MADONNA DI CAMPIGLIO, NEVE “GOURMET”

Madonna di Campiglio: la bellezza di 100 piste da sci, 150 km da divorare e decine di locali eccellenti dove mangiare, comprese 3 stelle Michelin

 

Per chi ama lo sport, il comfort e i piaceri della tavola, Madonna di Campiglio è davvero la quadratura del cerchio. Qui in inverno si può fare un’abbuffata di sport sulla neve, in estate passeggiate, arrampicate, bike mountain, sport estremi. È la grande bellezza delle Dolomiti. Un paesaggio mozzafiato e un luogo di piacere. Con alberghi, locali, ristoranti che fanno a gara per offrire il meglio.

Sabino Fortunato, Davide Rangoni e Giovanni D’Attila

Tre ristoranti stellati fanno certamente da traino: il Gallo Cedrone con il giovane chef Sabino Fortunato, presso l’Hotel Bertelli, che quest’anno compie 40 anni; il Dolomeiu all’interno dell’Hotel Boutique DV Chalet, dove Enrico Croatti, primo chef stellato in Spagna con un ristorante italiano, ha passato il testimone al virtuoso Davide Rangoni; infine, ma non ultimo, Stube Hermitage (presso il BioHotel) con lo chef Giovanni D’Attila.

La 3Tre, pista dei Campionati del Mondi di Sci Alpino

Loro sono le rockstar gourmet di Madonna di Campiglio. Eppure non è finita qui. Perché tra una sciata sulla 3Tre, leggendaria pista dei Campionati del mondo su vertiginoso Canalone Miramonti (magari con sparata nelle cuffie Starway To Heaven dei Led Zeppelin), una sauna, un massaggio, l’immancabile shopping, nella cornice delle Dolomiti del Brenta, da cima a valle, c’è un’ampia offerta enogastronomica.

Non solo gourmet e contemporanea, ma anche tradizionale, grazie a una ricca cultura agricola, culinaria e vitivinicola. Basti l’esempio del recente riconoscimento della mucca di razza Rendena quale Presidio Slow Food, a cui si legano anche gustosi formaggi di malga. Ma qui, il bello è che la tradizione ha sempre un’apertura verso il resto del mondo come il menù del Gallo Cedrone, vero e proprio laboratorio culinario, o la nuova proposta dello chef del Dolomieu, non a caso intitolata “All’Orizzonte”, un viaggio a volo d’uccello dalla montagna al mare.

Wagyu Giasppone Vs. Australia, Chef Sabino Fortunato e Martin Obermarzoner

Qui puoi quindi pranzare in alta quota al rifugio Chalet Fiat, a 1200 metri, e gustare oltre a piatti tradizionali e d’alta cucina, le pizze d’autore firmate da Mirko Capretti.

Il Nabucco, Spazio Bollicine Ferrari

Quindi casa, doccia, aperitivo e magari cena in uno dei locali più chic di Madonna di Campiglio, il Nabucco, locale firmato Ferrari, con salumi e formaggi da leccarsi i baffi, i vini delle Tenute Lunelli, incluso l’ultimo pluripremiato Ziggurat e la cucina con in carta i piatti di Alfio Ghezzi, lo chef stellato di Locanda Margon.

Piano 54, il bancone

L’after dinner tra le Dolomiti non è da meno, anzi. Dalle piste da sci a quelle da ballo, l’offerta è sempre nel segno della qualità. Sia in quota, sia nel centro di Madonna di Campiglio. Come al Piano 54, dove ogni notte si coltiva l’arte della miscelazione, con cocktail classici e cocktail originali.

 

www.hotelbertelli.it