UN’ESTATE “IMMORALE”

Irriverente, sfacciata ed ironica, questa è l’anima di Immorale il nuovo ristorante dello chef-patron Luca “Leone” Zampa, che propone a Milano il suo concetto di “immoralità” gastronomica, come se fosse una delicata forma di arte, talvolta ironica, applicata all’esperienza a tavola.
Il nome si ispira al testo “Ricette Immorali” dello scrittore spagnolo Manuel Vazquez Montalban, un ricettario che racconta piatti pieni di gusto, dal tono un po’ piccante e con un pizzico di storia che invoglia a volersi bene, ad amare meglio, una filosofia che rispecchia in pieno il modo di essere del patron di Immorale.

Luca “Leone” Zampa con questo progetto prosegue nel suo percorso iniziato circa una ventina di anni fa durante gli anni di formazione. Marchigiano di nascita, grande conoscitore della materia gastronomica, possiede tecnica e teoria applicata al mondo dell’agraria. Ha studiato enologia, nel tempo è diventato un esperto cuoco autodidatta, in grado di trasferire nelle proprie creazioni il suo personale concept gastronomico. Ha ideato e strutturato un progetto artistico e filosofico che ha voluto declinare al mondo della cucina: un percorso strutturato intorno ad una approfondita e specifica conoscenza dell’universo del mangiare e del bere, che include sia lo studio su prodotti (attentamente selezionati) e sugli ingredienti (soprattutto quelli radicati nel suo territorio di origine), sia la ricerca sulle tecniche di trasformazione della materia per avvicinarsi all’eccellenza. E’ il suo modo per raccontare, per mostrare una parte del suo poliedrico mondo interiore.

Dopo la fortunata esperienza alla guida della cucina del Ristorante “Sulle Nuvole” di Milano, Luca Zampa ha avviato Immorale nello scorso settembre, cercando di esprimere e proporre il suo concetto di ospitalità ed un nuovo stile di consumo, qualcuno l’ha definita “una cucina da donna preparata da un maschio” per sottolinearne la sensibilità. Aperto solo a cena, Il ristorante si trova in via Lecco 15, nel cuore della vivace zona di Porta Venezia. L’interno è un ambiente intimo, avvolto ed immerso in una calda atmosfera, casalinga e rustica grazie alle pareti di mattoni a vista, ma densi di grande personalità, presto si aggiungerà un dehor esterno.

 

Il menu è ideato dallo stesso Luca, può essere considerato un manifesto del suo ideale gastronomico e viene poi preparato in cucina dal giovane Simone Torchetti. E’ un percorso degustativo che cambia quasi settimanalmente e si sviluppa attorno a piatti che richiamano la tradizione marchigiana (luogo delle sue origini) ed insieme ad alcuni piatti alla carta esce, rompe e spacca volutamente le gabbie tradizionali della divisione tra antipasto – primo – secondo, proponendo in modo contemporaneo: cereali, vegetali ed animali. Le variazioni assecondano e sposano le disponibilità giornaliera, soprattutto del mercato del pesce. Iconico sicuramente lo Spaghetto quadro alla Poraccia, in versione fredda ed estiva, un nome provocante ed apparentemente semplice, che racconta in realtà una stuzzicante carica di gusto. Sorprendenti anche le Animelle affumicate, nocciole e salsa di sesamo e miso o le Lumache di mare, pane e n’duja. Ruolo importante lo ricoprono i Vegetali che mostrano un’approfondita conoscenza degli ingredienti e vengono esaltati dalla combinazione tra presentazione ed autenticità del gusto: da segnalare la Fava abbrustolita, cedro caramellato, formaggio di fossa degli amanti.

La sala e la cantina dei vini sono gestite dalla sommelier Cristina Aromando. Le 340 etichette di vini esclusivamente naturali, non vengono però racchiuse ed elencate in una tradizionale carta: una dozzina viene proposta settimanalmente all’interno del menù, ma la maggior parte, partendo dalla scelta dei piatti e soprattutto in base al gusto ed alla tipologia di cliente, viene raccontata e proposta direttamente al tavolo, proponendo le tre o quattro bottiglie più indicate di budget differente, come se ci trovassimo in una grande enoteca.
Da sottolineare che la cucina è aperta fino a mezzanotte e mezza, dettaglio prezioso per chi ama cenare tardi.
Oggi, il vero Moralismo è dire NO, a tutto, a prescindere, essere Immorali significa finalmente essere positivi e gridare SIII’! Immorale, il luogo perfetto dove rompere gli schemi con ironia e irriverenza per vivere qualche momento di autenticità a tavola.

L’ESTATE DI IMMORALE

Il giovedì poi Immorale si trasforma in Atomicah con Franco “Tucci” Ponti, un re-editing del suo Atomic Bar. Protagonisti saranno alcuni dei cocktail signature che ne hanno segnato il successo insieme ad altri grandi classici e al nuovo cocktail “Immorale”.Franco “Tucci” Ponti, ha iniziato a 14 anni come lavabicchieri e un passo alla volta è diventato uno dei barman di riferimento della metropoli milanese. Viaggiatore curioso, ha girato mezzo mondo tra Londra, Los Angeles, Parigi e Berlino per arricchire conoscenze ed esperienze. L’Atomic Bar è stato il progetto di riferimento della sua carriera per poi divenire responsabile del Wootsu Society, il secret bar all’interno del The Doping Club.
Champagne Colada, Kalho, Shirley Temple, Divine Martini, Fanny Hill Punc, Araki. Dalle 18:30 in poi sarà quindi possibile gustare un ottimo drink stuzzicando qualcosa nella rinnovata ed accogliente atmosfera del locale e, come accade già per chi ordina una bottiglia di vino, dalle 23:30 in poi una forchettata di Poraccia gratis per tutti i cocktail addicted.

 

www.immoralemilano.com