Löwengang, la porta del leone

Alois III Lageder comprò nel 1934 il podere Löwengang, vigneto secolare di circa 8 mila metri quadrati, le cui origini risalgono al medioevo, pensando che da quel terreno sarebbe iniziato un nuovo percorso di passione ed entusiasmo.

Margré

Ci troviamo a Magrè nella zona più a sud della bassa atesina protetto a ovest da ripidi pendii rocciosi che accumulano il calore creando un microclima particolare: qui lo chardonnay dà il suo meglio, sui terreni pietrosi e ghiaiosi del conoide detritico di dolomia, una roccia formatasi milioni di anni fa.

All’inizio degli anni ottanta, i Lageder iniziarono a sperimentare nuovi metodi, cominciarono a usare le barrique, ridussero le rese, che oggi sono intorno ai 60/70 q.li per ettaro con un impianto a doppia pergola e un’età media delle viti di 65 anni. Cominciarono anche a coltivare vitigni internazionali come il cabernet sauvignon, il cabernet franc, il merlot, e lo chardonnay, lasciando affinare i vini bianchi sui lieviti per periodi più lunghi, e nel 1986 giunse sul mercato il primo Löwengang Chardonnay, annata 1984.

Famiglia Lageder

Sin dal 1823, la vitivinicoltura è parte integrante della storia della famiglia Lageder, che oggi possiedono circa 50 ettari di vigneti di proprietà che vengono lavorati secondo i principi più stretti della coltivazione biologico-dinamica, sperimentando sempre sia in vigneto che in cantina, cercando di acquisire nuove conoscenze per affrontare le sfide di ogni nuova annata, dovute ai cambiamenti climatici, e producendo vini che possano raccontare le diversità che caratterizzano l’Alto Adige. Il tutto caratterizzato da un approccio olistico e sostenibile.

Negli anni ‘90 Alois IV trasferì lì l’azienda da Bolzano, e nel 1995 fu inaugurato il complesso della nuova cantina realizzata con un progetto incentrato sull’edilizia sostenibile, con materiali biologici e fonti energetiche rinnovabili. Dal 1997 cominciò ad organizzare la manifestazione Summa.

Clemens e Alois Lageder

Il Löwengang Chardonnay, quest’anno ha compiuto i suoi trent’anni. In onore dell’anniversario, è stata realizzata un’edizione speciale, “30 anni LÖWENGANG Chardonnay”, uvaggio delle annate 2013, 2014 e 2015: ognuno di questi tre vini è stato lasciato sui lieviti in barriques fino al momento dell’assemblaggio, nel caso della 2013 per ben tre anni. E’ stato presentato per la prima volta da Alois Clemens Lageder in occasione della 26esima edizione del Merano WineFestival, che si è svolto dall’ 11-14 novembre 2017, nel corso della masterclass “30 anni di Löwengang Chardonnay”.

Il vino dell’anniversario ha chiuso la degustazione verticale alla cieca di sei annate di Löwengang Chardonnay, un excursus unico dell’etichetta simbolo della Tenuta di Magrè.

 

La prima annata degustata è stata la 1992, annata fredda, vino verticale, con un colore giallo dorato, che al naso presenta note di frutta matura, come la banana e l’ albicocca e una leggera nota vanigliata, mentre in bocca troviamo una bella freschezza equilibrata con la maturità del frutto e una sapidità piacevole.

Si passa alla 2007 e si riconosce già dal colore un vino più giovane dal colore giallo paglierino brillante. Il Naso è complesso, fresco, dagli aromi delicati, la frutta si esprime con note di pesca, banana e accenti minerali che ritroviamo anche all’assaggio, caratterizzato da un‘acidità fresca e ben equilibrata con ancora note di vaniglia derivate dal legno e una struttura delicata ma un finale persistente e sapido con leggera nota di mandorla amara.

Poi arriva la 2011, grande annata per i vini rossi e buona per i bianchi. Qui predomina una spiccata freschezza e mineralità, con la nota fruttata rappresentata dalla banana ancora leggermente acerba. Al palato risulta pieno ed elegante, con un finale gradevolmente lungo e persistente.

La seconda batteria inizia con la 1996, l’annata più equilibrata, con sentori di un bel frutto, l’albicocca e la banana in evidenza, ma meno mature della 1992, poi la susina, una florealità di glicine, la mineralità della pietra focaia, per poi trovare all’assaggio una bella struttura sapida e un finale lungo e persistente. Vino gradevole ed equilibrato.

La 2004 fu un’annata calda e lo notiamo dal colore dorato chiaro. Al naso si apre con un bouquet aromatico, sensazioni di spezie dolci e con note di pesca matura, cedro candito erbe aromatiche, miele e una fine tostatura. Al palato una freschezza sempre presente, una bella sapidità sul finale lungo e minerale.

2014, annata difficile con molta pioggia. Si presenta con un colore giallo paglierino brillante, all’olfatto troviamo la mela verde, l’albicocca fresca, in bocca freschezza e sapidità con ritorni agrumati. Da evidenziare che con l’annata 2014 si ha un cambio di stile, viene usato solo il 10% di legno nuovo.

Infine degustiamo il 30 anni Löwengang Chardonnay: queste 3 annate furono climaticamente molto diverse. La 2013 fu un’annata variabile che diede vini ben strutturati. La 2014 un’ annata piovosa con un clima più freddo con vini più sobri ed eleganti, mentre la 2015 fu un’annata molto calda con vini assai robusti.

Lo Chardonnay dell’anniversario fa interagire queste 3 componenti esaltandone le caratteristiche ed esprime da un lato la tradizione trentennale e dall’altro il desiderio di continua innovazione. Al naso vivace, con un bouquet di fiori di acacia, poi un’esplosione di frutta, mela golden, pesca, albicocca, e una nota speziata di pepe bianco ben presente. Al palato ritorno gusto olfattivo preciso, con un buon equilibrio, con una sapidità marina e una lunga persistenza.

Il filo conduttore della degustazione è stato il legame con il territorio, il carattere, la struttura e l’eleganza che presenta il vino in tutte le annate con le sue diverse sfaccettature. Il legno è presente ma mai in maniera esagerata.