IL CIRÒ SULLA VIA DELLA SETA

Dove il verde di una vegetazione selvaggia incontra il blu trasparente del mare, lì sorge il vigneto di Calabria. Il territorio cirotano manifesta i suoi tratti impetuosi e limpidi in un grappolo, poi in un calice e infine nel trionfo di una tavola da definire vivace, più che imbandita. Le varietà di uve autoctone firmano l’identità di quei 20.000 ettari a vista sul mare, protetti dalle colline selvatiche quasi veementi nella loro rigogliosa affermazione di vita.

Tra quei grappoli, là nel Cirò, ce ne sono alcuni dotati di una particolare attitudine: quella di stupire. Ebbene sì, perché l’uva Gaglioppo disattende l’aspettativa di un vino potente e pesante, come spesso può accadere in tutte quelle regioni dove il sole è forte e le temperature elevate, soppianta l’idea di “morbido vino del sud” e racconta una trama di eterea fermezza. Il Gaglioppo incanta con la finezza del suo profilo, con la seta del tannino, con la precisione appuntita del sorso e con un bouquet olfattivo che, di fronte a un palcoscenico gustativo meritevole della continuità di un applauso, partecipa alla degustazione in qualità di raffinato accompagnatore.

I rossi da Gaglioppo si annunciano con un profumo ora complesso, ora più fruttato e lineare, ma sempre dosati in un’espressione composta, di gran classe, a sottolineare la supremazia del palato. Sarà questo ad affascinare e a conquistare, per sempre, la stima di tutti coloro che nel vino ricercano l’eleganza. Quelle bottiglie a cui è stato concesso l’onere e l’onore di mostrare in pubblico i segni del tempo, hanno evidenziato una particolare predisposizione anche verso l’evoluzione. Forse ancora in parte da scoprire ed esplorare, la capacità evolutiva del Gaglioppo eleva ai vertici la sottile finezza che contraddistingue il vitigno, amplificando anche il naso in una complessità profonda e varia.

Non solo calici rossi, per l’uva Gaglioppo: sono molte le versioni rosate di questa varietà poliedrica che rientrano nella DOC Cirò o nelle altre denominazioni limitrofe. Con quella tenace caparbietà tutta calabrese, i rosati della zona si smarcano dalla linea di mezzo fra il bianco e il rosso e trovano una loro collocazione precisa, ritagliandosi uno spazio a sé stante all’interno del panorama vinicolo sia locale che esterno.

Le denominazioni di Calabria stanno diventando un contenuto di sempre maggior interesse per il mondo del vino, il quale sta finalmente prendendo coscienza delle potenzialità incredibili di queste uve, di questi vini e di questi produttori. Le nuove generazioni si stanno affacciando alle finestre delle cantine cirotane, portando una ventata di freschezza e competenza, nutrita da una gran voglia di fare. Amano mettere le mani in pasta e andare incontro al mondo, i cosiddetti “Cirò Boys”, con l’obiettivo di dire a tutti quanto sia buono il loro vino di Cirò e dintorni.

E noi, chiamati ad assaggiare il nettare di queste vigne, non possiamo che dar loro ragione e spronarli a continuare. Perché, in effetti, ne vale veramente la pena.

 

 

CIRÒ ROSATO DOC 2017 – SALVATORE CAPARRA

100% Gaglioppo

La schioccante fragranza del naso si compone di melograno e di pompelmo, che trovano corrispondenza nella freschezza agrumata del palato. Il leggero cenno tannico si lega all’impronta citrina e alla sapidità, tracciando la precisione di una linea tesa, perfetta per scandire la facile beva.

 

CALABRIA MARINETTO ROSATO IGT 2017 – SERGIO ARCURI

100% Gaglioppo

Al di là della netta impressione di caramella alla fragola, lascia intuire, al naso, una trama piuttosto complessa e articolata, molto ben coesa e armonizzata nelle sue varie note. È la freschezza a tenere le redini del palato, dove un’ottima pienezza – sia aromatica che del corpo – permette a questo rosato di giocare la propria espressione sul filo dell’equilibrio e della complementarietà.

 

 

CIRÒ ROSSO SUPERIORE IL PAGANO DOC 2017 – CANTINE GRECO

100% Gaglioppo

Il frutto rosso maturo cede il passo, dopo qualche rotazione del calice, alla fragolina di bosco e alla bacca nera. La componente fruttata è solo colei che apre le danze, da svolgersi negli anni a venire. È intenso, sia al naso che al gusto, nella cornice di quella signorilità che rende giustizia al vitigno. Ancora freschissimo, anima il palato con la vitalità scalpitante della sua giovinezza. Il tannino è l’elemento trainante, ma è anche il primo a smussare l’irrequietezza del temperamento, conducendo il sorso lungo un’evoluzione da scoprire nel tempo.

 

 

CIRÒ ROSSO CLASSICO SUPERIORE DOC 2014 – ‘A VITA

100% Gaglioppo

Dal calice rosso rubino scarico, di affascinante trasparenza, si eleva un connubio di finezza e complessità. La sua eleganza si dipana nella trama di frutti rossi di bosco, violetta, rosa e una leggera spezia, sullo sfondo acquerellato di note terrose e muschio. La sottigliezza del corpo sostiene la componente tannica evidente eppure perfettamente gestita. Freme la curiosità di vedere come l’evoluzione saprà trasformarne l’espressione tannica, già ad oggi setosa e imponente. In una parola, intrigante.

 

 

CIRÒ ROSSO CLASSICO SUPERIORE RISERVA DOC 2013 – CATALDO CALABRETTA

100% Gaglioppo

Una leggera nota affumicata non solo non ostacola la finezza del bouquet, ma addirittura la esalta amalgamandosi in uno sfondo di rosa, frutta rossa, caffè e frutta secca tostata. Il tannino è il protagonista del palato ed è capace di scortare lo sviluppo del sorso in un gesto elegante. Freschezza e intensità convivono in un corpo finissimo e slanciato, che tende verso una sofisticata forma di charme.

 

 

CIRÒ ROSSO CLASSICO SUPERIORE RISERVA ARCANO DOP 2013 – SENATORE

100% Gaglioppo

Vigneto vecchio e bassa resa produttiva: questi – ma forse non solo – i segreti di quel naso pieno, complesso, di grandissima finezza. È sontuoso senza essere ridondante, risultando in una compostezza dalle nobili origini. Si declina nella maturità del frutto rosso, nella nota di terra e in quella tostata di caffè. In bocca conferma l’eleganza con la sinuosità del suo incedere; il tannino vellutato, dopo 5 anni, è ancora lì a esercitare la sua ferma pressione astringente e, al contempo, delicata. Un vino che sa svelare molto bene le potenzialità del Gaglioppo.

 

 

VAL DI NETO ROSSO ANNO QUINTO IGP 2012 – LA PIZZUTA DEL PRINCIPE

60% Gaglioppo – 40% Greco Nero

Il ritratto del suo profilo si dipinge in una moltitudine di tinte che virano dalla prugna in confettura ai frutti di bosco, dalle ciliegie sotto spirito al cacao, dalla nota terrosa a quella di tartufo, con un intreccio balsamico e tostato che affiora dallo sfondo. Classe ed eleganza sono le due colonne portanti intorno a cui si snoda il tannino avvolgente che imprime il suo tocco delicato e persistente, facendosi ricordare in una pressione leggera ma presente, come i migliori ricordi.

 

Photo credits: Manuela Laiacona per ‘A Vita