BANFI, UNA “PETTEGOLA” BELLA E IRRIVERENTE

La suggestiva cornice del Museo del Vetro e della Bottiglia di Castello Banfi ha ospitato la presentazione dell’edizione limitata de La Pettegola, uno dei vini di maggior successo della casa vinicola toscana.

Per celebrare i cinque anni dalla prima vendemmia, infatti, e in occasione dei quarant’anni della cantina, il Vermentino di Banfi viene proposto in un’edizione limitata (solo 20.000 bottiglie), in una versione completamente reinterpretata dall’illustratore Alessandro Baronciani. L’artista, nato nel 1974 e originario del pesarese, lavora tra Pesaro e Milano: è illustratore, art director per le agenzie pubblicitarie e grafico, e disegna storie a fumetti. Lavora per diverse riviste e ha una striscia a fumetti sulla storia della musica su Rumore Magazine. Con Black Velvet ha pubblicato due romanzi a fumetti: Quando tutto diventò blu e Una storia a fumetti, un libro che raccoglie un esperimento editoriale durato cinque anni, durante i quali Alessandro ha scritto, disegnato, fotocopiato e spedito le sue storie per posta ai lettori abbonati che diventavano, attraverso le loro lettere, i personaggi della storia.

Alessandro Baronciani durante la presentazione

A prima vista la bottiglia è sinceramente bellissima. L’illustrazione di Alessandro la avvolge completamente, lasciando intatta l’etichetta originale. Ci ha ricordato le ottocentesche bottiglie di Champagne, finemente decorate per dare maggior lustro alla nobiltà del nettare. D’altronde il binomio arte/vino non è una novità: non si contano più le centinaia di artisti chiamati a creare etichette di prestigio per famose case vinicole. Ma la scelta di Baronciani di lasciare intatta l’etichetta originale e di concentrarsi solo sulla bottiglia è obiettivamente originale e azzeccata. Rispetta appieno, infatti, il Dna di un vino genuino e pop, trasversalmente apprezzato per la sua immediatezza. La trama creata dall’artista ci appare esemplare nel rappresentare La Pettegola: “Le fronde s’intrecciano fino a creare una verde coltre impenetrabile. È ora di stappare una bottiglia de La Pettegola, prima che le ombre si allunghino nel crepuscolo della sera. Al suono del tappo che scivola dal collo della bottiglia, i rami della siepe hanno un sussulto. Il viso candido di una ragazza compare tra le foglie. Il suo sguardo malizioso cerca qualcosa, qualcuno. Nessuno lo sa. Verso il vino nel calice e le note di frutta bianca sono la promessa del suo gusto fresco e pieno. A ogni sorso la ragazza acquista sempre più fascino e carisma. Il bicchiere si vuota e, così come era apparsa, La Pettegola svanisce, lasciando solo il ricordo persistente di un’emozione difficile da dimenticare”.

 

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