EUGENIO BELLI, IL FILOSOFO DEL GIN

Le eccellenze del made in Italy, quello reale, fatto di territorio, autenticità e attitudine artigianale tricolore, sono quelle capaci di stupire e incoraggiare non solo il mercato ma anche gli appassionati. È il caso di Eugin Distilleria Indipendente, nata da nemmeno un anno dal ventottenne Eugenio Belli, filosofo della Brianza.

Il giovane imprenditore comincia la sua avventura partendo dalla fascinazione per il protagonista del romanzo Il Profumo di Patrick Süskind e per l’insana passione di questo per la distillazione dei profumi; una fascinazione che lo fa andare oltralpe ad acquistare un alambicco per poter cominciare – nella fase iniziale con l’aiuto del fratello chimico Niccolò – il suo percorso alchemico. Ma prima di arrivare al Gin, si passa per un divertente aneddoto con relativa sperimentazione: Eugenio torna dalla Bretagna con un carico enorme di sidro, con la prospettiva di consumarlo al più presto, cosa che si rende conto essere impossibile per il quantitativo generoso. Passato il tempo per il consumo decide di versarlo nell’alambicco e vederne cosa potesse uscirne. Il risultato è stato un’iniezione di entusiasmo e la voglia di mettersi alla prova finalmente con un prodotto che rappresentasse lo spirito del gruppo.

Il gin è stato quindi la scelta indubbia, sia perché Belli ne è un appassionato sostenitore e consumatore, sia perché permette, tra tutti gli spirits, una creatività maggiore, un ampio spettro di realizzazione.

Dalle varie prove vengono così prodotti il n°7 e il n°9, una tipologia di London Dry Gin che non hanno nulla da invidiare ai fratelli inglesi e che anzi, riescono a colpire per il loro carattere e la palette organolettica.

Accanto a questi due gin, strutturati per essere il primo molto più aromatico, con erbaceo, agrumato e ginepro in primo piano e il secondo più secco, con balsamicità dovuta alla resinosità e balsamicità dei germogli di abete bianco, si struttura anche un’edizione speciale stagionale che vuole essere caratterizzata dai botanicals presenti in ogni stagione. Dopo il Primavera verrà presentato sul mercato, a settimane, l’Estate. Entrambi voluti per omaggiare il clima e le caratteristiche naturali delle due stagioni.

Eugenio Belli ci tiene che i suoi gin piacciano, che non vengano definiti in modo stravagante come ad esempio gin contemporanei, perché un buon gin non ha tempo e non ha etichetta, va semplicemente bevuto e la gamma proposta finora rappresenta un ponte eccellente tra miscelazione e spirit in purezza. Questa idea viene applaudita anche all’estero dove molti club di appassionati si stanno interessando al gin brianzolo che parteciperà entro l’anno a due competizioni internazionali di distillati.

Resta ora un sogno nel cassetto del filosofo: realizzare una ricetta sviluppata per Robert Boyle (protagonista della tesi di Belli) da Walter Raleigh per curarlo dalla gotta; un omaggio a qualcosa di perduto rendendolo attuale… chissà magari un bitter o un vermouth.

 

 

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