SUPER G: EAT. SLEEP. RIDE. APRÈS SKI. REPEAT.

C’è ancora un po’ di tempo per testare il Super G, l’Italian Mountain Club, proprio sulle piste di Courmayeur. La stagione chiuderà il 31 marzo, ma a Plan Checrouit, proprio a due passi dalla telecabina di Dolonne, il clima è ancora quello di una stagione di divertimento, che non vuole finire.

Un progetto che è nato dall’idea di due vulcanici imprenditori, Andrea Baccuini, consulente strategico di molte aziende italiane, e Giacomo Sonzini, amministratore delegato della filiale italiana di una private equity di Londra. Viene da chiedersi dove i due soci trovino il tempo e l’energia per gestire anche il Super G, un brand (ci tengono a definirlo così), che mette assieme bar, ristorazione di alto livello, divertimento, ospitalità e trattamenti benessere. In una battuta: “eat. sleep. ride. après ski. repeat.”.

Un format unico, che vogliono replicare in altre location d’alta quota, dove – smessi gli scarponi da sci o senza averli mai indossati – si possa bere un calice di Champagne, assaggiare le proposte della Langosteria Fish Bar o ballare al ritmo delle esibizioni live e dj set.

Un’idea venuta in Canada, durante una vacanza in una splendida struttura proprio sulle piste da sci: “cosa ci fate qui, voi avete tutto per replicare un’ospitalità del genere” qualcuno ha detto loro “Venite dall’Italia, non vi manca nulla: vette, cibo e vino di qualità”.

L’idea prende forma, quando i due soci scovano un vecchio rifugio da ristrutturare completamente, proprio sulle piste di Courmayeur. Due milioni di euro è l’investimento per questa struttura, che oggi garantisce lavoro stagionale a ben 45 persone. Dal 6 dicembre scorso sono anche disponibili otto camere, di cui due suite, tutte dedicate ai “giganti” della storia, da Enzo Ferrari a Nikola Tesla, da David Bowie a Coco Chanel.

Stile, divertimento e serate stellate, come la Stardust Dinner, periodicamente proposta con grandi Chef, come Andrea Berton. Proprio lo scorso 2 marzo Berton ha interpretato in chiave creativa i prodotti di un’eccellenza italiana come la Nef, partendo dalle acciughe del Cantabrico servite su un croccante al burro, passando per il meraviglioso filetto di salmone Coda Nera Riserva con barbabietola e tapioca, per andare sino al baccalà Le Grand Blanc sfogliato e al divino Caviale Noah adagiato su un raviolo con patate e latte cagliato. Un’avventura imprenditoriale, quella della Nef, che negli ultimi trent’anni l’ha trasformata da piccola salumeria di Osimo, a leader nella selezione e vendita di salmone affumicato, con un giro d’affari da 50 milioni di euro. A capo di quest’azienda c’è Giordano Palazzo, non solo imprenditore, ma sognatore avveduto, che ha voluto dare un nome qualitativo al salmone affumicato: il Coda Nera. Una lavorazione che ancora oggi si rifà alle antiche ricette baltiche, con il mastro affumicatore che controlla personalmente ogni fase del processo: la filettatura a mano, la leggera salatura, la lenta maturazione dei filetti, l’asciugatura e la delicata affumicatura a Ficelle su fuoco di legna.

Un prodotto unico, che esce su tre linee: Classico, Riserva e Gran Riserva. Nomi che prendono a prestito le classificazioni dei vini, a dimostrazione del fatto che Giordano Palazzo ha voluto rendere decisamente esclusivo e riconoscibile questo prodotto. Se il Classico è presente anche nella Gdo, con un prezzo di vendita più alto della media del 20%, il Riserva, allevato nell’area di Skjervay, e il Gran Riserva, proveniente da un piccolo enclave, sono riservati al settore Horeca. Un salmone dall’aroma e dal sapore delicatamente affumicato, che non aggredisce le papille gustative, ma che rimane armonico ed elegante al palato. Decisamente da provare.

 

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