DA ROMOLO AL PORTO, IL “PRIMO RE” DI ANZIO

Anzio, la Perla del Tirreno, famosa per l’altissima qualità del pesce, oggi conta più di 300 tra ristoranti, osterie, trattorie, bistrot, botteghe di mare e friggitorie. Molti di questi locali sono storici, assai conosciuti e ben frequentati, ma ce n’è uno in particolare che si chiama Da Romolo al Porto, il Numero 1 fra tutti, e non è un caso.

Non è questione di moda, come spesso accade nella ristorazione capitolina e non solo, e nemmeno questione di soldi buttati in agenzie pubblicitarie. Lui, Walter Regolanti, re indiscusso della ristorazione anziate, fa molta comunicazione, ma che non ha niente a che vedere con i soliti cliché. L’attività che lui e il suo fratello Marco hanno ereditato dal padre, è frutto del duro e costante lavoro quotidiano, iniziato più di 50 anni fa, e mai abbandonato.

Minestra di pesce povero alla portodanzese

Da Romolo al Porto è uno dei storici ristoranti di Anzio, aperto nel 1968 da Romolo Regolanti, papà dei due fratelli, che non ha mai cambiato gestione. Una grande sala interna e un’ampia veranda coperta che durante la bella stagione diventa uno spazio aperto, accolgono più di 100 persone alla volta. C’è anche una saletta privè, dove godere di un po’ di intimità o organizzare una festa privata. Spaziale la cantina a vista che occupa tutta la parete, ben nutrita la carta di vini con oltre 400 etichette, tra cui una cinquantina solo di Champagne. Si, perché Walter, il Cavaliere dello Champagne, è un grande appassionato ed è sempre a caccia di novità, riuscendo a sorprendere molti suoi clienti. Lui dice che “la gente da bolla beve solo Champagne, anche se l’Alta Langa ha un ottimo riscontro. Quando chiedono i vini fermi, l’aromatico va sempre, tra cui il Gewurztraminer e il Traminer, ma ultimamente chiedono spesso anche la Passerina e la Ribolla”.

Zuppetta di gamberi al tamarindo e yuzu

D’estate o d’inverno, in mezzo alla settimana o nel weekend, il ristorante è sempre pieno. E’ particolarmente amato dai personaggi dello spettacolo e dai calciatori, dai giornalisti e dai critici enogastronomici, dai ristoratori e dagli chef, senza parlare della lunga lista dei clienti abituali. Sempre in sala in prima linea, con una bandana rossa in testa, Walter Regolanti sembra un guerriero ribelle, un mattatore e un oste bionico nello stesso tempo, che riesce a far assaggiare un’etichetta nuova ad un intenditore, a coccolare un habitué con un boccone prelibato e a intrattenere la conversazione tra un tavolo e l’altro contemporaneamente. Perché sono queste le vere pubbliche relazioni, dice, questa è la comunicazione che vale più di mille pubblicazioni sui social.

Tracina

Invece Walter spiega così il segreto del loro successo: ça va sans dire, l’amore sincero per il proprio mestiere e la passione per la cucina, ma soprattutto la formazione del personale, nella quale investono molto, e, cosa fondamentale, l’organizzazione del lavoro, dalle celle frigorifere alla sala. “La vera cucina è quella che offrono giornalmente il mercato e il mare, quindi niente pesci di paesi lontani né di allevamenti, nemmeno nei giorni del maltempo, invece largo al pesce di stagione pescato in zona. Nessun fornitore di grandi marchi riuscirà mai ad eguagliare l’offerta del mare e della natura. Per questo l’organizzazione è tutto” ci dice.

Nel mondo odierno in cui tutti i ristoranti, decantati dalla critica e non, credono doveroso avere nel proprio menù il polpo (rosticciato), la guancia di manzo (cotta a bassa temperatura), il filetto di tonno o il petto di piccione, Romolo al Porto si differenzia, puntando esclusivamente su pesci locali rigorosamente di stagione: “la gente è stanca di entrare nei locali tutti uguali e di mangiare ovunque le solite cose”. Niente tagliata di tonno, quindi, ma un carpaccio di palamita, niente salmone o insalata di mare, ma una tracina sfilettata o gamberi gobbetti appena pescati.

Zuppetta fredda invernale di crudo di pesce e estratto di barbabietola, melograno e bergamotto

E se volete sapere cosa c’è di buono nel menù, basta andare nel tardo pomeriggio sulla pagina di Facebook, dove Walter pubblica le foto del pesce che prende quotidianamente all’asta: decine di cassette piene di gamberi rossi e viola, scampi vivi, canocchie che ancora si muovono, mazzancolle, fragolini, saraghi, triglie, merluzzi…

L’irrefrenabile curiosità e voglia di provare nuovi sapori e abbinamenti spinge Walter a creare costantemente le nuove ricette. E così nascono delle prelibatezze come una Zuppetta fredda invernale di crudo di pesce e estratto di barbabietola, melograno e bergamotto, oppure una Zuppetta di gamberi al tamarindo e yuzu, che sono i veri piccoli grandi capolavori di gusto e di ricerca. Quella passione per la ricerca che non si ferma nemmeno per un giorno, che spinge a viaggiare, a volte con la mente, a volte fisicamente nelle mete lontane, a spendere l’unico giorno di riposo a settimana in giro a provare i ristoranti nuovi e a conoscere le realtà diverse, a scoprire i piccoli produttori di vino che spesso nascondono delle sorprese incredibili. Quella voglia di imparare che fa aprire ogni giorno i libri per studiare tecniche, ricette e nuovi metodi di cottura, ma senza dimenticare le basi e le tradizioni. Infatti, la celebre Minestra di pesce povero alla portodanzese qui è di casa, e lo Spaghetto alle vongole, il classico della cucina marinara, l’essenza del mare concentrata in un boccone, non manca mai.

Si diventa “Primo Re” grazie al sottile e solido equilibro tra tradizione e innovazione, alla comunicazione e ai rapporti di amicizia, al rispetto verso la natura con l’assoluta certezza che la diversità e l’unicità sono le carti vincenti nel mondo dei “copia-incolla”. E’ la semplice risposta a tutti coloro che si chiedono perché Da Romolo c’è sempre gente, che non vede l’ora di ritornare per farsi coccolare da un grande oste di un luogo unico a due passi dalla Capitale.

 

DA ROMOLO AL PORTO

 

Via Porto Innocenziano 19

Anzio (RM)

06.9844079

 

 

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