Around Vinitaly 2018: Altesino

C’è qualcosa di placido e allo stesso tempo zampillante di vita nella luce che accarezza Montalcino. La cantina Altesino è stata tra le prime a intuirlo e a percepire il tepore accogliente di quel sole sulla propria pelle. Negli anni ’70 già produceva vino e olio seguendo la direzione territoriale, tanto da distinguere alcune zone che poco dopo si sarebbero fregiate della classificazione come Cru.

Vigna Montosoli

I vini firmati Altesino hanno saputo tradurre la vivacità e l’ampiezza di quei raggi, che hanno cresciuto i grappoli di Sangiovese e non solo, ricolmandoli di gioioso potenziale espressivo. Quelli di Altesino sono vini amati dalla luce, scolpiti dal terroir e temprati dal carattere del vitigno. Se osservati, guardati e degustati in sequenza, con attenzione, sono capaci di raccontare la storia di un vitigno e di un luogo, che si esprimono in un’interazione sempre nuova ma sempre riconoscibile. Ogni etichetta è un tratto del carattere poliedrico del Sangiovese e ogni annata è un capitolo inedito della sua storia.

 

TOSCANA IGT ROSSO 2016

È variabile, di vendemmia in vendemmia, la proporzione di Merlot, Cabernet Sauvignon e Sangiovese utilizzata per comporre questo rosso. Pensato per essere fresco e piacevole, in realtà supera con una signorilità innata il concetto della facile beva. Il frutto percepito al naso è carnoso e profumato come una fragola matura e un’amarena; questa rotondità s’interfaccia con note vagamente vegetali e terrose, intrecciate nella trama di uno sfondo che ha stoffa e carattere, pur in tutta la sua spensieratezza. La bocca conferma il profilo olfattivo, aggiungendo la freschezza e un tannino che squadra leggermente la morbidezza del corpo. Lascia ricordo di sé con una leggera scia di liquirizia. La grande sorpresa è sapere che questo vino affina in soli contenitori di acciaio, delegando lo sviluppo di una complessità alla pura interazione tra i vitigni.

 

ROSSO DI MONTALCINO DOC 2016

È colui che ha il compito di introdurre e presentare “il Sangiovese”, di cui verrà poi mostrata la declinazione completa. Proviene dalle vigne più giovani, con età compresa tra i 5 e i 15 anni. In questo calice domina la vitalità. Il suo profumo è vivace e quasi pungente, con un frutto rosso asprigno che ricorda il ribes e il lampone, ingentilito da una nota di acqua alle rose. Il cacao amaro porta in superficie il nerbo del vitigno e trova conferma in una pienezza di corpo, in bocca, che regala una sensazione del tutto simile a quella di un frammento di cioccolato fondente che si scioglie pian piano sulla lingua, avvolgendo il palato. Solo una struttura così decisa avrebbe potuto sostenere la freschezza e il tannino che imperano. Un tannino ancora puerile nei suoi toni verdi ma che saprà evolvere nel migliore dei modi.

 

BRUNELLO DI MONTALCINO DOCG 2013

Che sia un signore, lo si può intuire già dal colore. Si annuncia nella trasparenza fine e affascinante del suo rosso granato. Al naso emerge un carattere di natura selvaggia, scura come un ribes nero o una mora, e terrosa come il sottobosco e i funghi secchi. Se il Rosso di Montalcino ha introdotto il vitigno, questo Brunello ci parla dello stile Altesino. Si varca la soglia di casa, quindi, e si iniziano a scorgere i segni di una personalità che la abita. Il naso mostra una complessità che ha ancora qualcosa da elaborare nel tempo. In bocca rivela un lato di sé avvenente, ma come tutti coloro che si trovano all’inizio del proprio percorso, convive con un temperamento ancora impetuoso e irruento, qui rappresentato dal tannino e da una freschezza che pare, però, aver già trovato la sua direzione precisa e puntuale, quasi pungente.

 

BRUNELLO DI MONTALCINO DOCG MONTOSOLI 2013

Un’icona, più che una bevanda. È stato il primo Cru di Brunello di Montalcino, riconosciuto nel 1975. Su quella Collina di Montosoli dimorava qualcosa di unico, sia per espressione che per genetica. Il clone di Sangiovese che vive tra quei filari è un’identità irripetibile, fiorita tra gli esclusivi confini di questo Cru. È un vino talmente identitario, che si afferma nella coesione del suo carattere complesso. La sovrabbondanza dei suoi colori è solidamente legata, frutto di una capacità sinfonica eccezionale in cui risulta difficile distinguere i singoli strumenti ma non si può fare a meno di essere coinvolti e trascinati da quella musica. Affascina e tira a sé, con un cenno pregno di composta eleganza. Nell’avvincente dialogo con questo Brunello si riconoscono, al naso, note di viola e di bergamotto. Il tannino è levigato e la freschezza, al pari del profilo olfattivo, è integrata alla perfezione con tutto il resto, lasciando solo il ricordo di una presenza elegante.

 

BRUNELLO DI MONTALCINO DOCG RISERVA 2012

Non è un privilegio di tutte le annate, quello di diventare Brunello di Montalcino Riserva. In questo punto della nostra storia del Sangiovese e di Altesino, la Riserva si presenta come un inserto speciale, come uno di quegli stralci di lettere antiche e preziose scritte a mano dal protagonista. La complessità è la veste con cui si presenta al mondo, dipinta nei toni agrumati delle scorze d’arancia candite, nel cioccolato, nella cannella, in una traccia balsamica che ricorda la felce e in un accenno a note terziarie di cera. Al suo ingresso in bocca stupisce per il corpo, che è ben presente e ricco di gusto. Mostra la dote molto rara di chi sa tenere viva l’attenzione in un discorso. Il tannino imprime un tocco delicato e gentile, limato pazientemente attraverso il percorso evolutivo di 5 anni in legno e di 6 mesi in bottiglia. E poi c’è quella punta sapida che, in mezzo al racconto poetico e coinvolgente di questo Brunello Riserva, guizza come un ciuffetto ribelle che niente e nessuno è riuscito a domare. Ma, in fondo, è l’ennesimo segno della vivacità, di quella luminosità che rimbalza tra le pietre di Montalcino.

www.altesino.it