TUTTA LA FORZA DELLA NATURA PER UN PIENO DI ENERGIA

Maggio ci invita a ricaricare le batterie, risvegliando le forze fisiche e mentali.
Chi meglio della natura può aiutarci in questo nuovo inizio? Da Uluru in Australia al Sultanato dell’Oman, dalla Repubblica Dominicana alle Maldive, da Israele al Qatar, dall’isola di Formentera fino alla Val d’Aosta in Italia, fino alle proposte di Airbnb, un viaggio ispirazionale attraverso luoghi ricchi di energia da ammirare per ritrovare la vitalità e risvegliare i cinque sensi. Prendete nota.

 

Uluru
Cuore spirituale del Northern Territory, Australia

Uluru, simbolo dell’Australia situato nel Northern Territory, è un luogo profondamente spirituale per la popolazione aborigena degli Anangu, i tradizionali custodi di questo sito. Non si può restare impassibili di fronte alla sua incredibile bellezza, alla maestosità dei suoi 348 metri di altezza, 48 in più della Tour Eiffel, e al colore rosso delle sue pareti che varia a seconda della luce e del momento in cui viene ammirato. Qui si respira un’energia davvero unica: sarà perchè Uluru per gli Anangu ne custodisce la millenaria cultura e perchè sulle sue pareti trovano riscontro le storie aborigene sulle azioni compiute dagli esseri ancestrali durante la creazione della Terra. Anche da casa è possibile percepire l’energia di questo luogo speciale grazie a Google Street View. Si possono percorrere virtualmente alcuni siti di importanza culturale come la Kuniya Walk o ancora intraprendere un tour tra le pitture rupestri della grotta Kulpi Mutitjulu. Per rendere omaggio alla storia e al significato spirituale del luogo, Google ha utilizzato la piattaforma Story Spheres, che ha reso possibile la raccolta di contenuti audio, racconti e canzoni degli Anangu.

 

Sultanato dell’Oman
L’energia di Al Mughsail e Al Fazayah

Una leggera foschia e gli imponenti spruzzi dei geyser. Una brezza salmastra che soffia gentile, eppure decisa. Siamo a Mughsail, lunghissima spiaggia lambita dall’Oceano Indiano, a poco più di mezz’ora da Salalah. Un profilo roccioso e frastagliato, Al Mughsail: si tratta di una formazione calcarea maestosa che interrompe il litorale di sabbia chiara, quasi sempre deserto. Fra queste rocce a picco sul mare, le onde dell’Oceano Indiano si trasformano in alti spruzzi, con un fragore di tuono, dai blow hole, i soffioni naturali. Ci si arriva con una breve camminata sotto la grotta di Al Manreef, dove sostano gli uccelli migratori e risuona l’eco della risacca, fino al belvedere a picco sulla spiaggia.
A ovest di Mughsail, il paesaggio si tinge di una bellezza lunare. Passate le spettacolari scogliere costellate di geyser, una serie di curve e i tornanti (noti come “zig-zag road”) scalano il Jabal Qamar lungo un tragitto di soli 5 km, ma con 1.000 metri di dislivello. Un percorso vertiginoso tra arbusti di aloe e alberi del drago, chiamati così per il colore rossastro della resina, il “sangue di drago”, al quale gli antichi alchimisti attribuivano proprietà magiche, fino alla selvaggia spiaggia di Al Fazayah, splendida nel suo isolamento, magnifico punto di ristoro dopo il percorso accidentato.
Distanti da tutto e tutti, queste zone sono un posto perfetto per ricaricare le batterie grazie alla forza ancestrale degli elementi: acqua e aria che danno il meglio di sé con l’infrangersi ritmico delle onde a Fazayah e gli spruzzi dei soffioni dai buchi naturali prodotti dalla corrosione del mare mugghiante sotto la roccia di Mughsail. Placide, qui, sono solo le passeggiate dei cammelli sulla sabbia, in netto contrasto con l’energia del posto eppure splendidamente incastonati nel contesto.

 

