JAMES’ TASTING: CÀ DI RAJO NOTTE DI LUNA PIENA 2013

A San Polo di Piave, in provincia di Treviso, c’è chi come Cà di Rajo preserva una forma di allevamento storica per la viticoltura italiana e non solo. La salvaguardia delle Bellussere, metodo di allevamento della vite basato su un sistema a raggi, messo a punto dai fratelli Bellussi alla fine dell’800, è l’obiettivo dell’azienda guidata dalla famiglia Cecchetto, ex mezzadri Giol, divenuti proprietari di questa realtà che oggi esporta in circa 50 Paesi i suoi vini, principalmente Prosecco Doc – Docg e Raboso. La volontà di non sradicare viti di oltre 70 anni, nonostante l’impossibilità di meccanizzarne le operazioni di potatura e vendemmia, è portata avanti con tenacia da Simone, Alessio e Fabio Cecchetto, nipoti del fondatore Marino Cecchetto e decisi a combattere la stessa battaglia del nonno in difesa di un metodo di allevamento tipico di quest’area di risorgiva che si snoda lungo le terre del fiume Piave. Questa forma di coltivazione si è sviluppata principalmente in Veneto: la Bellussera è oggi in via di estinzione a causa dei suoi alti costi di mantenimento e prevede un sesto di impianto ampio dove pali in legno di circa 4 metri di altezza sono tra loro collegati da fili di ferro disposti a raggi. Dalla potatura alla vendemmia, tutto viene fatto a mano, sopra a un pianale rialzato e questo riduce di oltre il 60% l’utilizzo di mezzi agricoli con meno emissioni di CO2.

 

JAMES’ TASTING

CÀ DI RAJO NOTTE DI LUNA PIENA – MALANOTTE DEL PIAVE DOCG 2013

92/100

La nostra degustazione ha riguardato un vitigno di grande tradizione nella zona, il Raboso del Piave. Il Notte di Luna Piena è un Raboso in purezza con un 20% di uve appassite. Gli aromi, più che sprigionarsi, sono una vera e propria “deflagrazione” di profumi di cioccolato e vaniglia. Scavando dietro questo “muro aromatico”, ci s’inoltra tra nuance di caffè Sport Borghetti, tabacco Kentucky di estrema finezza, frutto rosso con la ciliegia matura sotto spirito, poi le spezie, nette e fragranti, il sandalo, i legni nobili. Date queste premesse ci aspettiamo una “seconda deflagrazione” al palato: in effetti, il vino è di una consistenza quasi palpabile, ma dotato di un’ideale armonia. Il tannino è ricco, la beva polposa e piacevolissima, grazie alla delicata acidità che rinfresca un gusto asciutto e vigoroso.

 

cadirajo.it