BAROLO DAMILANO, IL CANNUBI

La famiglia Damilano ha presentato il Barolo Cannubi 2014 e il Barolo Riserva Cannubi “1752” 2011 al ristorante Imàgo, una stella Michelin nel cuore di Roma e dove vista e gusto si fondono tra loro per creare un’esperienza unica, con il cupolone in lontananza, quasi fosse un’apparizione.

 

Paolo Damilano

Damilano è una cantina dalle tradizioni antiche: Giuseppe Borgogno, bisnonno degli attuali proprietari, iniziò a coltivare e vinificare le uve nel 1890. Con il genero Giacomo Damilano la cantina assunse il nome attuale e fu lui a sviluppare l’azienda, costruendo la cantina e apportando miglioramenti nella qualità della vinificazione e nella cura delle vigne. Dal 1997 la conduzione dell’azienda è in mano ai 3 nipoti Guido, Mario e Paolo. Le uve che danno origine ai vini Damilano provengono da 40 ettari, la maggior parte tra Barolo, Monforte, Grinzane Cavour, Novello e La Morra, nel cuore della denominazione Barolo, in cui brillano vigneti leggendari per eleganza e personalità come Cannubi, Brunate, Cerequio e Liste. Le vigne sono gestite in modo convenzionale ma quasi a conduzione biologica, utilizzando solo concimi organici e nessun diserbo. La vendemmia è manuale, le uve raccolte e vinificate separatamente per ciascuna menzione nella cantina a La Morra. La fermentazione alcolica si svolge in contenitori di acciaio termocondizionati con utilizzo di lieviti indigeni, con un periodo di macerazione abbastanza lungo e l’utilizzo prima della svinatura della pratica del “cappello sommerso” (totale immersione delle bucce nel vino), per conferire struttura, complessità ed eleganza. Il vino poi matura in botti di legno da 50 e 100 hl dalla leggera tostatura per 24/36 mesi, prima dell’imbottigliamento e un periodo di affinamento in bottiglia.

 

 

CANNUBI

La collina di Cannubi è uno dei luoghi magici, baciati dalla natura. Paradigma di complessità e longevità, il Barolo è il vino più prezioso generato dall’uva nebbiolo, vitigno vigoroso e difficile, che germoglia precocemente e matura tardivamente, per cui teme le intemperie primaverili ed autunnali. La sua grandezza è determinata dalla particolare composizione del terreno di questa zona, unica nell’intero comprensorio della produzione del Barolo, formatasi 10 milioni di anni fa, dove si intersecano terreni di origine tortoniana ed elveziana, appartenenti ad ere geologiche diverse. L’area principale è composta da quindici ettari, suddivisi in micro parcelle e la famiglia Damilano ne gestisce 10: nella parte centrale della collina si trovano i due ettari storici di proprietà con viti intorno ai 40/50 anni di età; intorno gli altri otto ettari in gestione fino al 2027.

Su questi pendii prende forma dal 1997 il Barolo Cannubi Damilano, vino straordinario in fatto di stile ed eleganza, mentre dalla vendemmia 2008 i due storici ettari sono dedicati esclusivamente al Barolo Riserva Cannubi “1752”. Due vini che disegnano l’intento della famiglia Damilano: tradurre in bottiglia, con sensibilità e precisione, l’espressione più alta del territorio. “La nostra passione per Cannubi” ci racconta Paolo Damilano “nasce dalla memoria delle generazioni che ci hanno preceduto. Oggi abbiamo il privilegio di gestire questa terra, un impegno cui dedichiamo tutte le nostre risorse e che è ripagato dal piacere di proporre in Italia e nel mondo due Barolo di cui siamo di anno in anno più orgogliosi”.

 

BAROLO CANNUBI 2014 (91/100)

Resa di solo 50 q.li/ha e una produzione annuale di circa 45.000 bottiglie, è frutto di un’annata complessa che offre tuttavia una sorprendente finezza. La particolare composizione del terreno, con un’alta percentuale di sabbia (45%), poco potassio e una buona percentuale di calcio e magnesio, conferisce al vino eleganza e regala alle uve profumi intensi di ciliegia, di prugna, floreale di rosa e viola, erbe aromatiche, note speziate, tabacco, con al palato un tannino raffinato e setoso e un finale aromatico su legno di cedro e note balsamiche.

 

BAROLO RISERVA CANNUBI “1752” 2011 (93/100)

La data è un omaggio alla prima bottiglia conosciuta che porta in etichetta il nome Cannubi. Nasce con la vendemmia 2008, dalla passione per la vigna e dalla convinzione che questa rappresenta l’essenza di Cannubi, concepito fin dalla vendemmia come Riserva, quando la famiglia Damilano decise di valorizzare ulteriormente il nucleo storico del vigneto situato nella parte più alta e centrale della collina: qui la resa per ettaro è di solo 40 quintali. L’uva fermenta in cantina 20 giorni a temperatura controllata e rimane a contatto con le bucce per 30 giorni. Affina poi per 60 mesi in un’unica botte da 50 Hl e ulteriori 24 mesi in bottiglia. Questa è la quarta vendemmia di una selezione che si concretizza in soli 6.000 esemplari. Al naso aromi fruttati, ciliegia e prugna in confettura, sentore di rose appassite, legno orientale di cedro, note terziarie di cuoio, al palato è un vino complesso, elegante ma equilibrato, con dei tannini dolci e cremosi, note speziate e un finale minerale di china e grafite.

 

G.D. 2016 (90/100)

Seconda vendemmia per lo Chardonnay dedicato a Giacomo Damilano, antesignano del territorio delle Langhe, che negli anni ‘20 aveva intuito la vocazione e le potenzialità dei vigneti di casa. “Abbiamo voluto dedicare a lui questo vino che a tutti gli effetti è l’alter ego del nostro Cannubi” ci dicono. Chardonnay in purezza, poche migliaia di bottiglie, G.D. è nato per sfida e per passione, con la convinzione che le Langhe diano sempre voce a grandi interpretazioni, anche in bianco. Per la famiglia Damilano, da generazioni impegnata a cesellare il Nebbiolo, mettersi alla prova sullo Chardonnay, vitigno che ha già avuto superbe interpretazioni nel territorio, è stato un confronto importante. “Il nostro desiderio è creare anno dopo anno un bianco capace di offrire in ogni sorso i valori della nostra esperienza in vigna e in cantina, ma con un’altra… tonalità” ci spiega Paolo Damilano. “La 2016 è stata un’annata lunga…” ci racconta l’enologo Alessandro Bonelli “con una bella estate mai troppo torrida che ha permesso alle uve di Chardonnay di maturare lentamente e in modo perfetto. La resa è di 70 q.li / ha, prima annata la 2015, prodotto in 2.700 esemplari. Il risultato è un vino non convenzionale, un ritratto inedito delle Langhe fatto di fresche note di pesca bianca, agrumi, ginestra, spezie e note tostate. Vino morbido avvolgente, di ottima freschezza e sapidità.

 

cantinedamilano.it