RADICCHIO ROSSO DI TREVISO, IL “RE CICORIA”

Lui, il re indiscusso delle tavole invernali, è l’ultimo a essere raccolto, quando oramai l’autunno è avanzato, ma è sicuramente il primo per qualità e sapore. La fama dello “spadone”, così è soprannominato il radicchio rosso di Treviso, è tale che l’intera provincia di Treviso viene sempre associata a questa pianta pregiata.

Radicchio Rosso di Treviso IGP varietà Tardiva

Il Radicchio Rosso di Treviso IGP è l’ortaggio simbolo del territorio trevigiano che si distingue nelle varietà Tardiva e Precoce. Mentre la prima è riconoscibile per le foglie lunghe e affusolate di colore rosso vinoso intenso e per una costa bianca centrale, la varietà Precoce si distingue per il cespo voluminoso dal colore rosso intenso con la nervatura principale bianca e molto accentuata. Il Radicchio Rosso di Treviso IGP è in generale gradevolmente amarognolo e dalla consistenza croccante. In cucina, è perfetto nelle preparazioni a crudo ed eccezionale nelle sue declinazioni, dagli antipasti ai primi piatti fino ai secondi e, infine, come contorno o base di prelibati dessert.

Serra di coltivazione

Il radicchio proviene da una grande famiglia delle Composite (Astracee), che conta oltre 25.000 specie tra arbusti, piante perenni, annuali e biennali, tra cui la lattuga, l’indivia, la scarola, il cardo, il carciofo, il girasole, il topinambur e le scorzonere. Alla stessa grande famiglia appartiene una specie Cichorium endivia, ovvero l’indivia belga, “la cugina bionda” del radicchio nostrano, Cichorium intybus L.. Le varietà che ne fanno parte sono le più importanti, tra cui tutte le cicorie coltivate, ovvero, i radicchi, che un tempo, appunto, si chiamavano “cicorie rosse”. L’elenco delle cicorie è lungo: comprende ben 48 varietà coltivate in Italia. Giusto per farne qualche nome: oltre il radicchio rosso di Treviso, esiste il rosso di Verona, il variegato di Castelfranco, il rosso di Chioggia, le cicorie come la valeriana, la catalogna, la catalogna puntarella, e poi la cicoria selvatica, la scarola.

Lavorazione

Alcune varietà crescono spontanee e sicuramente le avete visto in giro: sono quelle piante erbacee alte mezzo metro, con i fiori azzurri, bianchi o rosa che assomigliano alle margherite. In alcuni paesi si usa tostare le radici di queste piante per utilizzarle come un surrogato del caffè.

Qualcuno pensa che il consumo del radicchio sia una pratica recente, eppure ci sono le testimonianze che i Persiani consumassero già lattuga e cicoria. E poi Orazio scriveva: “Per ristorarmi, mi occorrono olive, malve leggere e cicoria”.

Radicchio Rosso di Treviso IGP varietà Precoce

Nel 1813 si inizia a parlare del radicchio vero e proprio e della tecnica dell’imbiancamento che all’epoca consisteva nel “sotterrarlo nelle cantine per l’inverno”, pratica usata dai coltivatori belgi per trattare la loro indivia. Alcune fonti affermano che la storia moderna del radicchio si associa al 15 luglio 1866, quando l’esercito italiano entrava a Treviso ed è allora che è stato definito come una produzione tipica della Marca Trevigiana. E se meno di 100 anni fa le coltivazioni del radicchio occupavano in tutto circa 80 ha, oggi la superficie impegnata è pari a 2000 ha e continua a crescere.

Il radicchio appena raccolto

Oramai il radicchio rosso di Treviso è un prodotto molto conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo per la qualità e il sapore nonché per la sua straordinaria bellezza: solo il 5-10% del raccolto va all’estero. E pure vero che il radicchio si può coltivare nelle altre regioni e anche negli altri paesi, ma l’obiettivo dei produttori e dei commercianti è la tutela e la valorizzazione del prodotto principe del loro territorio.

E a questo scopo prosegue a pieno ritmo la campagna europea di comunicazione e promozione dei prodotti a marchio DOP e IGP che ha l’obiettivo di informare e ribadire l’importanza dei marchi europei, sinonimo di qualità ed eccellenza. Il programma triennale è accompagnato dal messaggio “L’Europa firma i prodotti dei suoi territori” e sviluppa le sue attività di comunicazione e promozione in base alla stagionalità dei prodotti.

Nel mese di novembre la campagna di comunicazione e promozione vede come protagonisti il Radicchio di Treviso IGP e il Radicchio di Castelfranco IGP che, contraddistinti dal marchio IGP sin dal 1996, sono tutelati dallo stesso Consorzio, che si occupa di salvaguardare la tipicità dei prodotti, promuoverne e diffonderne il consumo, la conoscenza e la commercializzazione.

Lunedì 18 novembre si è svolto l’evento “Radicchio d’Oro” organizzato dal Consorzio Ristoranti del Radicchio: una vera celebrazione del “fiore che si mangia” e di tutto il territorio trevigiano che, oltre alla tradizionale consegna del Premio “Radicchio d’Oro” nelle categorie Gusto, Spettacolo, Sport e Cultura presso il Teatro Accademico Castelfranco. L’evento ha visto come vincitori Andrea Baldin, Tarcisio Bellò, Francesco Biasion, Inti Ligabue, Paolo Fontana, Ettore Prandini, chef Ivano Ricchebono, squadra Settebello, Samuele Battistella, Martina Stella, Katia Ricciarelli e Enrico Vanzina. La premiazione è stata coronata con un’esclusiva cena di gala con un menù interamente a base di radicchio presso l’Hotel Fior di Castelfranco.

 

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