Israele
I cerchi di pietra di Rujm el Hiri

Non tutti sanno che anche in Israele, più precisamente nelle alture del Golan, esiste un luogo legato a riti antichissimi: si tratta di Rujm El Hiri, un monumento megalitico formato da oltre 42.000 pietre risalente alla prima Età del Bronzo, intorno al 3.000 a.C. Rujm El Hiri (o Gilgal Refa’im in ebraico) ha un diametro di circa 160 metri ed è formato da più cerchi di roccia concentrici, conformazione che gli è valsa il soprannome di “Stonehenge d’Oriente”. Scoperto nei tardi anni ’60 durante uno scavo archeologico, questo luogo conserva ancora diversi misteri e una forte energia ancestrale: è l’unica struttura di questo genere nella regione del mondo ed era probabilmente utilizzato come tempio dedicato alle divinità dell’epoca o al culto dei morti. Gli esperti ne hanno ipotizzato anche la funzione di calendario astronomico, la più probabile, grazie ad alcuni segni sulle pietre riconducibili agli equinozi e alla posizione del Sole. Luoghi come questo sono ricercati in tutto il mondo dai movimenti legati alle filosofie New Age, desiderose di tornare alle origini dell’umanità: Rujm El Hiri non fa eccezione, diversi gruppi appartenenti a queste scuole di pensiero si ritrovano qui periodicamente per l’osservazione diretta degli equinozi e per vivere collettivamente la nascita del sole, alle prime luci dell’alba. Nei dintorni è possibile ammirare molti altri luoghi interessanti, completamente immersi nel verde che caratterizza il nord di Israele: tra le attrazioni più popolari ci sono le riserve naturali di Banias e di Gamla e la fortezza di Nimrod. Proprio accanto a Rujm El Hiri passa inoltre il Golan Trail, un percorso di 130km che attraversa le meraviglie naturali di questa regione.

 

Formentera
Cap de Barbaria, tra siti preistorici e paesaggi mozzafiato

Un paesaggio quasi desertico e lunare, una strada stretta, il faro in lontananza al centro e il blu del mare sullo sfondo, ecco sua maestà Es Cap de Barbaria a Formentera, uno di quei luoghi che emanano pura energia. Questo è il promontorio roccioso più meridionale di Formentera, laddove un faro domina l’impressionante scogliera verticale a 100 metri sul livello del mare con un paesaggio che toglie il fiato. Questo luogo è la pace dei sensi dove gli occhi si riempiono di un blu del mare che cura e calma e la sera si tinge di rosso per i tramonti infuocati che si affacciano sull’isolotto magico di Es Vedrá, da vivere con intense sensazioni di solitudine e libertà. Arrivare a Cap de Barbaria è ancor più suggestivo se raggiunto attraverso i differenti percorsi verdi a piedi o in bicicletta perché nel cammino si incontrano una ventina di antichi siti preistorici che sanno di magia e spiritualità, dato che questa era un’area densamente popolata durante l’età del bronzo antico e medio (1600-1000 a.C). Nei dintorni di Es Cap de Barbaria sorge infatti il sito più esteso (Es Cap de Barbaria II), una struttura a pianta complessa formata da diverse tipologie di curve, cerchi, semicerchi, a ferro di cavallo o ellitiche che riproducevano degli ambienti di una casa con varie destinazioni d’uso.

 

Valle d’Aosta
Il santuario di Cunéy incastonato a più di 2600 metri

Nel vallone di Saint Barthelémy, nel comune di Nus, il piccolo santuario dedicato a Notre Dame des Neiges si eleva a ben 2.656 m di quota ponendosi così come il più alto santuario mariano d’Europa. Secondo la leggenda alcuni pastori ritrovarono negli alpeggi di Cunéy una statua della Vergine e decisero di portarla in un villaggio a valle, ma la statua miracolosamente fece ritorno tra i monti, ai piedi della Becca del Merlo, manifestando così il suo volere: lassù doveva essere costruito un luogo di culto. Venne così edificata nel 1656 una cappella nei pressi di una sorgente benedetta considerata sacra dalle genti del posto che vi si recavano per pregare nei periodi di siccità. È oggi un luogo carico di storia, infatti all’interno si possono osservare numerosissimi ex-voto di ringraziamento per grazie ricevute dalla Madonna, facendo subito risaltare al visitatore il forte legame che la popolazione locale ha con questa località. Di fianco al santuario si trova un rifugio, tappa dell’Alta Via n. 1 della Valle di Aosta che unisce la valle di Gressoney con Courmayeur, dove pellegrini e visitatori possono rifocillarsi e godere dello splendido panorama, ritrovando sé stessi lasciandosi avvolgere dalla natura incontaminata.

 

Maldive
Una sferzata di energia dalla natura

Le Maldive sono un antidoto naturale allo stress, un luogo di pace e relax dove riconnettersi con la natura. In questo paradiso si può ritrovare la carica attraverso innumerevoli esperienze tra il blu del cielo e le mille sfumature del mare: nuotare con le eleganti mante, scoprire le creature marine con snorkeling safari, esplorare i fondali con i suoi misteriosi relitti, meditare tra la vegetazione tropicale e ancora immergersi nelle blackwater. Ultima novità del resort di lusso Six Senses Laamu, è questa un’esperienza diversa dalla classica immersione diurna o notturna: si svolge di notte in mare aperto e prevede che i subacquei vengano trasportati dalla corrente guidati da una serie di luci a LED collegate a una corda legata a una boa galleggiante in superficie. In attesa di poter tornare in queste isole e atolli da sogno, ci si può ricaricare da casa con il Biosphere Mocktail un drink analcolico creato dal mixologist del resort Vakkaru Maldives per rafforzare il sistema immunitario, un’ottima fonte di vitamine, minerali e antiossidanti. La bevanda è a base di frutta e verdura fresca e con l’immancabile aggiunta di acqua di cocco. La ricetta completa è disponibile qui.

