IL GUSTO INCONFONDIBILE DELLA VALLE D’AOSTA

Nonostante sia la Regione più piccola e meno popolata d’Italia, la Valle d’Aosta, racchiude al suo interno una grande varietà di attrattive che la rendono una meta particolarmente apprezzata dai turisti di tutto il mondo. Offre, infatti, un patrimonio naturalistico di rara bellezza, tutelato da parchi e riserve naturali, ma anche una tradizione culturale di inestimabile valore che deriva dal suo passato glorioso a partire da epoca romana. Infine, tra i punti di forza dell’offerta turistica valdostana, non possiamo non citare l’enogastronomia, vero fiore all’occhiello della regione.
Dunque il miglior modo per scoprire questo ricco territorio è unire natura, cultura ed enogastronomia in un unico itinerario adatto a chi ancora non conosce la Valle d’Aosta o a chi ne voglia approfondire alcuni aspetti.

Aosta

Si parte da Arnad, il primo paesino che si incontra entrando nella regione, arrivando dal Piemonte. Qui in epoca romana, passava la Via delle Gallie – strada romana consolare voluta da Augusto per collegare la Pianura Padana con la Gallia – ma oggi Arnad deve la sua notorietà principalmente a un prodotto d’eccellenza come il lardo di Arnad D.O.P., salume ricavato dal dorso del maiale, lavorato in pezzi di forma rettangolare e fatto stagionare con sale, rosmarino, aglio, salvia, alloro e altre spezie da un minimo di 3 mesi fino a 12, 15 mesi in antichi recipienti di legno di castagno o rovere che prendono il nome di doils. Questo tipo di lardo si caratterizza per una leggera venatura rosata al suo interno ed è servito spesso come antipasto su fette di pane di segale con un velo di miele, ma può essere utilizzato anche come ingrediente per arricchire zuppe di verdure, mantecare la polenta o rosolare la carne.

Degustazione di boudin e lardo presso il salumificio Maison Bertolin

Alle porte di Arnad si trova l’azienda di famiglia che ha fatto la storia nella produzione del lardo: il Salumificio Maison Bertolin che da oltre 50 anni offre prodotti di altissima qualità nel rispetto della tradizione ma con uno sguardo sempre rivolto al futuro. Oltre al Lardo d’Arnad D.O.P. qui si produce salame, pancetta, coppa al ginepro, il boudin (insaccato tipico preparato con patate bollite,  lardo, barbabietole rosse, sangue di maiale (o di bovino), vino, spezie e aromi naturali), la motzetta (carne magra, principalmente bovina, essiccata e lavorata con sale ed erbe di montagna) e, infine, il FranBon, un prosciutto crudo aromatizzato al genepy, erba di montagna che cresce solo oltre i 2500 metri.
Lo stabilimento di Bertolin è aperto al pubblico e visitabile su richiesta, inoltre presso la loro boutique gastronomica è possibile partecipare a degustazioni guidate e acquistare non solo i loro salumi, ma anche altri pregiati prodotti valdostani come per esempio l’olio di noce, vini e liquori, formaggi, confetture.

Vigneti La Kiuva

A pochi passi dal Salumificio Maison Bertolin si trova un’altra importante realtà del la Bassa Valle d’Aosta: La Kiuva, cooperativa vitivinicola fondata nel 1975, che oggi conta circa 50 soci che conferiscono le loro uve per la produzione di vini di alta qualità espressione di un territorio dove si pratica con passione e dedizione la viticoltura eroica. Tra i vini prodotti da La Kiuva troviamo il Valle D’Aosta Petite Arvine DOC, vino bianco prodotto dall’omonimo vitigno autoctono a bacca bianca che si caratterizza per un profilo olfattivo elegante in cui spiccano note floreali e fruttate e una piacevole mineralità al palato. E ancora il Valle d’Aosta DOC Picotendro, un vino rosso prodotto dal più importante vitigno autoctono del nostro Paese: il Nebbiolo, che qui è chiamato appunto Picotendro, ovvero dall’acino piccolo e tenero. Ma il Nebbiolo è protagonista anche di altri vini de La Kiuva come per esempio il Metodo Classico Traverse, spumante rosè ideale come accompagnamento per salumi e formaggi tipici,  l’Arnad-Montjovet e l’Arnad-Montjovet Supérieur , da un 70% di uve nebbiolo e un 30% di uve a bacca nera del territorio, che si caratterizzano per un sapore asciutto con sensazioni di cuoio e di spezie e che si abbinano perfettamente ai primi e ai secondi della tradizione come per esempio le crespelle alla valdostana con ripieno di fontina oppure la carbonada, il gustoso piatto a base di carne cotta lentamente nel vino rosso.
Questi deliziosi piatti tipici possono essere assaggiati presso La Kiuva che è anche un ristorante di cucina tradizionale a base di prodotti locali di eccellenza.

