RISTORANTE ARMANI: ESSERE E APPARIRE

Una delle frasi che più ho a cuore di Giorgio Armani è: “Lo stile consiste nel corretto bilanciamento tra sapere chi sei, che cosa va bene per te e come vuoi sviluppare il tuo carattere. I vestiti diventano l’espressione di questo equilibrio“.
Sono cresciuta con l’idea che l’eleganza fosse naturale sinonimo di Armani;. Guardavo le sfilate e sognavo, un giorno, di essere su quella passerella e diventare una “donna Armani“.
Quando una delle più grandi agenzie di moda di Milano mi chiamò per propormi un provino avevo 18 anni e la mia risposta fu chiara: “Mi dispiace ma mi sono appena iscritta all’università e non ho tempo“.

Quelle mannequin, come ama chiamarle Re Giorgio, instillarono nella mia mente la proiezione di una donna sicura di sé, consapevole, indipendente, perfetta nella propria pelle, solamente indossando un abito e camminando con passo sicuro, persino da Trinità dei Monti.
La potenza di Armani è proprio questa, sia che si parli di abiti, arredamento o ristorazione: la capacità di rendere l’eleganza qualcosa di accessibile, quotidiano, un tramite attraverso il quale sentirsi a proprio agio.

Chef Francesco Mascheroni

Così, in una sera qualunque di ottobre, mi sono ritrovata a godere della mia “personale passerella” all’interno del Ristorante, situato al settimo piano dell’Armani/Hotel di Via Manzoni, nel cuore pulsante di Milano. Le ampie vetrate lasciavano entrare la città come il più suggestivo dei dipinti, la musica di sottofondo invitava al relax e la cena mi stava attendendo.
Una volta seduta a tavola, la sfilata ha avuto inizio, magistralmente orchestrata dallo chef Francesco Mascheroni, da  due anni alla guida di Armani/Ristorante, che sa esprimere uno stile preciso, sofisticato e attento. Uno Chef che trasforma e gioca con la materia prima rendendo unico ogni piatto.
E’ stato chiaro già dal benvenuto: un divertente omaggio ai quattro luoghi in cui Armani è presente con i ristoranti: Tokyo, New York, Dubai e Milano vengono rappresentati da un’alga wakame soffiata con maionese alle ostriche e salicornia, un tacos di mais e crema all’avocado, polpette di piselli e ceci ricoperte da gelatina al peperone rosso e, per concludere, macaron al Campari e cioccolato bianco.

Foie gras

La terrina di foie gras servita con crema di pistacchio, gelatina di mela verde, aneto e anguilla affumicata è uno dei piatti che fa comprendere quanto la filosofia di Armani sia uscita dalla sartoria per entrare a tutto tondo nella ristorazione. E’ un piatto semplice all’apparenza, privo di ogni belletto inutile, comodo, in cui riconoscere fin da subito un’eleganza senza tempo, che rimanda a quella francese ma senza ostentazione. Come una camicia d’organza sopra un pantalone dal taglio maschile.

Spaghetti di Gragnano

La Francia è però solo un accenno mentre il Made in Italy si fa prepotente in piatti come il Gambero rosso di Mazara del Vallo servito su un letto di crema di carote e zenzero, frutto della passione gelificato e del burro tiepido chiarificato versato al momento o lo Spaghetto di Gragnano che ha tutto il profumo delle estati rivierasche con i ricci di mare, la crema di rafano, mela verde e olio al curry.
E’ evidente come le differenze tra maschile e femminile siano state completamente eliminate per uno stile sciolto, flessuoso, morbido di consistenze e profumi.

Pescatrice

Bisogna accorgersi che sotto all’abito c’è un corpo che pulsa, che sotto questi vestiti c’è un uomo che non è più a disagio se ha scoperto una piega, un’imperfezione. I miei capi non richiedono prove e misurazioni. Si infilano e basta”. Eccola qui, la Pescatrice con verza, salsa all’alga wakame, aglio e olio o il Petto di anatra leggermente affumicato con alga combu essicata e un jus di mirin e soia; piatti pieni che non hanno timore di esprimersi, rubati dalla cucina comune e vestiti di un abito sartoriale che accompagna il corpo senza stringere.

Cioccolato

Infine il dessert: Cioccolato (in diverse consistenze tra sfoglie, caramello, cocco e confettura di Limone d’Amalfi e zenzero) mi ha fatto riflettere che fare moda, come fare ristorazione, significa condividere un concetto di bello e fare in modo che arrivi a chiunque.
La potenza di questi piatti è esattamente l’eleganza accessibile perché basata su intelligenza, misura, adattamento: piatti cuciti addosso con coraggio, leggeri al punto giusto e gonfi di personalità.

Conclusione: Armani Ristorante è quel luogo dove, finalmente, apparire ed essere possono considerarsi due lati della stessa medaglia.