o ricettive. Ma normalmente riguardano locali alla moda in città metropolitane. Il business è business d’altronde, e nulla da eccepire su come e perché un uomo debba investire i propri meritati guadagni.

Il fatto è, che qui, è tutta un’altra storia. Andrea Ranocchia non ha deciso di destinare una parte importante dei suoi introiti in Umbria seguendo logiche di facile profitto. La sua è stata una decisione dettata da altri fattori. Amore, attaccamento, passione: chiamatela come volete, ma nella vita capita, a volte, di obbedire al proprio sistema di valori senza che un mero calcolo economico influenzi tale scelta.

Borgo Antichi Orti è un luogo unico, non solo in Umbria. Giace ai piedi di Assisi, con la maestosa Basilica di San Francesco quasi a fargli ombra, a custodirla amorevolmente. Aprirà ufficialmente al pubblico, con la locanda e il cocktail bar, da venerdì 22 marzo 2019, 31 giorni dopo il gol di Andrea in Inter-Rapid. Inizierà finalmente un intenso viaggio sensoriale tra gli elementi all’origine della vita, un’esperienza emozionale, dove passato, presente e futuro si incontrano. Tra cielo e terra, tra pianeti e piante. Questo è Antichi Orti Assisi, un luogo magico.

C’è sicuramente benessere, a 360°. Le camere della locanda, che accolgono i clienti. C’è bontà, con un ristorante dove i prodotti della terra umbra trovano luce e cura. C’è soprattutto cultura, e immenso desiderio di bien vivre. Il complesso originario fu edificato fra il 1444 e il 1600, un convento benedettino alle porte di Assisi. Il lungo lavoro di ristrutturazione ha regalato nuovamente al territorio umbro un edificio perfettamente integrato con esso. Linee pulite e architetture ispirate all’esempio di Francesco: purezza, bellezza, sobrietà. Qui nasceranno, o meglio, “rinasceranno” gli Hortuli Monastici (con produzione di frutti e ortaggi, oltre a una fattoria didattica), un Parco bio-conservativo di specie officinali fra i più grandi d’Europa. E si farà ricerca, con la creazione di infusi e liquori.

I numeri, se proprio di freddi numeri dobbiamo parlare, sono questi: un investimento di 6,5 milioni di euro per 50.000 mq di superficie totale, di cui 7.000 residenziali. In quattro anni e ben 1.490 giorni di lavori, sono state 98 le aziende e i fornitori coinvolti, tutti del territorio.

Ma i numeri, ovviamente, non potranno mai rendere chiaro quanto è grande il “cuore” di quel ragazzo “tanto alto e bravo a giocare al calcio”.

 

 

 

BORGO ANTICHI ORTI ASSISI

 

Storia e simbologia

Presentazione alla stampa di Borgo Antichi Orti Assisi

Il casale principale del borgo, edificato fra il 1444 ed il 1600, fu un piccolo convento benedettino “extra moenia”, cioè fuori dalle mura. Fondamentale fu il ruolo culturale e sanitario svolto dagli ordini monastici. Ordini che svolsero, avvalendosi del sapere medico classico di un’intensa attività di ricerca e di realizzazione di medicamenti di grande efficacia. I monaci, grandi conoscitori e utilizzatori di erbe officinali e aromatiche, produssero dei cataloghi ragionati di tutte le erbe coltivate ed utilizzate, chiamati Hortuli. La cultura monastica ha dato, infatti, una impronta importante alla cultura dell’alimentazione e gastronomica a livello europeo. Merito dei monaci è quello di aver preservato piante come vite, ulivo e grano. Ai monaci dobbiamo anche la salvaguardia della biodiversità.

In evidenza nel logo Antichi Orti c’è l’albero, simbolo ed espressione di fecondità e di trascendenza, che mette in relazione il mondo e riunisce in sé tutti gli elementi: l’acqua circola con la linfa, la terra si integra al suo corpo tramite le radici, l’aria nutre le foglie e il fuoco si sprigiona dal legno.

 

Hortuli e Parco bio-conservativo

Saranno in linea con l’esperienza e gli studi dei monaci le cultivar officinali ed alimentari degli Hortuli monastici (16.000 mq totali) e del Parco bio-conservativo (27.000 mq totali) che seguiranno così i cicli astrali. Ogni specie vegetale, infatti, ha un’anima dove è prevalente un archetipo o pianeta, che le conferisce particolari virtù. Fin dall’antichità ad ogni pianta sono stati assegnati uno o più pianeti guida, da cui traggono alcune caratteristiche. In Spagiria vegetale si chiama “Signatura rerum” il tipo di forze cosmiche che determinano le forme della pianta. Anche le parti del corpo sono tutte “governate” da una propria energia planetaria. Per ottenere cibi e bevande uniche ci siamo organizzati per ottenere il massimo dalle nostre cultivar organizzando gli Hortuli secondo le costellazioni.