Ponte acquedotto romano di Poent d’Ael

Lasciandoci Arnad alle spalle, la seconda tappa del nostro itinerario è Aosta, l’antica Augusta Praetoria, città fondata nel 25 a.C. dai Romani dopo la vittoria sul popolo di origine celtica dei Salassi, oggi capoluogo di regione ricco di gloriose testimonianze di cinque secoli di dominazione romana.
Come l’imponente Arco di Augusto, edificato in onore dell’imperatore Augusto e oggi considerato il simbolo di Aosta. Nel medioevo l’Arco fu chiamato Saint-Vout , volto santo, in seguito all’inserimento di un’ immagine del Salvatore poi sostituita dal Crocifisso. Il suo aspetto oggi è diverso rispetto al passato perché nel 1716 fu ricoperto con un tetto di ardesia per preservarlo dalle infiltrazioni d’acqua, per poi essere restaurato negli anni 1912-1913.
Questo arco monumentale si raggiunge dopo aver attraversato il ponte romano sull’antico corso del torrente Buthier, lungo la via consolare delle Gallie che univa l’Italia alla Francia. L’arco era il primo monumento che si incontrava prima di arrivare davanti alla porta monumentale della città ovvero la Porta Praetoria, anch’essa edificata nel 25 a.C. e oggi perfettamente conservata ed è possibile ammirare le tre aperture: quella centrale per i carri e le due laterali per i pedoni.

Teatro romano – Aosta

Proseguendo ci si imbatte in un altro luogo di grande interesse storico, il Teatro Romano: oggi è possibile ammirarne la facciata meridionale alta ben 22 metri, la cavea,  gradinate che ospitavano circa tremila spettatori, l’orchestra e il muro di scena, del quale restano solo le fondamenta.
Ma una vista di Aosta romana non può terminare senza una vista al criptoportico forense, un suggestivo spazio architettonico che si presenta con un doppio corridoio con volte a botte sostenute da pilastri massicci di tufo. Anticamente il criptoportico circondava l’area sacra del foro di Augusta Praetoria, dove al centro si trovavano due templi identici di cui oggi, purtroppo, si possono vedere solo i resti nel giardino.
Per ammirare un ’altra impressionante opera architettonica risalente all’epoca romana bisogna dirigersi verso il villaggio di Pont d’Ael, a una decina di chilometri da Aosta, sulla strada che da Aymavilles porta a Cogne. Qui sorge il ponte-acquedotto di Pont d’Ael , che con i suoi 56 metri di altezza e una lunghezza di più di 50, sovrasta il torrente Grand-Eyvia. Grazie a recenti lavori di restauro e valorizzazione, oggi è possibile attraversare il ponte percorrendolo dall’interno e camminando su un pavimento trasparente.

Forme di Fontina D.O.P

Dopo questo tuffo nella storia romana del territorio di Aosta, non c’è niente di meglio che appagare i sensi visitando il luogo di produzione di uno dei formaggi più apprezzati, invidiati e, ahimè , copiati al mondo: la Fontina. D.O.P., formaggio di montagna che si contraddistingue per la sua pasta morbida ed elastica, fondente, dal profumo intenso e dal gusto deciso, caratteristiche che lo rendono un prodotto di eccellenza e un ingrediente prezioso nella cucina della tradizione e non solo.
La Cooperativa Produttori Latte e Fontina ha inaugurato nel 2003 il Centro Visitatori presso il magazzino di Valpelline – ricavato all’interno di un’antica cava di rame – ed è proprio qui che è possibile partecipare a una visita guidata per scoprire l’intera filiera produttiva della Fontina D.O.P.
Uno dei segreti di questo delizioso formaggio risiede nell’utilizzo di latte crudo e intero prodotto in una singola mungitura da bovine di razza valdostana (la pezzata rossa, nera e castana) e nell’affinamento delle forme per almeno tre mesi nei magazzini di stagionatura dove vengono quotidianamente salate e spazzolate.

Saint Rhémy

Tappa finale del nostro itinerario tra gusto e cultura è Saint Rhemy en Bosses, antico e minuscolo borgo incastonato nella splendida Valle del Gran San Bernardo, al confine con la frontiera svizzera.
Questo luogo di pace dove il tempo sembra essersi fermato è famoso per un prodotto di eccellenza gastronomica: il Jambon de Bosses D.O.P., un pregiato prosciutto crudo di montagna ricavato dalle migliori cosce di suino italiano, a cui si aggiungono solo spezie ed erbe di montagna.
Le caratteristiche organolettiche di questo prosciutto di alta qualità, conosciuto e apprezzato già dalla fine del Trecento,  derivano dalla lenta stagionatura di almeno un anno a contatto con fieno locale che conferisce una fragranza inconfondibile nonché dall’abilità dei produttori e dal particolare clima secco e ventilato.
Tutte le cosce di Jambon de Bosses D.O.P., prima di essere immesse nel mercato, sono marchiate a fuoco con il logo Jambon de Bosses che è un omaggio alle landzettes, maschere del carnevale tradizionale che ricordano le divise delle truppe napoleoniche, che seminarono il terrore al loro passaggio attraverso il Colle del Gran San Bernardo, nel maggio del 1800, durante la campagna d’Italia.

Prosciutti in stagionatura

Qui termina questo viaggio in Valle d’Aosta, piccolo territorio dove svettano superbe le montagne più alte d’Europa che abbracciano verdi valli costellate di fortezze medievali, rovine antiche e paesini dove le tradizioni sono tenute vive e tramandate di generazione in generazione con orgoglio, a partire dalla lingua – il patois – varietà linguistica del francoprovenzale parlata ancora oggi da una buona fetta della popolazione valdostana. E ci sarebbe ancora tanto altro da raccontare su questa splendida regione dal forte carattere identitario, ma non vi voglio rovinare la sorpresa: visitatela, vivetela ed assaporatela in prima persona perché ne vale davvero la pena.