ENRICO SERAFINO: NEBBIOLO, PICOTENER & C.

E’ ormai risaputo che il Piemonte rappresenti tout court una terra generosa di eccellenti zone vinicole. Tra queste spiccano, senza alcuna ombra di dubbio, le Langhe e il Roero, una fuga interrotta di ondulazioni sulla destra e sulla sinistra del Tanaro che tra marne, argille e arenarie narrano un mosaico di ammirabili sfaccettature e che la nostra Penisola, a pieno diritto, può contemplare.

La Enrico Serafino è l’azienda vitivinicola più antica del Roero, ovvero l’omonimo imprenditore, produttore di pasta a Romano Canavese, si trasferisce a Canale nel lontano 1878 per concretizzare la sua visione: “produrre vini di lusso e da pasto, bianchi, neri, spumanti dei migliori vigneti delle regioni piemontesi”.

Da allora ne trascorrono di vendemmie (oltre 140), basandosi su dettami intransigenti e proteggendo l’esperienza artigianale con il fondamentale trapasso delle nozioni, costituito dagli immancabili saperi, valori e tecniche. Già, perché l’impresa si è sempre contraddistinta per una viticoltura ed enologia piuttosto integrale, volta a difendere un’identità, promuovere un’eticità e garantire una sostenibilità. E’ proprio questa la filosofia che aleggia intorno alla tenuta, condotta attualmente e sapientemente da Nico Conta, dove la cura del dettaglio, l’approccio razionale e la ricercatezza giocano sul filo di un’intrigante simmetria tra tradizione e innovazione.

Nico Conta

Una coinvolgente interfaccia fra le due prospettive che si traduce, in sostanza, nella ricerca della migliore combinazione tra microclima, terreno e vitigni. Per forza di cose, nelle sue etichette emerge la conchiglia dorata, a testimonianza del “segno della natura sulla natura” che rende omaggio al suolo piemontese generato dal sollevamento dei fondali marini, chiaramente esuberante di minerali e fossili acquatici preistorici. Da ciò seguono nettari fragranti e raffinati che racchiudono sincerità ed energia e che, soprattutto, legittimano le proprie radici nel territorio. Come il nuovo nato, il Langhe Nebbiolo Picotener, un biotipo di Nebbiolo “dimenticato” dai produttori e dalle autorità competenti; non dalla Enrico Serafino che lo ha recuperato, investendo in vigneti e vinificazioni sperimentali e riavviando, in un certo qual modo, il suo autorevole trascorso.

Lo spirito della storica casa nel cuore del Roero è infine riprodotto nella cantina, che si colloca ancora nella stessa identica posizione degli inizi, con un’area affascinante come quella delle grotte ottocentesche sotterranee, rivolte alla celebrazione dei sopraffini spumanti Metodo Classico Alta Langa. Un piccolo teatro, efficiente, che coniuga in maniera impeccabile manualità e organizzazione: un’imperdibile tappa per assaporare forse l’anima più nobile e veritiera del Piemonte enologico.

 

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