Sarà possibile anche la raccolta di erbe diurna e notturna. Esperienza diretta a contatto con la natura dove esperti guideranno gli ospiti alla ricerca e riconoscimento di erbe e piante spontanee (alimentari) che la natura offrirà nel periodo.

Nel Parco bio-conservativo saranno presenti oltre 12.000 piante officinali, quasi 500 specie e varietà e 200 alberi da antichi frutti e rari. Per gli Hortuli, infine, 2.000 mq di terreno in 40 lotti da 50 mq sono destinati anche all’adozione a distanza per la produzione di officinali destinati ai migliori locali (bar e ristoranti) dei più noti influencer italiani ed esteri. Gestori e professionisti di attività del Food & Beverage e privati potranno così adottare lotti di terreno per coltivazioni di varie specie (anche rare ed estinte) per utilizzare i prodotti freschi per le loro attività e/o utilizzare i laboratori affiancati da esperti ricercatori per trasformare e sviluppare Home made personalizzati.

 

Cibo, ospitalità e beverage

Locanda

A caratterizzare il luogo è uno storytelling che coinvolge il food & beverage e l’ospitalità: tutto derivante dalle erbe officinali e dai prodotti coltivati nei campi nel posto in relazione al cosmo, come da tradizione monastica, e correlato ai pianeti e ai segni zodiacali. Prodotti e misture che sono poi preparati dal Lab Spagirico, oltre che dalla Locanda, con 12 camere e cucina. Con quest’ultima si punta a stimolare il palato con ricette ispirate all’Herbarium degli Antichi Orti rivisitate dallo chef Enea Barbanera, in un’atmosfera unica riservata ad ospiti e avventori.

Lab Spagirico

Attraverso il Lab Spagirico e partendo da una bevanda si può entrare in contatto con i sensi più profondi che scatenano un’antica sete di emozioni per arrivare ad una sensazione conoscitiva della nostra anima e del nostro spirito. Partendo dalle materie prime si entra in contatto con i frutti della terra che vengono trasformati e distillati e si trasformano in Misture.

Ed è proprio alla Spagiria (filosofia e pratica di antichissime origini dell’astrologo, alchimista e medico svizzero Paracelso che applicò le teorie e le tecniche alchemiche all’arte medico-farmaceutica del suo tempo) che il laboratorio alchemico si ispira nelle sue preparazioni evidenziando per le piante utilizzate, in quanto rappresentazioni del cosmo, l’elemento dominate, gli archetipi, le caratteristiche e le potenzialità. Così i mixologyst e bartender, ispirandosi a questa antica arte realizzano “ricette signature” con home-made, estratti dagli alambicchi di alta manifattura artigianale, realizzati da esperti soffiatori di vetro con antichi metodi.

Il libro menù è stato realizzato con la collaborazione di: Planet One e i suoi mixologist per le “ricette signature”; Marco Sarandrea (professore erborista fitopreparatore); Sandra Ianni esperta in storia, cultura e tradizioni enogastronomiche; Clarissa Sirci per i disegni delle pagine botaniche; i ragazzi del Centro sociale ASAD di Bastia Umbra per la rilegatura del Libro; Blue side per i bicchieri artistici soffiati.

 

Formazione ed eventi

Conferenza di presentazione alla stampa

All’interno di Borgo Antichi Orti Assisi si terranno anche corsi specializzati e professionali sulle erbe nel cibo e per il beverage, con partner come Lavazza, Campari, Bar giornale, tutte realtà che metteranno qui le loro radici. Grazie anche al Centro multifunzionale interrato, con Aula Magna Botanica e Aule Officinalis ed Erbusto, Antichi Orti diventerà anche circuito di eventi con i migliori mixologist nazionali ed internazionali per creare studio e sperimentazione sulle nuove tendenze del consumo. La collaborazione fra Mixologist e Chef sarà, infatti, uno dei punti di forza delle proposte con la ricerca di sapori tradizionali contadini e conventuali per drink e piatti. Docenti universitari e scienziati di erbe, cibi e nutraceutica partecipano alla costruzione delle proposte e dello storytelling di ogni drink, dando spessore culturale e scientifico al menù.

 

 

Borgo Antichi Orti Assisi

Via Pallareto 1

Assisi (Perugia)

 

antichiortiassisi.com

 

Foto di Inter-Radid Vienna: courtesy Inter.it