COCKTAILS & CINEMA, VOL. III

Coffee and Cigarettes

ispirato al film “Coffee and Cigarettes” di Jim Jarmush (2003)

 

barman Mario Farulla, bar manager del Ristorante Baccano di Roma, entrato in 70ma posizione nella classifica del The World’s 50 Best Bars 2019

Photo credits Andrea Di Lorenzo

 

ingredienti

45 ml Dewar’s 12yo Scotch Whisky

Una tazza di caffè lungo e freddo

Un cucchiaino di zucchero liquido

Fill di acqua tonica

 

bicchiere tumbler alto

Versare tutti gli ingredienti in un bicchiere tumbler alto colmo di ghiaccio e mescolare con un barspoon. In tempi di quarantena, un cocktail estremamente facile da preparare e riprodurre anche a casa. Drink robusto, deciso come e grazie al caffè e dai toni fumosi del whisky scozzese Dewar’s, invecchiato 12 anni, ispirato al film indie Coffee and Cigarettes, scritto e diretto da Jim Jarmusch. Per prepararlo, versare 45 ml di Dewar’s 12yo Scotch Whisky, una tazza di caffè lungo e freddo, un cucchiaino di zucchero liquido e quanto basta di acqua tonica in un bicchiere tumbler alto colmo di ghiaccio e mescolare con un barspoon. Un drink che rimanda al Coffee Tonic, drink in voga negli ultimi anni e che qui, nell’interpretazione del bar manager Mario Farulla, richiama il film composto da 11 cortometraggi girati in periodi diversi, che presentano in comune il momento tipico del caffè e della sigaretta. Progetto cinematografico che si è stratificato negli anni, un cortometraggio alla volta, il primo dei quali realizzato nel 1986 per il programma televisivo Saturday Night Live e basato su poche inquadrature fisse, uso del bianco e nero e dialoghi comici sul tema del caffè. Nel 2003, dopo aver anche vinto la Palma d’Oro al Festival di Cannes dieci anni prima, con il terzo cortometraggio, Jarmush concluse il suo progetto girando gli episodi mancanti che formarono il film. Il drink di Farulla – bar manager del cocktail bar nel ristorante Baccano a Roma, entrato al 70mo posto nella prestigiosa classifica del The World’s Best 50 Bars 2019 – è in particolare dedicato al primo episodio, “Strano conoscersi”, dove due uomini, un italiano (Roberto Benigni) e uno statunitense che apparentemente non si conoscono, siedono insieme in un bar, bevendo una enorme quantità di caffè e parlando di nulla in un dialogo surreale, scambiandosi il posto a sedere, impressioni e opinioni sul caffè e le sigarette e infine, addirittura, i rispettivi appuntamenti.

 

 

Maverick

ispirato al film “Top Gun” di Tony Scott (1986)

 

barman Marco Riccetti, head bartender dell’Inside Restaurant & Cocktail Bar di Torino

 

ingredienti

4,5 cl Aviation Gin

2 cucchiaini zucchero liquido

7 cl circa acqua naturale a colmare

1 dash bitter alla prugna

 

bicchiere highball

 

Con la tecnica del Build on ice, versare tutti gli ingredienti direttamente nel bicchiere highball colmo di ghiaccio e mescolare. Il cocktail nasce dall’idea di realizzare il drink che il Tenente Mitchell (Maverick, interpretato da Tom Cruise) beve durante i momenti-clou di Top Gun. Infatti, nella pellicola, il personaggio è solito bere un bicchiere di acqua naturale con ghiaccio ed ecco che l’ispirazione arriva proprio dal desiderio di realizzare un drink che visivamente assomigliasse al bicchiere d’acqua. Un drink per ‘giocare’ con aromatizzati e bitter cui aggiungere sapori e profumi, pur mantenendo il drink molto easy, leggero e piacevole, seguendo la linea-guida della freschezza dell’acqua e del balsamico di Aviation Gin. Ed è proprio attraverso le note balsamiche di Aviation Gin, distribuito in Italia da Rinaldi 1957, che si ricorda nel film il volo nei cieli dei caccia F-14 Tomcat e arriva questa bevuta dissetante e fresca e con una gradazione alcolica non troppo forte. Il tutto con un autentico portento, l’Aviation Gin, di cui è principale ed entusiasta azionista l’attore americano Ryan Reynolds. Un gin small-batch con solo 90 casse distillate alla volta. Nato nel 2006 come prima collaborazione tra distillatori e baristi della storia americana, prende il nome dal cocktail Aviation e appartiene a una nuova categoria di Dry Gin, in cui viene dato minor risalto al ginepro in favore di un più bilanciato mix di erbe botaniche, in questo caso: ginepro, cardamomo, lavanda, sarsaparilla indiana, buccia d’arancia dolce, semi di coriandolo e anice, messe in sacchi di nylon in infusione per 18 ore in alcol da grano.

