CANTINE DELLA VOLTA, LA NOBILITAZIONE DEL SORBARA

È una storia antica quella del Lambrusco, che ci riporta indietro a Virgilio e le sue Bucoliche, ma è anche una realtà di grande successo che risulterebbe troppo facile generalizzare in “Lambrusco”, perché si tratta di una famiglia di vitigni che forma un mosaico dalle espressioni assai differenti: tra le varietà più conosciute troviamo il Salamino, il Grasparossa e il Sorbara, con le loro rispettive DOCG, oltre che il Marani e il Viadanese.

Milioni le bottiglie prodotte, è tra i vini più venduti in Italia e più esportati al mondo assieme al Prosecco, con il quale trova molte affinità, grazie alla facile beva e a un costo contenuto. Il suo punto di forza è senza dubbio poter rappresentare un consumo quotidiano nella sua semplicità, ma anche ostentare importanza quando è la qualità produttiva a firmare l’etichetta. La sua alta acidità innata e le sue caratteristiche organolettiche lo rendono particolarmente adatto ad essere spumantizzato, soprattutto per quanto concerne il Lambrusco di Sorbara.

Christian Bellei

Ed è proprio il Sorbara il marchio di Cantine della Volta, che lo valorizza con il Metodo Classico. Siamo a Bomporto, paesino situato in provincia di Modena, terra di elezione di questa varietà, dove nasce nel 2010 l’azienda, frutto della passione di un gruppo di amici che hanno creduto in Christian Bellei, enologo la cui famiglia è attiva nel settore dell’imprenditoria vinicola fin dal 1920. Cantine della Volta ha sede nell’edificio originale, costruito dal bisnonno di Christian, nei pressi della Darsena settecentesca, luogo in cui le barche dovevano effettuare “la volta” nel loro percorso per riprendere la navigazione verso la città di Modena.

Sei gli ettari vitati destinati al Sorbara, posti in prossimità del fiume Secchia: terreni dal carattere alluvionale, prevalentemente sabbiosi e ricchi di potassio. Altri dieci ettari sono invece adibiti a Pinot Nero e Chardonnay, nel vigneto di Riccò di Serramazzoni, coltivati a 650 metri di altitudine su suolo calcareo con gesso in superficie.

Cantine della Volta ha da sempre creduto nella nobilitazione del Lambrusco, attraverso la sua lavorazione in metodo classico. Nessun utilizzo di autoclave, ma affinamento sui propri lieviti con il rémuage, un approccio totalmente diverso da quello tradizionale, cercando di dare un’idea diversa a questo storico varietale. Le uve vengono raccolte manualmente in cassette della capienza massima di 17 kg. A seguito della pressatura, il mosto viene fatto fermentare in tini d’acciaio. Dopo sei-otto mesi, il vino è imbottigliato e fatto affinare sui lieviti. Dégorgement e aggiunta di liqueur d’expédition (o rabbocco dello stesso vino qualora si tratti di un pas dosé) completano la produzione.

 

 

LA DEGUSTAZIONE

 

 

Cantine della Volta Rosé 2015

Sorbara 100%

 

Il vino affina 41 mesi sui lieviti, con un dosaggio dai 5,5 mg/l. Veste brillante, rosa salmone, con una sinuosa catena di fini bollicine che si alza verso il vertice del calice. Al naso troviamo aromi che ricordano una frutta croccante, di arancia e melograno, con una cornice mediterranea, di rosmarino e muschio. Palato con una freschezza corroborante, bollicina perfettamente integrata e sinuosa, che invoglia il sorso.

 

 

Cantine della Volta DDR 2009

Sorbara 100%

DDR sta per Degorgiatura Dosaggio Recente. Sicuramente è una sfida il portare un Lambrusco ad almeno 84 mesi di affinamento sui propri lieviti, una sfida che però ci sentiamo di dire vinta. Degorgiato nel 2017, 8mg/l di dosaggio, il vino presenta una veste di un rubino cristallino. Parte olfattiva giocata su una marasca, ribes rosso, fragolina di bosco e confettura di arance. Palato teso, con un’acidità aggrumata e una chiusura elegante e salina.

 

 

cantinadellavolta.com