Sangervasio, la Natura del Vino

«Se non avessi amato questa terra e creduto nelle sue enormi potenzialità, non avrei neanche iniziato questa avventura” racconta Luca Tommasini, titolare della Tenuta Sangervasio nella piccola frazione del comune di Palaia, in provincia di Pisa. “La passione per le nostre tradizioni e il rispetto della natura che ci circonda sono la motivazione di tutte le nostre scelte” aggiunge.

La Natura del Vino, infatti, è più che altro un modo di pensare e di intendere la vita nell’antico borgo di San Gervasio. L’amore per la natura, per la terra e per i suoi frutti sono il principio ispiratore del lavoro svolto in azienda, dalla produzione dei vini, al rispetto dell’architettura originale nel recupero degli appartamenti dell’agriturismo. Tutti gli edifici che attualmente compongono il borgo sono stati interamente ristrutturati nel corso degli anni ma mantenuti nella loro forma originaria, questo per preservare ancora di più il contatto tra modernità e tradizione; anche le cantine sono ricavate all’interno degli innumerevoli edifici storici che compongono il borgo e l’antica fattoria. L’azienda è certificata biologica e da tempo segue i dettami della biodinamica.

“Quando tutto è perfetto il nostro compito è quello di preservare al meglio, approcciarsi in punta di piedi, con il massimo rispetto, approfittando della tecnologia e delle nuove acquisizioni scientifiche che ci permettono di non essere invasiv” continua Tommasini “I nostri vini esprimono tutto il carattere della natura incontaminata in cui coltiviamo le nostre uve. Questo si traduce in vini equilibrati e complessi, che rispecchiano l’attento lavoro nel vigneto, note sapide e minerali, frutto della tipologia dei suoli e delle fermentazioni naturali. I nostri vini hanno un carattere moderno, conseguito anche con l’uso di varietà tradizionali, nelle quali l’azienda vuole continuare a identificarsi”.

Nel 1960 l’azienda viene acquistata da Furio Tommasini, che riporta la fattoria alla sua antica prosperità. A San Gervasio si faceva vino da tavola di bassa qualità. Un giorno Luca Tommasini decise che bisognava cambiare qualcosa, provare a fare un vino diverso, di buona qualità, perché le potenzialità c’erano tutte: così parlò con suo padre, Furio, cercando di convincerlo che la nuova strada da seguire era quella giusta per dare un senso al lavoro svolto a San Gervasio fino a quel momento. Furio acconsentì, pronunciando la frase, diventata famosa: «Fai quello che vuoi ma occupatene te!». Da quel momento Luca è con orgoglio il responsabile di San Gervasio e da quel giorno si dedica anima e corpo per mantenere questa promessa. “Negli anni ‘80 la nostra produzione era di oltre 1.200 ettolitri, ma tutto andava in damigiana, come Chianti e San Torpé. Possiamo dire che abbiamo iniziato a fare sul serio nel 1994, anche se il vino lo facevamo da tempo” ci racconta Luca.

La svolta produttiva è arrivata seguendo un percorso di consapevolezza nei confronti delle potenzialità di questo territorio e in seguito ad un’intuizione, avuta in sintonia con l’enologo Luca D’Attoma, che ha condotto verso un nuovo cammino. Sono state modificate non solo la densità d’impianto delle viti (12.000 viti ad ettaro, densità massima applicata per una vigna di Sangiovese e una di Merlot), ma si è intensificata anche l’attenzione capillare in vigna e in cantina.

Siamo biologici certificati Bioagricert dal 1996 e dal 2003 si effettuano solo fermentazioni naturali su tutti i vini. Più che un’improvvisa illuminazione, l’idea di diventare biologici è nata dalla consuetudine e dallo stile di vita che per tradizione abbiamo sempre avuto in famiglia, visto, che già mio nonno non usava pesticidi o additivi per fare il vino. Potrei estremizzare affermando che tutti i grandi vini dovrebbero essere biologici. Applicare anche i dettami della biodinamica è stata una ulteriore naturale conseguenza».

L’azienda San Gervasio si colloca in una piccola e suggestiva frazione del comune di Palaia, 25 Km a Est di Pisa, sulle prime dolci colline della Val d’Era. Si trova nell’antico Borgo di San Gervasio, nella provincia pisana, sorto nel 754 a difesa della pieve romanica. La pieve del sec XI, dedicata ai Santi Gervasio e Giovanni Battista e il Ccastello, le cui origini si fanno risalire all’anno ‘930, riportano ad un passato glorioso e di grande interesse storico.

Oggi l’azienda Sangervasio conserva l’antica pianta circolare, con la villa e la fattoria che si ergono sui possenti basamenti dell’antica rocca. Dal 1960 l’azienda è proprietà della famiglia Tommasini, di Pontedera, che ha fatto risplendere nuovamente queste strutture e ha riportato ad antica prosperità l’azienda.

La tenuta si estende su una superficie di 400 ettari di cui 22 coltivati a vigneto, tra 160 e 200 metri di altitudine, in un paesaggio incontaminato, ricco di ulivi, cipressi e immerso tra boschi di lecci, querce, e pini marittimi.

Dal 1994 sono stati piantati 22 ettari di vigneto, prevalentemente con Sangiovese, Merlot, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon, e una selezione di vitigni bianchi come Chardonnay, Vermentino e Sauvignon Blanc.

Il clima è mediterraneo, asciutto e ben ventilato, la vicinanza del mare e le brezze marine contribuiscono a pulire l’atmosfera dalle foschie e garantiscono la perfetta e abbondante illuminazione dei vigneti. La forte presenza di minerali nel terreno conferisce al vino caratteristiche note sapide. L’abbondanza di falde acquifere a Sangervasio permette alla vite, in presenza di opportune lavorazioni del suolo, di non soffrire mai la siccità estiva che spesso colpisce la Toscana e consente alle uve di maturare in modo equilibrato.

Tra i vini della produzione svetta senza dubbio il A Sirìo 2013 che abbiamo degustato più volte negli ultimi mesi: è in pratica un Sangiovese in purezza (con l’aggiunta di un 5% di Cabernet Sauvignon), un vino che affina 14 mesi in barriques (per 50% nuove) e riposa almeno 24 mesi in bottiglia in ambienti a temperatura controllata.

A Sirìo è uno dei due cru dell’azienda. È dedicato al nonno degli attuali proprietari, Sirio Tommasini, che volle dare un segnale forte della crescita verso la quale aveva avviato l’azienda, portando sul mercato un vino frutto delle migliori uve dei nuovi vigneti ad altissima densità. Un vino morbido, voluttuoso, intenso con aroma di mora selvatica, perfetta sintesi del lavoro e della passione che alberga qui a Sangervasio.