Doha, Qatar
L’energia dell’arte

Il numero Sette è un numero sacro che esprime la globalità, l’universalità, l’equilibrio perfetto. Richard Serra, celebre scultore americano, ha preso ispirazione proprio da questo numero e ne ha voluto celebrare la valenza mistica realizzando a Doha, in Qatar, “7” la sua prima opera in Medio Oriente. “7” è una scultura a pianta ettagonale formata da sette lastre di acciaio, alte oltre 24 metri, la cui forma si ispira ai minareti dell’antichità, in particolare a quello della moschea di Ghazni in Afghanistan, ed è un inno all’eternità. Un’opera imponente dal grande impatto visivo, che è stata concepita da Serra come arte pubblica, ma anche come luogo intimo e spirituale per entrare in contatto con se stessi e fare esperienza del contesto in cui è inserita attraverso le fenditure della scultura, il Museo di Arte Islamica e la città di Doha, e, dal suo interno, attraverso il prisma centrale, condurre lo sguardo verso l’infinità del cielo.

 

Repubblica Dominicana
Un giardino botanico ad alta quota all’ombra del Cristo Redentore

A nord della Repubblica Dominicana, in cima alla montagna di Isabel de Torres a Puerto Plata, sorge un luogo magico dove respirare energia pura, avvolti da una leggera brezza profumata, e dal quale ammirare un paesaggio mozzafiato su quella che chiamano Costa Dorada bagnata dall’Oceano Atlantico. Questo luogo si raggiunge a bordo dell’unica funivia nei Caraibi e giunti a destinazione si percorre a piedi una stradina in salita immersa nel verde fino ad arrivare alla gigantesca statua del Cristo Redentore, uno dei siti più simbolici della provincia di Puerto Plata. Situata a 793 metri di altezza, la statua di 16 metri è circondata da una vista unica sulle colline lussureggianti e sul mare. Meglio andarci al mattino presto in una promettente giornata di sole per godere della vista migliore. Ma la chicca è che una volta arrivati in vetta si trova un giardino botanico ad alta quota, ricco di flora autoctona di specie rare, un luogo di osservazione di uccelli e grotte e zone ombreggiate in cui concedersi un po’ di riposo.

 

Giappone
Ritrovare l’energia con l’arte dello zen

Ritrovare l’energia attraverso la calma? Per noi è un grande sì. Liberarsi dai pensieri e da ogni forma di negatività è infatti la premessa necessaria per sentirsi ancora più carichi e in forma. Ce lo insegna Kuniatsu, monaco buddhista da oltre 20 anni presso il tempio Shitennō-ji di Osaka, uno dei templi buddhisti più antichi del Giappone. Qui Kuniatsu ha perfezionato la tecnica della meditazione zen, che ora insegna tramite Airbnb: la sua esperienza online è tra le più apprezzate e consiste in un canto dei mantra per i primi 20 minuti, ai quali seguono 10 minuti di esercizi di meditazione e respirazione. Su richiesta è possibile scegliere anche altre pratiche, come la meditazione con le candele, l’arte marziale del Qì Gōng o la copiatura a mano dei Sutra, i testi sacri buddhisti.

 

Nuova Zelanda
Vinyasa flow con una campionessa olimpica di snowboard

Per riattivare anche l’energia fisica, ci trasferiamo virtualmente in Nuova Zelanda, nell’affascinante Dunedin, una graziosa città coloniale affacciata sul Pacifico. Chiudiamo gli occhi e respiriamo profondamente, immaginando di essere di fronte all’oceano. Una volta rilassato, il corpo è pronto per acquisire nuove energie. Per farlo, il Vinyasa flow è la disciplina ideale poiché è uno stile di yoga dinamico che prevede un passaggio veloce da una posizione all’altra. Per ricevere una carica in più, niente di meglio della grinta di una sportiva professionista: su Airbnb è possibile prenotare l’esperienza online con Christy, snowboarder neozelandese e campionessa olimpica ai giochi invernali del 2014, nonché esperta di yoga. La lezione, della durata di circa un’ora, è adatta a tutti i livelli e può essere effettuata sia in gruppo che privatamente. A seguire, l’esperta potrà rispondere alle domande e dare preziosi consigli per attivare tutti i flussi di energia.