PARTICOLARE, MILANO. DI NOME E DI FATTO

Cenare in un giardino d’inverno a due passi da Porta Romana, nel cuore di Milano, riconcilia con il mondo. È questa l’idea del ristorante Particolare, di via Tiraboschi, che ha creato una suggestiva serra che può accogliere oltre 40 coperti.

Una sala che cambia col succedersi delle stagioni, capace di aprirsi completamente d’estate mantenendo l’atmosfera del giardino nascosto dei cortili milanesi, che si racchiude intimamente in inverno come naturale prolungamento del locale stesso. Piante rigogliose, che si possono osservare dalle ampie vetrate, che rievocano la serra milanese, trasparenti come le lampade sui tavoli, le cui luci giocano con quelle esterne installate nel verde.

Particolare di nome e ancor più di fatto, questo ristorante dalla cucina creativa, affidata allo chef Andrea Cutillo dalla netta impronta mediterranea. Una cucina concreta, che non punta a inutili voli pindarici, e che va alla sostanza delle cose, a partire dalle materie prime scelte tra piccoli produttori dall’animo ecosostenibile.
Tra i piatti più amati segnaliamo i Ravioli croccante di salsiccia, friarielli e provola, con salsa limone e pepe, dalla citazione sia orientale, che partenopea attraverso l’uso della farina di riso e dalla tipica forma a panzerotto. Da non perdere i Paccheri di Gragnano, genovese di ossobuco e gremolada, classica ricetta napoletana realizzata però con l’ossobuco e la gremolada tipici di Milano, o il gustoso Risotto al parmigiano, pesto in polvere, crudo di gambero rosso e creme fraiche, tutti i pesci accompagnati dal Certificato Friend of the Sea. Per i più golosi c’è il Tiramisù Particolare a base di crema al mascarpone classica, gel di savoiardi cotti nel caffè utilizzati anche per la sfoglia croccante.

Splendida la carta dei vini, selezionata privilegiando piccoli produttori e nomi blasonati del territorio nazionale, con cui ogni appassionato si può divertire, scegliendo bollicine di livello e vitigni autoctoni del bel paese. Ampia mescita anche in aperitivo che cambia periodicamente in base al gusto del sommelier Luca Beretta.
Una scommessa per i soci di questo ristorante, che avevano l’ambizione di creare un luogo unico a Milano. Amici diventati soci grazie alla comune passione per la ristorazione, a partire da quella dello Chef Andrea Cutillo e del maitre e sommelier Luca Beretta. Questo luogo li rappresenta totalmente, anche nella scelta degli accostamenti cromatici, degli elementi di arredo e dei materiali usati sia all’interno, che nel giardino d’inverno.

 

Per il design “particolare” si sono affidati agli architetti Rodolfo Sormani, Alessandro Tonassi e Matteo Ranghetti, che si sono ispirati all’eleganza degli anni Cinquanta e Sessanta. Osservando le prospettive specchiate, le texures a rombi, gli accostamenti cromatici, le linee degli arredi, le lampade dorate, gli avventori più appassionati potranno divertirsi a cogliere le piccole citazioni dei grandi maestri dell’architettura del secolo scorso.
Fulcro del progetto è stata la scelta dei rivestimenti, affascinante riproduzione in gres porcellanato di un tappeto usurato, il quale crea un ambiente caldo e famigliare. Da questo elemento, presente in tutti gli ambienti del ristorante, sono scaturite le scelte dei colori, il grigio antracite e il cemento grezzo. A rendere il tutto più prezioso e luminoso, l’uso del colore oro negli elementi di arredo e nelle lampade.

 

 

 

particolaremilano.com