IL SENSO DELLA VERA ELEGANZA

Viviamo un’epoca confusa, fatta di evanescenza, apparenza fine a se stessa, mancanza di individualità e incapacità di poter riflettere su valori, desideri e piaceri. Tutto è teso verso l’accelerazione, verso un moto perpetuo e famelico di domanda e offerta, dove la domanda non riceve mai una vera risposta e l’offerta scompare nel momento in cui sembra poter soddisfare la richiesta. Un movimento stancante che è il compendio di rincorse continue senza mai poter spiccare il salto verso l’alto, oppure raggiungere un traguardo dove fermarci e ricominciare. Ci sentiamo incompleti il più delle volte, una sorta di mancanza di unità compare all’improvviso e ci getta nello sconforto, quello di chi scopre di avere un buco nella sua integrità, una smagliatura nell’abito quotidiano delle convinzioni, ma non capiamo da dove arrivi la sensazione di “vuoto”. Seguiamo tendenze, mode, diktat, cercando di emulare “con originalità”, puntiamo a essere “fuori dal coro” ma non usciamo dalla stanza in cui il coro canta, siamo presenti nella nostra assenza di ricerca. Ciò che sembra averci colpito, di fatto, è una sorta di apatia generale che non ci consente di approfondire davvero quel che ci arreca un piacere duraturo distinguendolo da quello passeggero, effimero. Un’inerzia che ci lascia immobili a osservare, fare congetture davanti a ciò che ci passa davanti agli occhi senza agire, senza passare dal pensiero all’azione. Un’immobilità a cui siamo così abituati da permetterci di trasformare il nostro semplice grattarci la testa in un’illusoria convinzione di ipercineticità.

Cosa stiamo dicendo? Che siamo fermi. Che siamo pigri. Che vogliamo tutto, facile, subito e accessibile da ogni luogo e in ogni tempo, senza sudarci un minimo di lavorio che ci permetta di sapere cosa stiamo facendo senza che ci venga concesso o imposto da qualcuno. Tutto questo ragionamento, contro cui molti scuoteranno la testa con un moto di sdegno del tipo “Non è così, non sono così” e sorrideranno sarcastici perché convinti di esserne esenti, è iperbolicamente riscontrato in chi vuole essere elegante, in chi si imbelletta senza sosta, a chi è in continuo overdressing spendendo (perché spendere significa qualità), uomini e ragazzi che si lasciano convincere da un modello mascolino di eleganza patinata, da teorie circa il gender dominante o da quella sorta di fascinazione cinematografica a cui sono sottoposti da serial e modelli da star system.

Per imparare a essere eleganti bisogna imparare a essere umili, studiare i canoni classici, capire che cosa si vuole per sé, sperimentare, provare, sbagliare, facendosi consigliare da voci esperte e arrivare prima di tutto alla sobrietà, a quella che ho definito – mutuando Balzac – U.N.A. (Unità, Nettezza e Armonia) per arrivare a una coerenza tra ciò che si indossa e ciò che si è, una fusione tra forma e sostanza.

Alfredo de Giglio

Alfredo de Giglio cura e scrive un libro dove il canone classico è il principale motore dialettico, rivolgendosi – attraverso i pensieri autorevoli di illustri Maestri di Stile – a chi vuole entrare consapevolmente nel mondo dell’eleganza maschile. Offre così un compendio di citazioni e consigli che sono lontani dai famosi “Come fare a” che piacciono a rubriche e personaggi televisivi e sono invece in comunione con gli “impara a conoscere e a riconoscere l’eleganza e poi agisci” tipici dei pellegrini o dei soldati o degli studiosi (e non dimentichiamoci che lo stesso Alfredo rappresenta queste categorie nei fatti).

Sembrerà una via impervia quella tracciata dall’autore di questo libro… e lo è, perché l’eleganza classica, quella che non muore, che non si supera mai, che è eterna, ha trappole, dogmi, regole, che vanno assimilati e di cui ci si deve appropriare, inciampando e alcune volte cadendo, come detto, in una sorta di studio continuo, di iniziazione – troppo spesso però presa troppo sul serio in questo ambiente – che conduce alla vita elegante, che sa scegliere… e non mancano prove o difficoltà.

Quello che avrete tra le mani e leggerete è, in sintesi, un monito a discostarsi dalla bruttezza, dalla massificazione, dal pensiero comune, un gesto di riappropriazione della conoscenza del Classico, un atto rivoluzionario contro la mercificazione dell’eleganza stessa, deturpata da marketing e trend, riportandola tra gli artigiani, i tessuti, i bei modi e l’educazione che davvero ci trae fuori dai fondi di barattolo sociali in cui ci agitiamo e ci permette di respirare un’aria indipendente, anche nella semplice scelta di una cravatta.

Questo libro è un abito che taglierete su misura per voi e che aspetta di essere indossato.

L’Eleganza di Alfredo de Giglio è acquistabile da Feltrinelli.it