CAFFÈ AL BICERIN, UN GOLOSO TUFFO NEL PASSATO

I 256 anni di attività del Caffè Al Bicerin di Torino sono stati festeggiati lo scorso 6 gennaio secondo tradizione, gustando insieme alla cittadinanza raffinate specialità al cioccolato e un gianduiotto gigante da 5 chili. E’ un legame antico quello che unisce alla città della Mole l’iconico caffè preferito da Cavour, sorto nel 1763 quando Giuseppe Dentis di professione ‘acquacedratario’ e confettiere apriva una piccola e semplice bottega con tavole e panche di legno prospiciente al Santuario della Consolata. Siamo ai primordi dell’odierna caffetteria quando in questa insegna antica nasce la seducente mistura chiamata bicerin, preparata con cioccolato fuso, caffè e crema di latte, servita in piccoli bicchieri senza manico, modificando la più antica bavareisa torinese, che era consumata a colazione e servita in tazza.

Bicerin

Nel 1856, costruito l’attuale palazzo su progetto dell’architetto Carlo Promis, nacque l’elegante caffè come lo conosciamo, tanto apprezzato dalle signore torinesi, ma anche dalla Regina Maria Josè, da Umberto II e dalla famiglia Agnelli. Diventato nel corso della sua storia tra i caffè più amati dai torinesi, è depositario di un rito consolidato, il bicerin, di cui si conoscono gli ingredienti ma rimangono ignote le dosi ancora custodite gelosamente, una mistura idilliaca da gustare guidati dal personale esperto che consiglia di non mescolare, in modo che la crema di latte non raffreddi la bevanda, snaturandone il gusto originale. Si rimane ammirati da quell’ambiente che già dall’esterno riporta ai fasti dell’Ottocento, con i pregevoli capitelli in ghisa che sormontano le colonnine, l’insegna ancora in vetro originale. L’interno è uno scrigno, con il bancone a parallelepipedo in marmo bianco, le boiseries in legno biondo, i pavimenti in legno a spina di pesce, gli specchi, le vetrinette e i tavolini in marmo, corredati da panche in tessuto rosso.

Quasi sempre guidato da donne, il locale è stato gestito dalla signora Ida Cavalli dal 1910 al 1975 con l’aiuto della sorella e della figlia Olga, che continuerà l’attività fino al 1983. Poi sarà Maritè Costa a guidare lo storico caffè accudendolo come un figlio per oltre trent’anni, fino al 2015. Saprà infondere passione portando innovazioni nel solco della tradizione, contribuendo in modo determinante all’affermazione dell’insegna a livello nazionale e internazionale. A lei, che in seguito verrà premiata dalla città come miglior torinese dell’anno, si devono importanti ricerche sul cioccolato, l’ampliamento dei locali nel 2006 e i preziosi restauri degli arredi originali, che testimoniano l’eleganza delle cioccolaterie torinesi dell’Ottocento. L’ampliamento ha creato il negozio, nel vano adiacente, dove si vendono esclusivamente le prelibate specialità in produzione, una boutique del dolce raffinato torinese, con le tradizioni secolari che si esprimono in piccoli capolavori.

Tanti gli ospiti illustri, tra cui lo scrittore Umberto Eco che dedicò a questo caffè e a questo angolo della vecchia Torino ben due pagine quando scrisse il romanzo Il Cimitero di Praga, ma sono numerosi i personaggi famosi di cui si conserva memoria che calcarono la soglia del Bicerin, a partire da Alexandre Dumas arrivato nel 1859, al politico Crispi, dal patriota Silvio Pellico, al compositore Giacomo Puccini, fino al filosofo Nietzsche, al poeta Gozzano e agli scrittori Calvino e Soldati.

Oggi il Bicerin prosegue con orgoglio la sua attività grazie alla famiglia di Maritè Costa, insieme alle fedeli collaboratrici che da anni sono in forza al caffè e al curatore Alberto Landi, marito di Maritè. Non si contano i riconoscimenti attribuiti alla storica insegna tra cui il prestigioso “3 tazzine e 2 chicchi” della Guida dei Bar d’Italia del Gambero Rosso; il Diploma d’onore dei caffè storici Europei 2004; il premio di “Miglior Bar d’Italia” del Gambero Rosso nel 2001.

Zabaione

Tra le specialità più di una ventina di preparazioni a base di cioccolata, abbinabili al vermuth Carpano Antica Formula e al Passito di Caluso. Oltre al famosissimo bicerin, c’è l’altrettanto golosa e nota cioccolata in tazza, i giandujotti, i cioccolatini, i cremini, i piemontesini, i dragèes, le barrette, i toast al cioccolato, la crema gianduja, insieme a quattro tipi di goloso zabaione (Marsala, Passito di Caluso, Ratafià, limone) preparati al momento, insieme ai canestrelli piemontesi, alle torte tradizionali e alla prelibata Torta Bicerin.

Merenda Regale

Un lusso su tutti, la Merenda Regale, uno sfizio da ordinare a tutte le ore (per minimo due persone), che prevede il bicerin, un bicchierino di liquore regale, la Torta Bicerin e una selezione di biscotti artigianali con panna fresca. Ma l’insegna storica da più di un decennio esporta le proprie specialità anche in Giappone, dove da qualche anno vi sono quattro caffè Al Bicerin, con tutti i prodotti in esclusiva della storica insegna, che proseguono nel Sol Levante con la medesima filosofia dell’originale di Torino.

Oggi come allora è un privilegio impagabile sedere ai tavoli del dehors di quella suggestiva piazza, ammirando la Basilica della Consolata.

 

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