LE NOVITÁ ATTEMS: TREBES E CLEVE

I nuovi vini di Attems hanno avuto l’ardire di tenere testa alla cucina creativa del Finger’s a Milano. Si chiamano Trebes e Cleve, rispettivamente la faccia a bacca bianca e quella a bacca rossa del territorio del Collio, del quale si vuole narrare la complessità e l’intreccio dei mille fattori che lo rendono così tanto speciale.

Attems, Ponca

Attems è sinonimo di storia, scaturita da una dinastia che affonda radici nel Collio Goriziano fin dal lontano anno 1106. Quella terra di confine ha assistito all’avvicendarsi di svariate generazioni, ma ha anche dovuto subire lo strazio della guerra e delle invasioni. Tante cose sono accadute tra le colline che separano l’Italia dalla Slovenia e ognuna di esse ha lasciato qui la sua traccia, marchiando a fuoco non solo la terra, ma anche chi l’ha abitata e chi la abita tutt’ora. Nella difficoltosa trama di sgomento e difficoltà, la viticoltura è stata oggetto di sostentamento e di ripartenza. Fu il Conte Douglas Attems, nel 1964, a fondare il Consorzio di Tutela dei Vini del Collio, prima forma associativa di Consorzio mai realizzata in Friuli Venezia Giulia e tutt’ora operativa. Attems è il nome di chi sa guardare lontano e, forse proprio per tale ragione, da lontano è stato a sua volta guardato. Su quelle sue terre tanto promettenti e ricche di potenziale, si distese nel 2000 l’occhio sagace della famiglia Frescobaldi. L’acquisto da parte della cantina toscana non ostacolò in alcun modo l’espressione identitaria dell’azienda Attems, il cui fil rouge espressivo era, ed è, il territorio del Collio.

Gianni Napolitano e Daniele Vuerich

Tra le dieci etichette firmate Attems scorre potente la forza sapida e minerale della ponca, la nettezza aromatica delle accentuate escursioni termiche, la ventilazione proveniente dai rilievi e la mite brezza marina dell’Adriatico. Questi e altri innumerevoli fattori interagiscono costantemente ogni anno, generando vini annualmente diversi eppure accomunati dalla familiarità di un finale amaricante, dell’incedere rotondo e della precisione sapida. Trebes e Cleve non si dimostrano da meno, in occasione della loro presentazione alla stampa con l’interessante compagnia dei piatti di Roberto Okabe. La cucina di questo Chef è fusion, proprio come le sue origini, brasiliane per luogo di nascita e giapponesi per genetica. Ama descriversi attraverso lo slogan “Hardwer giapponese, Software brasiliano” e con le sue creazioni intense e ricche nei sapori ha potuto offrire un notevole banco di prova per il carattere e la tenacia gustativa di questi vini.

 

COLLIO RIBOLLA GIALLA DOC TREBES 2016

La Ribolla rappresenta ed esprime l’identità del Collio e, in virtù di questa simbologia forte, le scelte enologiche si sono indirizzate verso un processo di vinificazione che ne sapesse esaltare la vivacità di carattere e l’intensità. Si è voluto lasciare spazio alla componente aromatica delle bucce, di cui l’enologo di Attems – Daniele Vuerich – dice che “hanno un tannino e un sapore speciale”. I 6 mesi di affinamento in legno introducono i primi tratti del suo profilo, che si presenta in una tessitura cremosa sia al naso che, successivamente, in bocca. Pesca, frutta esotica, vaniglia, zenzero e una punta erbaceo-balsamica di felce compongono il quadro vivido del naso. È un’immagine di cui vengono ricalcati i contorni anche al gusto, dove il corredo fruttato intenso viene animato dalla fine pressione sapida che termina in un soffuso finale ammandorlato.

 

COLLIO CABERNET DOC CLEVE 2015

In questo uvaggio di Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Carménère si rintraccia l’orma del Collio dentro un’inaspettata delicatezza. I 12 mesi di affinamento in legno hanno arrotondato la precisione puntuale e fine del sorso, evidenziata dalla trama tannica composta e dalla coesione fresco-sapida che snellisce il corpo prorompente dei vitigni. Al naso emerge il tratto erbaceo ed una forte componente speziata. Si riconoscono il pepe nero, la ciliegia, il ribes e il varietale sfondo di peperone verde. La corrispondenza gusto-olfattiva è di grande trasparenza anche in questo secondo vino, che persiste in una nota di cacao e nella distintiva firma amaricante.

 

Info

www.attems.it