CASADEI, “REGNO BIODINAMICO”

A Suvereto c’è un regno biodinamico che si estende per 56 ettari: si chiama Casadei, la cui cantina è fresca di inaugurazione con le sue 150.000 bottiglie e i vitigni internazionali come il Cabernet e il Syrah.

Fred Cline e Stefano Casadei

L’azienda, acquistata nel 2000, è guidata da Stefano Casadei e Fred Cline, imprenditore vinicolo della Sonoma Valley, in California. Casadei, assieme alla moglie Anna Baj Macario, è da sempre in prima linea nella conduzione delle aziende in trasformazione BioIntegrale, nelle scelte viticole ed enologiche, nell’affiancamento ai giovani figli che stanno facendo il loro ingresso nelle attività del gruppo. DCasadei, infatti, produce anche in altre zone della Toscana e in Sardegna: Castello del Trebbio nel Chianti Rufina e Olianas, nel sardo Sarcidano. Tre realtà agricole e produttive differenti, con diverse storie ed età, ma con l’obiettivo di puntare alla qualità e al rispetto ambientale.

La nuova e super avanguardistica cantina, che ha l’obiettivo di porsi come un vero e proprio percorso didattico, è costruita nella terra e nella roccia. I lati interrati sono tre: un modo antico ed efficace per garantire spazi naturalmente a temperatura costante. Il basso impatto ambientale e il risparmio energetico sono aspetti fondamentali: l’impianto fotovoltaico trasforma la luce del sole nell’elettricità necessaria al fabbisogno dell’azienda che è autonoma, autosufficiente e sostenibile. Anche i materiali riflettono la doppia anima della cantina: cemento e legno, ma anche metallo e vetro. E poi, la pietra locale che riveste la facciata rivolta sulla vigna con toni violacei e rosati. Il tetto ha una doppia funzione di copertura e terrazza panoramica. Il cannocchiale rialzato inoltre inquadra la vigna e invita a contemplare la corsa indisturbata dei filari.

In Casadei si produce energia elettrica fino al 70% del fabbisogno, si reintegrano le sostanze organiche nel terreno in maniera del tutto naturale arrivando alla totale autosufficienza; si smaltisce l’80% dei rifiuti all’interno dell’azienda stessa. Casadei e Cline hanno voluto trasformare l’ambiente in un luogo sano e protetto, ricco di biodiversità. Ogni angolo lo testimonia: dal laghetto con le oche, alle api, al letame, ai tre cavalli che lavorano in vigna: Ulisse, Ursula e Dinette.

Il processo di vinificazione avviene principalmente in grandi vasche di cemento. Le uve migliori di Cabernet e Syrah svolgono la prima fermentazione in contenitori fatti di terra: delle grandi anfore di terracotta che vengono riempite di mosto, sigillate e sotterrate. È un metodo di vinificazione antichissimo che arriva dal Caucaso prima, dalla tradizione romana ed etrusca poi. Nelle anfore, il vino fermenta e macera fino a 6 mesi. Alcune delle anfore sono georgiane, altre toscane. La terracotta caucasica è granulosa e lascia passare più ossigeno: perfetta per le caratteristiche del syrah. Le anfore toscane arrivano dall’Impruneta, dove la terra è più fine: ottime per Ansonica e Moscato. Poi arriva il legno per un massimo di 20 mesi. Il passaggio in legno vale per la maggioranza della produzione ad eccezione del bianco Incanto Mediterraneo (uve Viognier e Ansonica fermentate e affinate in cemento). In questa fase evolutiva l’azione combinata di ossigeno e tannini dolci del legno influenza l’aspetto gustativo e aromatico. Le barrique in tenuta sono fatte esclusivamente di rovere proveniente dal Massiccio Centrale (Francia).

Oggi, da Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Petit Verdot, Merlot, Grenache, Mourvèdre, Syrah e Moscato, si producono Armonia (blend di uvaggi a bacca rossa), Sogno Mediterraneo (Grenache, Mourvèdre, Syrah), Filare 41 (Petit Verdot in purezza, fermenta e macera in anfora), Filare 18 (100% Cabernet Franc, anch’esso con macerazione e fermentazione in terracotta); Incanto Mediterraneo che fermenta e affina in cemento.

 

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