LA CUCINA DEL CARSO SULLE COLLINE BOLOGNESI

Dici Carso e pensi alle battaglie della Grande Guerra, migliaia di uomini impegnati per due anni a difendere i propri confini, e al tributo di vite occorso. Un periodo della nostra Storia, che oggi rivive attraverso suggestivi percorsi della memoria, che riportano a quegli anni difficili, come il Museo all’aperto del Monte Ermada, l’itinerario del Monte San Michele, e a decine di fortificazioni, trincee e mulattiere.

Amerigo 1934, Sala Gino Pellegrini

Ma il Carso è anche natura incontaminata, rilievi, cime, una fitta rete di sentieri e un ampio sistema di grotte e coste frastagliate, dove l’enogastronomia gioca un ruolo di primo piano e rappresenta un coacervo di prodotti e specialità tutte da scoprire. Eccellenze enogastronomiche, che poche sere fa si sono potute assaggiare presso la storica Trattoria Amerigo 1934 di Savigno (Bo), dove si è dato appuntamento il gruppo Sapori del Carso Okusi Krasa, per un evento tutto dedicato alle specialità dell’altipiano carsico.

Trattoria Guštin Paola Zivic, la moderatice della serata Aurora Endrici e Alberto Bettini

Luoghi di grande bellezza, ricchi di storia, estesi tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, con materie prime uniche e una solida tradizione enogastronomica che affonda nei secoli e miscela usi e costumi rurali alla tavola austro-ungarica. Una cucina che è stata interpretata fedelmente e rivisitata da 7 trattorie, che insieme a 3 produttori di vino, 1 panificio, 1 caseificio e 1 gelateria, hanno per una sera invaso le cucine della trattoria stellata bolognese, nota per i piatti tipici di collina, a base di funghi e tartufi. Le belle idee nascono sempre a tavola e si realizzano grazie all’impegno e alla volontà delle persone, come è stato per questa iniziativa, organizzata dai soci di Ures, associazione intercategoriale che dal 1946 raggruppa e rappresenta gli imprenditori Sloveni in Italia, insieme al gruppo Sapori del Carso Okusi Krasa e all’Associazione viticoltori del Carso, i quali hanno dato vita a un tour enogastronomico nel quale poter raccontare il loro territorio, le tradizioni culinarie preparate a regola d’arte dagli osti e dagli chef, insieme ai migliori vini.

Manuela Rossi (Al Refolo Osteria Creativa), Gabriella Cottali (Lokanda Devetak), Giacomo Orlandi e Alberto Bettini (Trattoria Amerigo 1934)

Teatro della manifestazione itinerante le “Premiate Trattorie Italiane”, con la prima tappa in febbraio a Genova presso la Trattoria La Brinca, a cui è seguita quella di Isola Dovarese (Cremona), presso la Trattoria Caffè La Crepa ed è proseguita appunto con la Trattoria Amerigo 1934 a Savigno. Goloso e di grande piacevolezza il percorso a tavola, che ha descritto ad ampio respiro le suggestioni dei territori compresi tra Trieste, Gorizia e la Slovenia, e un menù ricco che ha messo a dura prova gli ospiti, raccontato dalla voce dei produttori, degli osti e degli chef, con il brillante coordinamento di Aurora Endrici, pr wine consultant.

Sardoni in savor

In apertura una Crostatina salata alle verdure di Amerigo 1934 e della Lokanda Devetak, abbinata al metodo classico KK dell’azienda agricola Kante; a seguire un seducente e aromatico Baccalà della trattoria Gostilna El Fornel, su crackers del panificio Čok, in abbinamento alla Vitovska 2016 dell’azienda agricola Škerlj; e i Sardoni in savor, dell’Ošterija Ferluga, con Malvasia 2016 della cantina Škerlj; poi la Minestra de bobici del Ristorante Hotel Križman, un piatto carsolino della domenica a base di mais lasciato ad ammollare una notte e gli Gnocchi di susine fresche e cannella della trattoria Guštin, ricetta mitteleuropea autunnale, entrambi da gustare con la Brežanka 2013 del viticoltore Kocjančič.

Vini in degustazione

Una pausa con il rinfrescante sorbetto alla Vitovska della gelateria Soban per poi riprendere con le morbide e saporite Guancette di maiale in bianco, porro su salsa al rafano e patate in tecia dell’osteria Al Refolo e del Ristorante Hotel Križman in abbinamento al Krogle 2015, un uvaggio di refosco, merlot, cabernet sauvignon e piccola nera; e un assaggio di formaggio vaccino Tabor da latte crudo del Caseificio Žbogar. A degna conclusione, lo Strudel di mele e gelato della Trattoria Veto e i dolcetti del panificio Čok, sposati al Muškat 2015 dell’azienda agricola Kocjančič Rado.

 

Foto credits Bruno Damini

Cover: Il nonno Amerigo, Sala Gino Pellegrini