GREZZO LEONE: ALL’ESSENZA DEL PIACERE

Grezzo, non raffinato. Personalmente il sinonimo che preferisco di questi termini è “lavorato il meno possibile”: la mia mente corre alle stoffe dai filati non ancora imbianchiti, alle fibre naturali, a quegli ingredienti che sono il più possibile simili a come si trovano in natura, senza che la mano dell’uomo abbia sentito il dovere di dare un contributo. Penso a sapori intensi, robusti, quasi primitivi a cui il palato deve abituarsi un po’.
Niente come il cioccolato sposa alla perfezione questi termini. Dimentichiamo per un secondo quello rassicurante delle merende da bambini e portiamo il piacere a un livello superiore, quasi fosse un affare privato da godere a porte chiuse.
È qui, quando le lancette dell’orologio toccano le 22.00, che arriva il momento del cacao più puro che si possa assaporare. Ed è qui che arriva la linea Grezzo Leone: imperfetto e autentico, come siamo tutti a porte chiuse.

La peculiarità di questo cacao è che composto da solo tre ingredienti: una pregiata selezione di fave di cacao, zucchero grezzo di canna e bacche di vaniglia. Nient’altro che l’essenza. Anche la lavorazione segue un percorso ancestrale con ruote di pietra, come si faceva nel 1700, a garantire un gusto puro e una fragranza genuina.
L’ideale è un boccone di cioccolato, puro o nelle varianti rum, arancia o zenzero, da far sciogliere lentamente in bocca, assaporandone la friabilità naturale e il gusto deciso.

Oppure non scendere a compromessi e provare le fave di cacao: il sapore è intenso, educato, pulito. L’aroma di cioccolato è secco, persistente ma lontano da tutto ciò che si può immaginare. La bocca è pulita, pronta per un abbinamento alcolico come grappa o whisky.
Poco importa come lo utilizzerete, se deciderete di assaporarlo così, nella sua imperfezione o renderlo complice di glasse o tartufi da rubare dal vassoio dei dolci.
La certezza è che sarà il punto di non ritorno verso il piacere più puro.

 

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