24 HOUR PIZZA PEOPLE. INTERVISTA A MARTINA LIVERANI

Ciò che rende la pizzeria un luogo speciale è la sua informalità e il clima scanzonato che si respira una volta seduti a tavola: chiacchiere leggere, un calice di vino o birra, relax e qualcosa di comodo da mangiare con le mani, magari condividendolo con gli altri commensali seduti accanto.
24 hour pizza people è esattamente questo: una sorta di tavolata in cui il lettore si ritrova ad ascoltare storie seduto tra la gente del luogo.  Bologna, Torino e ora Milano.

24 hour pizza people

Nato come  bookmagazine cartaceo semetrale, in doppia lingua (italiano e inglese), è un po’ guida urban un po’ rivista contemporanea sulle città. Un vero e proprio progetto editoriale artistico tutto da collezionare che, attraverso interviste, focus e approfondimenti, getta uno sguardo inedito sulle nostre metropoli italiane. Il primo numero, uscito a febbraio 2019, ha al centro Bologna, il secondo uscito a novembre si concentra su Torino. Ogni numero, infatti, è dedicato ad una città e ne racconta le mille sfaccettature, fra interviste, indirizzi curiosi, storie, leggende metropolitane e naturalmente cibo, in particolare la pizza, file rouge di tutti gli articoli.

Il magazine è acquistabile on-line  al prezzo di 15 €. Il titolo del bookmagazine è un chiaro omaggio al film cult 24 Hour Party People di Michael Winterbottom. Come la pellicola coglie lo spirito dell’epoca, tra anarchia e creatività, raccontando la rivoluzione dell’etichetta discografica indipendente Factory Records, così il magazine si propone di narrare il grande fermento di questi anni attorno al mondo del food, in particolare delle pizza: piatto povero simbolo dell’italianità nel mondo, oggi al centro di una rivoluzione anche culturale. A curare la direzione editoriale la giornalista Martina Liverani, creatrice e direttrice responsabile di Dispensa, con cui ho chiacchierato un po’ per approfondire questo bel progetto.

I fratelli Aloe, fondatori di Berberè

Martina come nasce il progetto?
Io e i fratelli Aloe, creatori di Berberè, ci conosciamo da un pò di tempo, accomunati dagli stessi valori, dalla stessa voglia di creare qualcosa di innovativo e di qualità. Berberè non è soltanto una pizzeria, è prima di tutto un movimento. Sono stati tra i primi a cambiare il mondo della pizza. Quando parli con Matteo e Salvatore Aloe parli sempre di cibo a 360 gradi, parli di cultura alimentare, parli di prodotti e materie prime, di produttori e di territori, parli di tradizione, parli d’innovazione, parli di musica, di arte. Parli di città. Abbiamo quindi pensato di mettere su carta quello che le pizze fanno tutti i giorni: tessere relazioni. In 24 Hour Pizza People si parla di tutto questo, dedicando ogni numero a uno spazio urbano differente. Il progetto è partito da Bologna, perché lì è stata aperta, 10 anni fa, la prima pizzeria Berberè, a novembre ha toccato Torino e ci porterà in giro per l’Italia e non solo. È un modo, questo, per arrivare a parlare soprattutto di persone.

Quale necessità/desiderio alla base di glissare l’online per il cartaceo?
Io credo che la carta resiste e resisterà sempre. Certo, non deve essere un’imitazione del web, deve essere durevole nel tempo con un contenuto svincolato dall’attualità e dalla velocità tipica di internet; insomma un oggetto da collezionare. Quando la carta fa la carta, non soccombe.

Quali sono le future tappe di 24HPP?
Il prossimo numero sarà dedicato a Milano, città che ha accolto con entusiasmo Berberè. Basti pensare che in poco meno di 4 anni qui sono stati aperti 4 locali. Qui gli Aloe passano molto tempo ed è una bella sfida raccontare una città di cui si parla sempre tanto.

 

 

Martina Liverani con i fratelli Aloe

Parliamo dei collaboratori locali che avete scelto. Quali sono stati i criteri di scelta?
Abbiamo stabilito che per ogni numero ci sarà una diversa redazione, ossia diversi autori, autrici, fotografe, fotografi, illustratori e illustratrici che vivano o lavorino nella città di cui trattiamo. È il modo migliore per avere contenuti di qualità: solo chi vive davvero la città la può raccontare in modo originale e autentico.

E quelli delle storie raccontate?
Ci piace raccontare storie di donne e uomini che hanno segnato un cambiamento in città, piccolo o grande che sia.

Qual è, secondo te, il super potere della pizza?
La pizza viene mangiata dappertutto, senza esclusione di alcun Paese, a prescindere da religione, ceppo culturale, età. Si mangia tutto l’anno, tutti i giorni, a tutte le ore.
La pizza è il cibo a domicilio più ordinato al mondo. Possiamo tranquillamente dire che tutti mangiano e amano la pizza, e il motivo è presto detto: buona, economica, versatile, va bene per i vegani come per i carnivori e anche i fan delle diete, terrorizzati dai carboidrati, ogni tanto se ne concedono uno spicchio. Mi pare davvero un superpotere.

Trovo che 24HPP sia più libro/guida e l’accezione magazine più la promessa di un nuovo appuntamento che fa battere il cuore? Sei d’accordo?
Sì: è contemporaneo come una rivista, ma “per sempre” come un libro.

 

24hpizzapeople.com