CITROËN, STORIA E INNOVAZIONE

Dopo aver rivoluzionato il mondo dell’automobile con innovativi metodi di produzione e nuovi codici nel settore della vendita e della comunicazione, all’inizio degli anni ‘30 André Citroën decise di riformare profondamente anche il prodotto, avviando il progetto PV (Petit Voiture) che avrebbe portato alla nascita della Traction Avant.

Una vettura di pre-serie ritratta per i primi depliant della Traction Avant

Tra le principali innovazioni costruttive introdotte da Citroën sino a quel momento c’era la produzione in grande serie tramite catena di montaggio, lo stampaggio in acciaio della scocca, che rimpiazzava la tradizionale costruzione a chassis separato, ed il sistema “moteur flottant” che portava in Europa la sospensione elastica anche per il gruppo motore/cambio, riducendo drasticamente le vibrazioni trasmesse alla scocca.

A tutto questo, la nuova, rivoluzionaria vettura che era in progettazione avrebbe aggiunto una carrozzeria aerodinamica, bassa e filante, grazie alla soppressione del differenziale posteriore e dell’albero di trasmissione. Innovazioni rese possibili dall’adozione della trazione anteriore e dallo spostamento, davanti al motore, del cambio di velocità e del relativo differenziale. Dietro a queste audaci innovazioni industriali c’era un team di progettisti unico al mondo, capitanato da un ingegnere aeronautico di nome André Lefebvre che dopo aver trascorso molti anni nel settore auto della Avion Voisin, era stato assunto per qualche mese alla Renault.

Il prototipo PV nel gennaio del 1934

Il carattere di Lefebvre, genio innovatore, mal si conciliava con quello di Louis Renault che lo defenestrò letteralmente dalla sua fabbrica proprio il giorno in cui Lefebvre gli presentò il progetto di una vettura con trazione anteriore. I vantaggi di questa sua intuizione erano evidenti: il numero di organi meccanici si riduceva, il baricentro veniva abbassato a vantaggio della stabilità e la tenuta di strada era determinata dalle ruote motrici anteriori.

Osteggiato e incompreso da Louis Renault, Lefebvre prese le sue carte e si presentò al quai de Javel, presso la fabbrica Citroën, dove fu ricevuto personalmente da André Citroën che lo assunse immediatamente, inquadrandolo nel suo Bureau d’Etude di rue du Théâtre a Parigi, affiancandolo all’altro genio che già faceva parte del team del Double Chevron: il designer italiano Flaminio Bertoni.

Una delle prime foto ufficiali della Traction Avant 7

Da questi due uomini, a tempo di record, prenderà vita il prototipo della PV (Petit Voiture, nome in codice della futura Traction) che sarà inizialmente equipaggiata addirittura con un moderno cambio automatico con convertitore di coppia, progettato dall’ingegner Sensaud de Lavaud per conto di Citroën, poi abbandonato all’ultimo momento in favore della trasmissione manuale.

Vista del sottoscocca con in evidenza lo schema della sospensione a barre di torsione

La forma della PV, ispirata a quella di un cigno, è filante. La vettura è spaziosa, comoda e ben molleggiata, grazie alla sospensione a barre di torsione che rimpiazzano le tradizionali balestre. L’abbassamento dell’abitacolo di oltre venti centimetri rispetto ai modelli tradizionali ha permesso (per la prima volta nella storia dell’automobile) di produrre una berlina priva di predellini, a tutto vantaggio dell’aerodinamica e dell’eleganza della carrozzeria.

La progettazione di una vettura così rivoluzionaria fu fulminea: André Lefebvre fu assunto nel marzo del 1933, a giugno i piani di costruzione definitivi erano pronti e nel corso della stessa estate furono realizzati i primi due prototipi. Si trattava di vetture che possedevano già la silhouette della futura Traction e che montavano il motore progettato per la nuova vettura da Maurice Sainturat e un cambio tradizionale, in attesa dell’automatico “Turbine”, all’epoca in progettazione.

Il prototipo PV durante le prove di durata inizio 1934

Ai primi due, si aggiunsero diversi altri prototipi che servirono anche da modello per la realizzazione degli stampi per le grandi presse americane “Budd”, che Citroën impiegava già da diversi anni. La vettura definitiva fu pronta a marzo 1934, un anno esatto dopo l’ingresso di Lefebvre a Javel: il 24 dello stesso mese pochi, selezionati concessionari della Marca del Double Chevron furono convocati per scoprire “una sorpresa”: la 7, come venne brevemente battezzata la prima delle Traction Avant, era pronta a prendere la strada.

 

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