XVI SECOLO. EQUILIBRISMO DI PIANURA

Una cosa è sicura: al Sedicesimo Secolo bisogna arrivarci di proposito.
E’ situato a Pudiano, un borgo di neanche 40 anime del Basso Bresciano, vicino ad Orzinuovi.
Il Sedicesimo Secolo è la meta di un percorso intrapreso da Simone Breda e Liana Genini, iniziato anni fa all’Istituto Alberghiero di San Pellegrino. Lui voleva diventare chef, lei maître e sommelier.

Simone Breda e Liana Genini

Così sono partiti in un fianco a fianco che li ha portati attraverso svariate cucine: dall’Albereta Relais e Châteaux a Erbusco, nel cuore della Franciacorta, con il Maestro Gualtiero Marchesi, al Clandestino Susci Bar dello chef Moreno Cedroni, fino al ristorante Spazio7 nella Galleria d’Arte Contemporanea di Re Rebaudengo.  Un periodo importante anche in Svizzera prima a Verbier presso lo Chalet d’Adrien, luxury hotel 5 stelle che ospita il ristorante La Table d’Adrien, 1 Stella Michelin, poi all’Art de Vivre, hotel 4 stelle a Crans-Montana.

L’elegante sala del XVI Secolo

Il ristorante Sedicesimo Secolo è il loro sogno realizzato, frutto di tanta gavetta: dopo 32 mesi dall’apertura, nel 2018 il locale è stato insignito della stella Michelin, riconfermata anche per l’anno successivo
Nelle sale con soffitti a volta, dove la storia dell’edificio si fonda con gli arredi eleganti e minimalisti, lo chef Breda propone una cucina di territorio evoluta, con tante contaminazioni retaggio del suo bagaglio lavorativo. In un piatto utilizza pochi ingredienti, molte delle quali materie prime della zona, per una concentrazione di gusto e sostanza davvero formidabili.

Tiepido di storione, bieta, caviale e salsa di Franciacorta

Basti pensare al Tiepido di storione, bieta, caviale e salsa di Franciacorta o alla Scaloppa di foie gras, pera, macadamia e idromele. Sono ancora lì, quei sapori ormai frutto della memoria di un tempo che sembra fin troppo lontano; sapori eleganti ma dalle caratteristiche ben chiare che parlano di una terra morbida e sconfinata come sconfinate sono le persistenze al palato tra salse che rinfrescano e texture che deliziosamente si rincorrono.

Raviolo, coda di vitello, latte di sedano rapa e olio di santoreggia

Cucinato comme il faut il Risotto, aglio dolce, prezzemolo e rane, cremoso e con i chicchi croccanti per chi non sa rinunciare al comfort food per eccellenza mentre Raviolo, coda di vitello, latte di sedano rapa e olio di santoreggia è la scelta ideale per chi desidera un boccone di gusto, maschile e robusto.

Anche i secondi sono equilibrati e ben studiati: Merluzzo con cardo e acciughe o Pecora bergamasca con prugne all’aceto, Porto e ginepro sono un delizioso bivio a cui fermarsi e pensare. Carne o pesce? Perchè il gusto sarà comunque polposo, robusto, carnale.
Il dolce è fresco e leggero, ingrediente dopo ingrediente: Limone, meringa, mascarpone e olio. Una coccola, una carezza prima di dirsi arrivederci.

Simone Breda conquista il palato dei commensali con la sua bravura, la tecnica e l’estro che applica ai suoi piatti che risultano ben equilibrati e accattivanti.
Nella sua filosofia di cucina l’equilibrio è al primo posto d’altronde, non amando gli eccessi. Un po’ un Philippe Petit del gusto, che lascia tutti a bocca aperta mentre muove un passo davanti all’altro senza mai perdere la concentrazione, senza sbavature, millimetrico nelle scelte.
Emozionante al punto giusto.

 

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