BALLO IN MASCHERA ROSÈ

Lei era una veterana dei balli in maschera e delle feste, passata alla storia come fonte di ispirazione della moda parigina, dell’arte e della letteratura. Madame de Pompadour percorreva i corridoi della corte di Luigi XV con gli abiti sontuosi di una dama attenta allo stile e con quella ferrea convinzione che lo Champagne fosse l’unico vino capace di rendere le donne belle anche dopo averlo bevuto. Fu grazie a lei che la Maison Moët & Chandon entrò nelle sale regali e, lì, ci rimase, acquistando sempre più consensi da parte della nobiltà francese.

Ecco perché, a distanza di anni, è oggi la Maison Moët & Chandon a rendere omaggio alla dama più famosa della Parigi del XVII secolo. A Madame de Pompadour, Moët & Chandon dedica la particolarissima edizione limitata di Rosé Impérial: la Capsule Collection Rosé 2018.

Il packaging è pensato appositamente per condividere i momenti briosi di festa, con 75 cl di romantiche e vivaci bollicine rosa. Il carattere è sempre quello: gioioso e seducente, nelle sue note fruttate rosse di fragola e lamponi, gli accenni di rosa canina ed una leggera traccia di pesca, cremoso e morbido al sorso, con la vitalità di un perlage fine e tenace.

Quello che cambia è la veste, un aspetto esteriore che si materializza in una bottiglia pensata ad hoc. Sullo sfondo rosa quarzo campeggia la raffigurazione di un ballo in maschera rivisitato in chiave moderna, ma senza dimenticare alcuni sofisticati accenni alle tradizioni di corte vigenti ai tempi di Madame de Pompadour. La nobildonna è raffigurata in primo piano, contornata da cortigiani contemporanei dai costumi ora rock’n roll, ora da cabaret ed anche da pavone. Il tutto è rappresentato con la tecnica del collage, a simbolo della varietà culturale ed artistica che popolava la Corte di Parigi nel XVIII secolo.

Randy Ingerman – Giorgio Forgani

Per celebrare il “debutto in società” della Capsule Collection Rosè 2018, Moët & Chandon ha scelto il pubblico milanese, in una cornice tanto bucolica quanto moderna come il giardino del Bulgari Hotel: un luogo incantevole, che sarebbe piaciuto senz’altro anche a Madame de Pompadour.