 

 

Bubbles Negroni

ispirato a ‘Odio l’estate’ di Massimo Venier con Aldo Giovanni e Giacomo (2020)

 

barman Andrea Pomo, bartender del The Jerry Thomas Speakeasy di Roma, classificato al numero 50 della classifica The World’s 50 Best Bars 2019

Photo credits Alberto Blasetti

 

ingredienti

45 ml Crocodile Gin

30 ml Vermouth Del Professore Classico

25 ml Bitter Del Professore

45 ml infuso Lemon Grey (tè nero a base di pompelmo e limone)

7.5 ml succo di melograno chiarificato

2 drops di soluzione salina

1 scorza di pompelmo

 

bicchiere Collins

garnish peel di pompelmo

 

Miscelare tutti gli ingredienti, tranne la scorza di pompelmo e raffreddare fin quasi al punto di congelamento. Applicare la carbonatazione a 2.9 bar di pressione. Versare in un bicchiere collins ghiacciato con ghiaccio chunk e spremere la scorza di pompelmo sopra il drink.

Andrea Pomo: “I miei comici preferiti chiamano il loro anziano regista per occuparsi di loro che negli ultimi tempi non stavano più tanto bene per recuperare la vecchia alchimia, ne viene fuori un film spontaneo, in memoria dei vecchi tempi: un vero proprio twist on classic! La mia reinterpretazione si basa proprio su questo. Ho voluto reinterpretare un grande classico intramontabile come il Negroni, IL Fenomento Italiano. Ho scelto il Negroni perchè tre sono gli ingredienti che hanno creato questo drink unico, come tre sono i comici che hanno creato a la loro volta una comicità unica. Il drink è una semplice rivisitazione del Negroni che si basa sul terroir e la stagione durante la quale è stato ambientato il film: l’estate. Quindi un drink fresco e con prodotti freschi”.

Tutto nasce dal The Jerry Thomas Speakeasy, primo ‘secret bar’ italiano, quest’anno in posizione 50 nella lista del The World Best 50 Bars, nato a Roma dieci anni fa con l’idea di riportare alla luce uno stile di miscelazione ormai dimenticato. Nel 2010 un gruppo di bartender decide di dare vita a questo piccolo Club nel cuore della Capitale mettendo a disposizione di colleghi, appassionati e curiosi un luogo dove sperimentare e condividere le loro particolari esperienze. Gli anni che seguono sono fatti di viaggi, ricerca, studio, scambi culturali, seminari e tanta determinazione che permetterà al The Jerry Thomas Speakeasy di entrare per ben cinque volte nella classifica dei “50 World Best Bar”. Nel 2013 dopo una lunga e minuziosa ricerca storica e tecnica, vede la luce il “Vermouth Del Professore”, primo di una lunga serie di prodotti ideati in collaborazione con le “Distillerie Quaglia”, compresi tre gin di altissima qualità. E lo scorso anno esce anche “Twist on classic – I grandi cocktail del Jerry Thomas Project”, volume edito da Giunti, che vede raccontati i quattro protagonisti di questa storia: Roberto Artusio, Leonardo Leuci, Antonio Parlapiano e Alessandro Procoli. Un libro che si fregia della prefazione di un cliente affezionato d’eccezione, Jude Law – che durante le riprese delle due stagioni di The Young Pope e The New Pope si affacciava spesso al locale – e la prefazione dello storico dei cocktail David Wondrich”.

 

Cover: photo credits Andrea Di Lorenzo